“Fate schifo! Tu sei un animale, sei sporco”. Insulti e umiliazioni nei campi agricoli del Foggiano. Le carte di “Schermo” – l’Immediato

2 Luglio 2021 0 Di marco zinno

Nuovi particolari sull’operazione anticaporalato “Schermo” di carabinieri e procura. Nell’ordinanza cautelare di 62 pagine, la gip Roberta Di Maria ha ricostruito il lavoro degli investigatori incentrato in modo particolare sulle intercettazioni. L’inchiesta ha svelato un sistema artificioso messo in piedi attraverso una società “schermo” di Orta Nova, la Suditaly che si occupava del reclutamento dei migranti. Il presunto caporale, il 33enne senegalese Abou Danssokho detto “Nicola”, si recava nei ghetti di Borgo Mezzanone e Rignano per pescare la manodopera necessaria per la raccolta del pomodoro. I lavoratori venivano poi condotti nei fondi agricoli a bordo di mezzi di fortuna e senza Dpi. Come emerso in conferenza stampa, imprenditori e caporali proibivano persino la pausa pranzo, anzi erano pronti a punire i migranti con decurtazioni dalla paga in caso di errori durante il lavoro di raccolta. Per queste vicende sono finiti in carcere Nicola Marucci, Danilo Cataldo e Abou Danssokho. Domiciliari, invece, per Donato Placentino, Angela Siena, Luigi Lattanzio e Paolo Treviso.

L’intermediario Marucci così urlava ai braccianti “Sotto al cassone, ficca le mani, ficca le mani! Ma porca puttana! Chissà perché non li vedete mai? E ce ne sono ancora due! Vedi?”. “Segno evidente – si legge nelle carte dell’inchiesta – che non solo recluta i braccianti per conto terzi ma li sorveglia durante il lavoro. Poco dopo veniva captata in ambientale una conversazione del Marucci con i braccianti stranieri nel corso della quale il Marucci li minacciava di decurtare 0,50 centesimi a cassone per essersi sporcato le mani. In una conversazione di qualche minuto dopo con tale Ali, il Marucci si esprimeva con toni ancora più violenti e offensivi, infatti, dopo aver chiesto all’uomo se aveva già svuotato i cassoni e dopo aver ricevuto risposta affermativa affermava: ‘Ma sei un animale sei! Tanto non li riempi neanche fino a stasera tu’, proseguendo ‘Eh, perché sei moscio, sei sporco, lavori male… vedi che Pippo sta lì per colpa tua!’; infine informava il suo interlocutore che avrebbe tolto 50 centesimi a cassone in quanto non era soddisfatto del loro lavoro (‘perché fate schifo! Terra, piante, plastica, oh! Troppo schifosi allora vi devo togliere 50 centesimi a cassone’)”.

Sorgente: “Fate schifo! Tu sei un animale, sei sporco”. Insulti e umiliazioni nei campi agricoli del Foggiano. Le carte di “Schermo” – l’Immediato

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