Assegno universale per i figli, via libera del Governo al «Family act»

Assegno universale per i figli, via libera del Governo al «Family act»

12 Giugno 2020 0 Di marco zinno

Tra le misure del Ddl la riforma dei congedi parentali e di paternità. La conferma via Twitter del leader di Iv Renzi

Via libera del Consiglio dei ministri al Ddl “Misure per il sostegno e la valorizzazione della famiglia”, il cosiddetto “Family act”. Il primo ad annunciarlo è stato via Twitter il leader di Italia Viva Matteo Renzi: «Il Family Act presentato dalla ministra Elena Bonetti alla Leopolda – scrive Renzi – è stato appena approvato dal Consiglio dei ministri. Molto bene. Soldi e diritti per figli e famiglie».

La conferma poco direttamente dal premier Giuseppe Conte: «Abbiamo approvato in Cdm il Family act, per sostenere la genitorialità, contrastare la denatalità, favorire la crescita dei bambini e giovani e la conciliazione della vita familiare con il lavoro, soprattutto femminile. Devo alle ministre Bonetti e Catalfo l’impegno per portare a compimento questo importante provvedimento».

Tensione tra Pd e Iv sull’assegno unico

Il Family act è un disegno di legge recante «deleghe al governo per l’adozione dell’assegno universale e l’introduzione di misure a sostegno della famiglia». Il via libera è arrivato non senza attriti tra Pd e Iv, dal momento che i democratici chiedono lo stralcio dal testo dell’assegno unico familiare, che è all’esame del Parlamento, mentre i renziani tengono il punto. Sul punto fino allultimo c’è attrito: «L’assegno unico andrà insieme al Family act, lo voteremo la prossima settimana in Parlamento», dichiara Graziano Delrio, mentre i Dem annunciano l’intesa sullo stralcio della misura. Ma nel testo del ministro Elena Bonetti varato in Cdm l’assegno unico c’è e, dicono da Iv. Alla fine si evita la rottura con l’accordo che la legge delega di Iv verrà coordinata con le proposte all’esame del Parlamento.

Assegno universale

Tra le misure introdotte dal provvedimento c’è l’assegno mensile che verrà corrisposto dal settimo mese di gravidanza fino al compimento del diciottesimo anno di età di ciascun figlio, ad eccezione della figlia o del figlio disabile per il quale non sussistono limiti di età, tramite una somma di denaro o mediante il riconoscimento di un credito d’imposta, da utilizzare in compensazione. Nel caso di figli successivi al primo, l’assegno subirà una maggiorazione del 20%, così anche nel caso di figlia o figlio disabile.

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