Spiagge, il Consiglio di Stato azzera tutte le concessioni balneari dal 2024 – La Stampa

Spiagge, il Consiglio di Stato azzera tutte le concessioni balneari dal 2024 – La Stampa

10 Novembre 2021 0 Di Luna Rossa

Dal 31 dicembre 2023 tutte «dovranno considerarsi prive di effetto, indipendentemente che vi sia – o meno – un soggetto subentrante»

Stessa spiaggia, stesso mare; addio. La prossima sarà dunque la penultima estate degli stabilimenti balneari così come li conosciamo: dal 2024 le concessioni saranno assegnate tramite una gara alla quale, però, potranno partecipare i proprietari attuali.

Lo ha deciso il Consiglio di Stato per consentire alla Pubblica Amministrazione di «intraprendere sin d’ora le operazioni funzionali all’indizione di procedure di gara», per «consentire a Governo e Parlamento di approvare doverosamente una normativa che possa finalmente disciplinare in conformità con l’ordinamento comunitario il rilascio delle concessioni demaniali». E solo per «evitare l’impatto sociale ed economico della decisione», le attuali concessioni demaniali marittime potranno continuare fino al 31 dicembre 2023. Lo ha sancito, con due sentenze pubblicate oggi, l’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato, spiegando che dal giorno successivo al 31 dicembre 2023, non ci sarà alcuna possibilità di proroga ulteriore, neanche per via legislativa, e il settore sarà comunque aperto alle regole della concorrenza. Scaduto tale termine, quindi, «tutte le concessioni demaniali dovranno considerarsi prive di effetto, indipendentemente da che vi sia – o meno – un soggetto subentrante nella concessione».

La sentenza del Consiglio di Stato arriva come un assist al governo che aveva appena annunciato «un’operazione trasparenza» sulle concessioni balneari. Il premier Mario Draghi aveva infatti rivendicato il compromesso sulla decisione di non mettere mano alla proroga al 2034 (decisa dal governo Conte nel 2019) delle concessioni senza gara ai balneari avviando «un’operazione di trasparenza e mappiamo tutte le concessioni in essere, come quelle relative a spiagge, acque minerali e termali, frequenze». Un provvedimento «analogo a quello sul catasto» con cui «i cittadini potranno verificare quanto paga ciascun concessionario».

L’Adunanza plenaria di Palazzo Spada, rimarcando «l’eccezionale capacità attrattiva del patrimonio costiero nazionale», ha affermato che la «perdurante assenza» – nonostante i ripetuti annunci di un intervento legislativo di riforma, mai però attuato – di un’«organica disciplina nazionale delle concessioni demaniali marittime» genera «una situazione di grave contrarietà con le regole a tutela della concorrenza» imposte dal diritto dell’Ue, perché «consente proroghe automatiche e generalizzate delle attuali concessioni (l’ultima, peraltro, della durata abnorme, sino al 31 dicembre 2033), così impedendo a chiunque voglia entrare nel settore di farlo».

Secondo il Consiglio di Stato, il confronto concorrenziale, oltre ad essere imposto dal diritto Ue, «è estremamente prezioso per garantire ai cittadini una gestione del patrimonio nazionale costiero e una correlata offerta di servizi pubblici più efficiente e di migliore qualità e sicurezza, potendo contribuire in misura significativa alla crescita economica e, soprattutto, alla ripresa degli investimenti di cui il Paese necessità». I concessionari attuali potranno comunque partecipare alle gare che dovranno essere bandite.

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