Savasta, quell’incontro con Lotti a Palazzo Chigi organizzato da Renzi senior | Rep

15 Gennaio 2019 0 Di luna_rossa

Uno dei pm cercava sponde per trasferirsi. E incontrò a Roma l’ex sottosegretario

DI GIULIANO FOSCHINI E FABIO TONACCI

ROMA. Tra le contestazioni al pm Antonio Savasta ce n’è una che punta dritta a Palazzo Chigi e all’ex sottosegretario, Luca Lotti. Savasta, come aveva raccontato “Repubblica” a giugno, indagava sull’ex socio di Tiziano Renzi, Luigi Dagostino. Ed è a lui che chiede di incontrare Lotti: Savasta voleva infatti andare via dalla procura di Trani ed era alla ricerca di una sponda romana. A fargli da tramite, un amico avvocato, Ruggiero Sfrecola, da ieri interdetto. Si scopre ora che l’architetto occulto di quell’incontro a Palazzo Chigi il 17 giugno del 2015 fu proprio Tiziano Renzi, a conferma di come il padre dell’ex premier considerasse quel governo qualcosa di cui poter disporre. Il dato viene fuori dagli atti dell’indagine condotta sull’asse Lecce- Firenze. E dall’interrogatorio di Lotti stesso che, per tredici volte davanti ai magistrati si rifugia però i «non ricordo». L’inchiesta su Dagostino era partita da un giro di fatture false scoperte dalla guardia di Finanza, Nata a Trani era finita a Firenze. È il 16 aprile quando i pm Luca Turco e Christine Von Borries interrogano Lotti: «Non ricordo con esattezza» risponde Lotti a varie domande. Salvo però aggiungere un particolare che non è un dettaglio. «Di regola Dagostino mi parlava dei suoi interessi a Firenze come il caffé Rivoire, delle sue attività riguardanti il The Mall e del fatto che voleva costruire un centro commerciale a Fasano», tre business di Dagostino al centro di altrettante indagini penali.

Del resto ci sono quattordici contatti telefonici tra il maggio 2016 e il febbraio 2017, riportati nell’ordinanza di custodia del gip di Lecce, a raccontare come i due siano qualcosa di più di semplici conoscenti. Nel secondo incontro coi pm fiorentini, il successivo 14 maggio, a Lotti torna parzialmente la memoria, grazie anche alla consultazione della sua agenda personale. «Credo che inizialmente venne nel mio ufficio Dagostino insieme a Franzé, che voleva qualche incarico perché ho trovato il suo curriculum tra i miei appunti. No, non sapevo che Tiziano Renzi aveva interesse alla costruzione dell’outlet di Fasano». Ma è quando la curiosità dei magistrati si posa sull’organizzatore di quell’incontro a quattro a Palazzo Chigi che Lotti accenna all’“architetto” dietro le quinte. «È noto che ero in buoni rapporti con Tiziano Renzi, con il quale passeggiavo ogni lunedì da via Mazzini alla stazione (di Firenze, ndr), quindi è probabile che tale appuntamento l’abbia chiesto o Andrea Bacci o Tiziano Renzi».

In realtà, fu proprio quest’ultimo, come rivela Dagostino nel suo interrogatorio: «Fissai un appuntamento con Lotti tramite Tiziano Renzi, dicendogli che volevo portargli un magistrato che aveva interesse a mostrare una proposta di legge». Secondo i pm, invece, Savasta cercava una sponda politica per il trasferimento a Roma. In cambio, insabbiava le indagini sulle società di Dagostino. Compresa la Nikila Invest che in quel momento era partecipata anche da una società di Tiziano Renzi e Laura Bovoli. I genitori dell’ex premier.

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