il manifesto del 28.05.2019 e i primi articoli online

28 Maggio 2019 0 Di Luna Rossa

Il grande esodo (40% di astensione) sprofonda i 5Stelle nella sconfitta choc. Ora sono nella trappola del governo, sotto il tallone leghista. Il capo politico e tutto il gruppo dirigente, riuniti ieri in conclave, affrontano il giudizio di elettori e attivisti sul grande flop

POLITICA

«Ricominciamo». Ma l’impresa è quasi impossibile

Andrea Colombo

Salvini assicura lealtà, alle sue condizioni. Per Di Maio l’alleato «è il contratto». Il leader 5 Stelle pronto a cedere sulla Tav, ma sulle autonomie s’impunta. E il decreto famiglia sfuma. Il Colle preoccupato, possibile procedura per debito

Emilia Romagna, l’onda verde non copre tutto

Giovanni Stinco

Nel voto per il parlamento europeo la Lega dilaga. Ma le città tengono e nell’urna delle amministrative resiste il centrosinistra. I democratici non crollano dappertutto. Il Movimento Cinque Stelle sì

GRECIA

Al voto tra un mese: Tsipras elenca gli errori e riparte

Teodoro A. Synghellakis, Fabio Veronica Forcella

Il primo ministro lancia subito la campagna per le elezioni anticipate del 30 giugno. Syriza dovrà decidere se ricreare un dialogo con la diaspora di sinistra, Unità Popolare, Diem 25 e Rotta di Libertà. Un gesto distensivo ma pieno di incognite

Farage vince ovunque, tranne a Londra

Leonardo Clausi

Con 29 seggi e il 31,6% dei voti, il Brexit Party primo ovunque nelle nove regioni elettorali britanniche, solo la capitale fa eccezione, salvo conferma dall’Irlanda del Nord. Tories umiliati. Male il Labour, scoppola in Scozia

EUROPA

Che ha fatto Madrid per meritare questo?

Luca Tancredi Barone

La capitale va a destra, sconfitta la sindaca Manuela Carmena, Vox entra in consiglio. Anche la comunità in mano al Partito popolare. A Barcellona vince l’indipendentista Maragall, ma ora il Psoe corteggia Ada Colau

EUROPA

«I sovranisti crescono poco ma mettono radici nella crisi sociale»

Guido Caldiron

Nel nuovo parlamento europeo gli eletti delle formazioni sovraniste e dell’estrema destra, ancora divisi in tre gruppi, raggiungeranno quota 172 (erano 154 nel 2014). Ma, per Gilles Ivaldi, ricercatore dell’università di Nizza, e Sylvain Crépon, docente all’Università di Tours – tra i maggiori studiosi europei del fenomeno -, la vera sfida riguarda il radicamento di queste forze tra i ceti popolari e gli operai

COMMENTI

Il voto di protesta diventa voto dell’autorità

Marco Bascetta

Il Partito popolare europeo, a cominciare dal suo centro di gravità tedesco, la Cdu-Csu, resta in piedi nonostante le bastonate ricevute. Ma non è più in grado di dirigere agevolmente l’orchestra. Due sono invece gli «europeismi» che acquistano un peso rilevante nel nuovo parlamento: quello verde e quello liberale

Syriza, cadere è permesso, rialzarsi è obbligatorio

Luciana Castellina

Perché questo voto? Mentre nelle periferie più proletarie Syriza è andata bene, i ceti medi non si sono sentiti protetti da un governo che si è affrettato a rassicurare per primi i più poveri. E che dire della punizione inferta a Syriza dalle regioni del nord, per aver concesso alla ex Macedonia jugoslava di chiamarsi Macedonia del nord, «un’offesa»? Anche in questa circostanza si riscopre la verità degli ammonimenti gramsciani: è più facile conquistare un governo che la società

Tra Abe e Trump sorrisi in pubblico, frizioni in privato

Stefano Lippiello

Visita del presidente americano a Tokyo, spuntano le differenze sull’accordo commerciale: Washington vuole più spazio per i beni americani. Rinviato ad agosto l’annuncio sull’intesa per non danneggiare il premier alle urne

L’uranio impoverito uccide ancora

Nicole Corritore

366 i militari italiani morti. Allarme tumori in Serbia colpita dalle bombe Nato nel 1999: sono 7.500 i nostri soldati che si sono ammalati dopo le missioni in Bosnia (1995) e in Kosovo (1999), ma è silenzio sui civili contaminati nelle zone bombardate

Il ricordo in forma di vestito

Manuela De Leonardis

Un incontro con l’artista di Tehran Samira Alikhanzadeh, che rappresenta il suo paese alla Biennale di Venezia. «Lavoro soltanto con fotografie iraniane che appartengono a un periodo specifico, quello in cui il paese stava cambiando e si modernizzava, dalla metà dagli anni ’40 ai primi anni ’50. Lo testimoniano anche gli abiti indossati dai miei soggetti»

Una Dea vola tra i campioni

Luca Pisapia

Terza in serie A ed esordio in Champions League per l’Atalanta dei record: tutti insieme guadagnano meno del solo Ronaldo. Non è l’Ajax ma un modello sportivo senza uguali in Italia

Sorgente: il manifesto del 28.05.2019 – il manifesto

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