Biella, un papà contro i no vax: «Non usate le foto di Genny, mia figlia è morta nel 2020 e il vaccino non c’era»

Biella, un papà contro i no vax: «Non usate le foto di Genny, mia figlia è morta nel 2020 e il vaccino non c’era»

19 Gennaio 2022 0 Di Luna Rossa

L’immagine della docente di Biella portata in piazza per dimostrare gli effetti avversi del vaccino. La denuncia di Giancarlo Billotto: «Sono indignato»

di Floriana Rullo

«I no vax hanno strumentalizzato la morte di mia figlia Genny raccontando che sia finita a causa del vaccino. Ma lei non ha fatto in tempo nemmeno a vaccinarsi. È morta a ottobre del 2020, prima dell’inizio dell’avvio della campagna. E invece la sua foto viene portata in piazza per dimostrare gli effetti avversi del vaccino. Sono indignato e ho deciso di denunciare i colpevoli». Giancarlo Billotto, padre di Genny Billotto, maestra della Scuola Primaria «Villaggio Lamarmora» di Biella deceduta a ottobre 2020 ad appena 29 anni in seguito a problemi cardiaci congeniti, da domenica ha deciso che farà causa a chi sta usando il volto di sua figlia per legarlo alla protesta contro il vaccino. Una battaglia che ha deciso di intraprendere insieme con il suo legale, Marco Bozzalla. Da qualche tempo il padre aveva iniziato a vedere le gigantografie della figlia Genny, camicetta a pois e sorriso in volto, portate in spalla da alcuni partecipanti alle proteste no vax durante i loro cortei. Immagini che recitano la frase «nessuna correlazione» usata da chi, contrario il vaccino, vuole provare che molti decessi improvvisi siano legati alla somministrazione delle dosi. È accaduto a Bologna. Si è poi ripetuto a Milano domenica scorsa. Fotografie mostrate, durante le manifestazioni insieme ad altre di altri deceduti . Nomi ripetuti come un mantra durante le sfilate in piazza. Immagini mostrate di continuo non solo dai palchi su cui i contrari al vaccino cercano di spiegare le loro posizioni, ma anche sui canali che i manifestanti usano per informarsi e scambiarsi informazioni.

«Da allora hanno iniziato a segnalarmi che l’immagine di mia figlia veniva usata sui social per mettere in dubbio l’effetto del vaccino — dice Billotto, molto conosciuto a Chiavazza, dove vive, perché gestore di una pista da motocross nel vicino paesino di Ronco Biellese —. Sono rimasto senza parole. Genny è morta di un problema al cuore congenito. Non era vaccinata perché la campagna non era ancora partita. E sicuramente sarebbe stata favorevole. Quando ho visto quelle immagini sono rimasto disgustato». Fotografie che hanno dato altro dolore a Billotto che, oltre alla sua unica figlia, un anno prima aveva perso anche la moglie. «Perché usare le sue fotografie senza nemmeno accertarsi che quella fosse la verità? — si chiede il padre insieme con l’avvocato biellese Bozzalla in passato anche giudice penale —. Queste persone non hanno una coscienza. Pensano che sia possibile fare tutto. Che basti una morte per problemi al cuore per legarla al vaccino. Senza nemmeno verificare davvero di che cosa soffrisse. Genny aveva una cardiopatia ipertrofica. Era amata da tutti: dai suoi studenti. Dai suoi amici. Era appassionata del suo lavoro. Proprio la scuola, lo diceva sempre a colleghe e amiche, le dava la carica quotidiana per affrontare con il sorriso e le nuove sfide che si era prefissata. Adorava andare in moto. La sua perdita è stata una tragedia. E vederla sui social usata in quel modo, per i loro scopi, mi ha davvero fatto soffrire. Sono rimasto davvero senza parole». Così ha preso tutte le immagini che da giorni i conoscenti gli inoltravano e, dopo essersi fatto forza, le ha inviate al suo legale per chiedere giustizia.

«Agiremo nelle sedi opportune a tutela della verità e della memoria di Genny — aggiunge il legale di Billotto —. Le scuse probabilmente non basteranno a giustificare un gesto così insensato. Ormai i social consentono a ogni persona di sentirsi libera di agire come crede. Senza nemmeno accertarsi della verità. Ma questi atti così gravi meritano di essere puniti».

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