Proteste e repressione interna tutta in casa palestinese –

Proteste e repressione interna tutta in casa palestinese –

3 Luglio 2021 0 Di Luna Rossa

Cisgiordania. Proteste senza precedenti, l’Anp prova a fermarle, anche con le cattive.  Nuove mobilitazioni per l’omicidio di Nizar Banat, un oppositore di Abu Mazen, compiuto da agenti dei servizi di sicurezza palestinesi. La base di Fatah preme sul presidente che a 85 anni e senza conferme elettorali da 15 anni, non vuole mollare.«Il diritto e il rispetto della legge

«Il diritto e il rispetto della legge non saranno ripristinati fino a quando i funzionari dell’intelligence coinvolti nel caso di Nizar Banat non saranno interrogati e puniti ciascuno in proporzione alla propria colpevolezza e ruolo. Le elezioni sono l’unica strada per ricostruire il sistema politico e dedicarlo alla battaglia principale con l’occupazione (israeliana)».

Elementari forma di democrazia

Così Rima Kittaneh Nazzal ha scritto un paio di giorni fa sul quotidiano Al Ayyam, vicino al partito di governo Fatah, per esortare le autorità a rendere giustizia alla famiglia di Nizar Banat, l’oppositore del presidente Abu Mazen e del premier Mohammed Shttayeh picchiato brutalmente la scorsa settimana da uomini delle forze di sicurezza palestinesi e morto pochi minuti dopo l’arresto, scrive per Nana News Michele Giorgio e ne riferisce il Manifesto.

La base di Al Fatah contro l’oligarchia

Nazzal rappresenta la posizione della base di Fatah che, a differenza del suo gruppo dirigente, assieme ad altri partiti ed organizzazioni politiche e della società civile, chiede che siano puniti gli assassini di Banat. E insiste affinché le legislative e le presidenziali – rinviate da Abu Mazen poche settimane prima del voto previsto il 22 maggio – siano lo strumento per avviare il rinnovamento della leadership attuale dell’Anp. Richieste ragionevoli, quasi elementari, ma cos’ sembra non essere.

La pessima numenclatura ANP

«Ma la direzione imboccata dall’Anp sembra opposta a quella indicata da Nazzal e altri», chiarisce subito Michele Giorgio, dal campo. «Restano vive nella memoria di Nazzal e dei palestinesi la repressione delle proteste a Ramallah per l’uccisione di Banat, le umiliazioni e le molestie subite dalle donne scese in strada e l’impiego di agenti camuffati da civili responsabili di abusi e pestaggi». Tutto troppo simile a quanto spesso subito, ma lì era da parte del ‘nemico storico’ israeliano.

Unione europea, commissione d’indagine

La famiglia di Nizar Banat, oppositore politico  non estremista o integralista, ieri ha ribadito a una delegazione dell’Unione europea di volere un’inchiesta indipendente e internazionale, sottratta alle manipolazioni dalla commissione d’indagine ANP. Obiettivo giustizia contro impunità troppo a lungo consentita, con l’incriminazione dei responsabili dell’uccisione e l’ammissione pubblica da parte dell’Anp del crimine commesso contro l’attivista.

Il ‘rapporto su fatti’ occultato

Ai familiari della vittima  è stato persino negata una copia del rapporto sull’accaduto che la commissione governativa ANP avrebbe già consegnato alla sia magistratura e al suo governo. Segretamente ‘cose di casa’. Quindi, da parte della famiglia dell’ucciso e da parte dei suoi ormai moltissimi sostenitori, la richiesta di partecipare ai raduni di protesta che si annunciano nel fine settimana. La denuncia del portavoce della famiglia.

«Siamo di fronte ad unità speciali formate per giustiziare oppositori, dissidenti e combattenti contro la corruzione. I cittadini palestinesi non sono più al sicuro nelle loro case»,

Rischio scontro duro

Si è formato un coordinamento di forze progressiste, nazionaliste e islamiche che ha convocato per domani pomeriggio manifestazioni a Ramallah e in altre città della Cisgiordania. «Una mobilitazione che rischia di fare i conti con il pugno di ferro delle forze di sicurezza», avverte Nena News

Anp compra gas lacrimogeni da Israele

Il quotidiano in lingua ebraica Yedioth Ahronoth rivelava due giorni fa che l’Anp si è rivolta a Israele per acquistare gas lacrimogeni, granate stordenti e altri strumenti «non letali» per disperdere le manifestazioni. Nell’Anp, ha scritto il giornale, sono convinti che dovranno affrontare un’ondata di proteste senza precedenti quando saranno annunciati i risultati dell’inchiesta governativa sulla morte di Banat. Indagine con trucco e rabbia scontata.

ANP e democrazia partita internazionale

L’indagine, tanti ne sono convinti, ha sfiorato soltanto i vertici politici e dell’intelligence e fa ricadere la responsabilità di tutto sugli agenti convolti. Ciò mentre indiscrezioni e voci incontrollate che circolano tra i palestinesi chiamano in causa esponenti di primissimo piano, dal capo dell’intelligence Majd Faraj al ministro dei rapporti con Israele Hussein al Sheikh fino al presidente Abu Mazen, «seccati dalle continue accuse di malgoverno e corruzione rivolte da Nizar Banat all’Anp».

Sorgente: Proteste e repressione interna tutta in casa palestinese –

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