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Svezia, viaggio nel Paese dove il denaro è (quasi) sparito

 

Si chiama «cashless society» e da qualche tempo ha anche una capitale dove si paga il caffè con bancomat e si usa la carta di credito persino in chiesa per accendere le candele o fare le offerte. Entro il 2023 in Svezia potrebbero sparire i contanti. Dal 2010 a oggi l’utilizzo di monete e banconote nel paese scandinavo è passato dal 40 al 10% e buona parte dei negozianti non accetta pagamenti cash.

Esattamente il contrario di quello che accade in Italia dove spesso sono gli esercenti a non accettare le carte di credito entro una certa soglia. E così, mentre noi restiamo in coda alle classifiche europee per l’uso della moneta elettronica, in Svezia al contrario la preoccupazione espressa da più parti è quella di rimanere senza soldi (contanti): un anno fa infatti è stata la stessa Banca centrale svedese a lanciare l’allarme per la volatilizzazione quasi assoluta del contante in alcune zone del Paese, in particolare al Nord. La Riksbank ha espresso il timore della scomparsa delle infrastrutture necessarie all’utilizzo di banconote. In «caso di catastrofi — ha spiegato — avere intere regioni completamente sprovviste di denaro sotto forma cartacea o metallica può rappresentare un problema serio, perché renderebbe impossibili i pagamenti anche per gli acquisti indispensabili alla sopravvivenza».

Nel 2017 il contante in circolazione in Svezia è sceso al livello più basso dal 1990, con un crollo di ben il 40% rispetto al picco del 2007. La diminuzione di «cash» del 2016 e del 2017 è stata la maggiore mai registrata nella storia del Regno scandinavo. E così a Stoccolma può capitare di sentire o vedere spesso una frase, scritta sugli avvisi dei banconi dei bar, alle casse dei supermercati o al ristorante: «No cash». «Sono i consumatori ad aver richiesto metodi di pagamento digitali più semplici — ha spiegato ad Agorà Per Bolund, il viceministro svedese delle Finanze — ma anche le banche che hanno ridotto i costi. Trasferire e trasportare molti soldi è rischioso e costoso. Sono aumentati rispetto a livelli precedenti i casi di frode e furti di identità ma la criminalità in generale si è abbassata. In forma digitale è più facile per le Autorità monitorare i flussi di capitale». Il metodo di pagamento più diffuso in Svezia è Swish, un’app che ha accesso ai conti correnti di chi si registra e fa pagare o trasferire denaro in un tempo quasi immediato.

A fianco agli entusiasmi però, si sta diffondendo a livello globale un dibattito sugli svantaggi della cosiddetta «cashless society». Com’è noto, meno contante vuol dire meno riciclaggio, meno rapine, meno furti, meno evasione, meno criminalità, meno inefficienze legate alla gestione della liquidità, meno errori umani in tema di contabilità. Ma il rovescio della medaglia c’è: più costi di gestione (il tema delle commissioni sulle carte di credito resta centrale) per gli esercenti e le piccole aziende e sopratutto il rischio di un enorme, globale Grande Fratello.

L’Estonia, definita dal New Yorker la «Digital Republic», ha dovuto affrontare da questo punto di vista diversi problemi. Il Paese dalla storia tormentata, «col suo ferocissimo amore di libertà, col suo sanguinoso destino di schiavitù» come scriveva Indro Montanelli, è oggi uno dei leader nel digitale al mondo. Si fa tutto online, eccetto poche cose tipo sposarsi, divorziare e vendere o comprare casa. Ma nel novembre 2017, il governo estone è stato costretto a congelare tutte le residenze digitali per far fronte a un grave problema di sicurezza, che rendeva possibile il furto d’identità. A raccontarlo è stato su Medium Kaspar Korjus, responsabile del progetto e-Residency che all’inizio dell’anno ha dato le sue dimissioni. In un post ha riassunto tutto il lavoro svolto per rendere l’Estonia la prima «nazione digitale». «Hanno dovuto aumentare la sicurezza di tutti i loro sistemi dopo aver digitalizzato qualsiasi cosa — spiega Silvia Semenzin, ricercatrice alla Statale di Milano, appena rientrata dall’Estonia per un paper sulla Blockchain — dalle visite mediche al rinnovo della patente, dalla richieste del mutuo alla carta di identità. Si fa tutto con la Blockchain, per ricevere meno attacchi hacker possibili ma è così sicura la Blockchain se usata e governata dallo Stato centrale attraverso alcune aziende private il cui scopo principale è il profitto? In più in Estonia ci sono circa un milione di residenti, quanto funzionerebbe questo sistema su larga scala?». Domande che restano ancora senza risposta.

Sorgente: Svezia, viaggio nel Paese dove il denaro è (quasi) sparito

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