Caso Diciotti, il voto online del M5S. Quesito equivoco E anche Grillo lo boccia-corriere.it

18 Febbraio 2019 0 By ken sharo

Il post pubblicato sul Blog delle Stelle in vista della votazione sull’immunità da concedere al ministro dell’Interno. Nel testo, sbagliato il numero dei migranti a bordo. La dura critica di Beppe Grillo: siamo tra il Comma 22 e la sindrome di Procuste

Il M5S torna alle origini e la base potrà votare sulla piattaforma Rousseau per il caso Diciotti lunedì 18 febbraio dalle 10 alle 19. È quanto deciso dai vertici pentastellati che in un post sul blog delle Stelle spiegano come farlo e su quali elementi basarsi. «Ora siamo chiamati a decidere. Il ritardo dello sbarco della nave Diciotti, per redistribuire i migranti nei vari paesi europei, è avvenuto per la tutela di un interesse dello Stato? Sì, quindi si nega l’autorizzazione a procedere. No, quindi si concede l’autorizzazione a procedere», è questa la formula scelta dal Movimento che chiama tutti gli iscritti a votare sul diritto al’immunità del ministro dell’Interno Matteo Salvini sul caso Diciotti. I «big» del Movimento si sono – chi più, chi meno – già espressi pubblicamente contro l’autorizzazione, rivendicando la scelta collegiale di tutto l’esecutivo nella vicenda della nave Diciotti, ma i malumori interni hanno indotto i vertici a ricorrere alla base.

Se voti Si vuol dire No
Se voti No vuol dire Si
Siamo tra il comma 22 e la sindrome di Procuste!

— Beppe Grillo (@beppe_grillo) 17 febbraio 2019

La critica di Beppe Grillo

A sorpresa, una dura critica è arrivata via Twitter dal fondatore del Movimento, Beppe Grillo: «Se voti Sì vuol dire No Se voti No vuol dire Sì. Siamo tra il comma 22 e la sindrome di Procuste!». Il garante M5S cita il romanzo Comma 22 dell’americano Joseph Heller in cui la facoltà di scegliere è solo apparente e poi la sindrome che indica, in una persona, il disprezzo per chi è considerato avere un maggior successo.

Invertito il quesito rispetto a quello che si voterà in Giunta

Più di un’area di malcontento del M5S sta già insorgendo, e si sta muovendo anche contattando attivisti e semplici simpatizzanti, per metterli al corrente di quella che a loro avviso sembra essere una «irregolarità», ovvero l’inversione del quesito originale. A differenza infatti di come voteranno i senatori in Giunta per l‘autorizzazione, votando «sì» su Rousseau gli iscritti negheranno l’autorizzazione a procedere per Salvini. A poche ore dalla pubblicazione del quesito sul blog, fioccano commenti negativi e critiche feroci («Vi state comportando come gli altri partiti e girate la frittata», «Cercate di fare i furbi anche nelle procedure del Si e del No per confondere» e ancora «Continuate a fare le domandine trabocchetto da prima Repubblica. Avanti così GRANDI STATISTI»).

Il numero di presenze a bordo sbagliato

Il post prosegue ricordando agli iscritti chiamati a votare, i fatti relativi alla vicenda della Diciotti – anche se sul numero dei migranti presenti sulla nave che erano in totale 177, ne riporta solo 137 – «Tra il 20 e 25 agosto scorso, mentre 137 migranti si trovavano sulla Diciotti (i migranti arrivati sulla Diciotti erano 177), ovviamente con assistenza sanitaria e alimentare, il ministro degli Esteri e il presidente del Consiglio Conte stavano sentendo i leader degli altri paesi europei affinché ognuno accogliesse la propria quota di migranti. Questo accordo doveva essere raggiunto prima dello sbarco perché, altrimenti, sarebbero dovuti rimanere tutti in Italia. E questo a causa del regolamento di Dublino, che impone che il primo Paese di approdo debba farsi carico di tutti i migranti che arrivano in Europa. Il ministro dell’Interno Salvini, d’accordo con il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, il vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio e con il presidente Giuseppe Conte, negò lo sbarco fino a che l’accordo non fosse stato raggiunto. Per questa vicenda il Tribunale dei Ministri di Catania ha deciso di inquisire il ministro dell’Interno perché ha considerato il ritardo dello sbarco dalla nave un sequestro di persona e ha chiesto al Parlamento l’autorizzazione a procedere».

Sorgente: Caso Diciotti, il voto online del M5S. Quesito equivocoE anche Grillo lo boccia

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