Cacciari: ‘Bersani è pazzo’ – l’Espresso.
‘Non so come si può parlare di vittoria, in questa situazione, con un Paese che si sta sfasciando’, dice il filosofo ed ex sindaco di Venezia. Il politologo Gianfranco Pasquino: ‘Il Pd non può pensare di governare se vince con il 25 per cento’. Il sondaggista Luigi Crespi: ‘Col Porcellum arriverà a Palazzo Chigi un uomo di Grillo’
(22 maggio 2012)
Il Pdla pezzi, la Lega scomparsa perfino dalla ‘Padania’, il Pd che canta vittoria nonostante la sconfitta a Parma e le affermazioni di candidati di Sel e Idv a Genova e Palermo. E Grillo che balla sulle macerie.L’Italia uscita dalle amministrative si sveglia nel 1992, ovvero sospesa tra un assetto politico insostenibile e un futuro tutto da scrivere. Gli italiani, con un astensionismo record (ai ballottaggi ha votato poco più di un elettore su due, -12 per cento rispetto al 2007) e dando quattro sindaci al Movimento 5 Stelle, hanno fatto capire che serve un rinnovamento profondo dell’offerta politica e della classe dirigente. Ma i partiti li sapranno ascoltare?
«La lezione che dovrebbero capire», risponde all’Espresso il filosofo ed ex sindaco di Venezia, Massimo Cacciari è che il Paese sta entrando in una crisi ormai anche di ordine psicologico, oltre che sociale ed economico. Che ha un urgente bisogno di guida, di un punto di riferimento sicuro».
Per Cacciari, la soluzione è una sola: «Per fare le riforme istituzionali, presentarci decentemente in Europa e non essere commissariati di nuovo, abbiamo bisogno di una politica di coalizione, che non escluda nessuna delle forze decisive. I cosiddetti partiti dovrebbero riflettere sulle loro sconcerie e aprire una fase costituente, per una coalizione politica, e non più semplicemente obbligata dal punto di vista tecnico, economico e finanziario».
Ma il pensatore è scettico: «Se invece, come è da temere, presi dal panico tutti cercheranno di recuperare voti e far concorrenza alle nuove demagogie e populismi, sfasciando anche le capacità operative del governo Monti, può darsi benissimo che la situazione possa addirittura peggiorare». Continua a leggere
LAV: ufficio stampa – archivio comunicati.
“35 anni e vogliamo di-mostrarli tutti!”: l’anniversario dei 35 anni (1977-2012) di azioni della LAV è stato il filo conduttore del Congresso nazionale dell’Associazione animalista, svoltosi il 18, 19 e 20 maggio a Castel San Pietro Terme (Bologna). Nel corso dell’Assemblea, alla quale hanno partecipato iscritti e responsabili locali da tutta Italia, si sono svolte le elezioni per il rinnovo delle cariche direttive che guideranno l’Associazione nel prossimo biennio: Roberto Bennati, Giacomo Bottinelli, Gualtiero Crovesio, Gianluca Felicetti e Massimo Vitturi (foto) sono stati eletti al Consiglio Direttivo nazionale LAV.

Nella foto il Consiglio Direttivo LAV. Da sinistra: Gualtiero Crovesio, Roberto Bennati, Gianluca Felicetti, Giacomo Bottinelli, Massimo Vitturi. Continua a leggere
Cei, nuove linee guida su pedofilia: “No obbligo di denuncia”
(Foto da Web, N.R.) La conferenza episcopale ha diffuso oggi le nuove linee guida per trattare i casi di pedofilia che dovessero coinvolgere sacerdoti. Nonostante la più volte annunciata volontà di fare pulizia e garantire trasparenza viene sostanzialmente riconfermato, proprio sulla base dei privilegi concessi dal Concordato, il modus operandi della Chiesa cattolica che tante criticità ha fatto emergere in passato. Soprattutto durante il pontificato di Benedetto XVI sono scoppiati numerosi scandali sessuali che hanno coinvolto tanti sacerdoti in tutto il mondo. Con la tendenza da parte delle gerarchie non solo a non denunciare e a scoraggiare la denuncia, ma anche ad insabbiare molti casi. Comportamento che ha suscitato una diffusa indignazione e che ha contributo al calo di consensi in diversi paesi, come gli Stati Uniti o l’Irlanda. Sulla base delle nuove disposizioni Cei, per i vescovi non vi è alcun obbligo di denunciare alla giustizia civile, nel caso venissero a sapere che un prete ha commesso abusi sessuali nei confronti di bambini. Perché il vescovo “nell’ordinamento italiano” non ha “la qualifica di pubblico ufficiale né di incaricato di pubblico servizio”: quindi “non ha l’obbligo giuridico di denunciare”. Monsignor Mariano Crociata, segretario generale dei vescovi italiani, conferma la volontà di “cooperazione” con la giustizia italiana. Ma ”restano fermi i vincoli posti a tutela del sigillo sacramentale”, si tiene a ribadire nel documento. Ovvero, il segreto confessionale viene tutelato, anche in casi gravi come la notizia di condotte illecite. La cooperazione con l’autorità civile può esservi “nell’ambito delle rispettive competenze e nel rispetto della normativa concordataria e civile”. E, si badi bene, “nessuna responsabilità, diretta o indiretta, per gli eventuali abusi sussiste in capo alla Santa Sede o alla Conferenza Episcopale Italiana”.
Con un atto liberticida e antidemocratico il Consiglio Regionale del Piemonte e la Giunta presieduta dal leghista Cota hanno abrogato la Legge sulla caccia, cancellando di fatto il Referendum regionale, fssato per il 3 giugno.
Questo è avvenuto a trenta giorni dalla data della consultazione, quando la macchina referendaria era già attiva da mesi e aveva già coinvolto migliaia di volontari. L’arma utilizzata per raccogliere consenso intorno a questo scippo senza precedenti è stata quella crisi economica che questa stessa classe politica ha contribuito a generare! Così, tramite uno scientifco ribaltamento della realtà, i referendari sono stati dipinti come coloro che volevano sperperare 22 milioni di Euro (cifra, peraltro, campata per aria) mentre in Giunta tutti si dichiaravano – per la prima volta – preoccupati per coloro che stanno peggio, speculando in modo inaccettabile sui drammi reali delle persone ammalate, degli anziani con pensione al minimo, dei disabili, dei disoccupati, dei precari. Peccato che tutti gli appelli del Comitato referendario a trovare soluzioni alternative (tra cui l’accorpamento alle elezioni amministrative) che impedissero di spendere soldi pubblici siano stati ignorati se non addirittura sbeffeggiati da Cota, dall’assessore Sacchetto e soci. Giunta e maggioranza, col solo scopo di assecondare poche migliaia di cacciatori, i cui consensi fanno sempre gola a politicanti alla ricerca di voti facili, hanno così calpestato il diritto legittimo di quattro milioni di piemontesi ad esprimere democraticamente la propria posizione su un tema di grande importanza. Continua a leggere
Trapani: il vescovo rimosso e il profumo dei soldi | Cronaca.
di Rino Giacalone – 21 maggio 2012
Trapani terra di frontiera. Terra dove mafia e politica spesso si sono confusi, mischiati, dove i mafiosi sono arrivati fin dentro le istituzioni, inquinandole, dove il sistema illegale ha sopraffatto quello legale diventando il vademecum della vita di tanta gente, da rispettare giorno per giorno. Trapani città, provincia, territorio di grande bellezza, dove l’azione sociale che ha cercato il riscatto dalle mafie contro l’impoverimento, è stata sempre rallentata, resa minoritaria.
Trapani, dove la Chiesa spesso ha espresso solidarietà ai carnefici e non alle vittime dei carnefici. Trapani la città che alla verità giudiziaria ha sempre preferito affidassi alle voci, ai tam tam apposta creati, Trapani dove l’indignazione non e’ una abitudine e dove la lettura delle sentenze e’ l’ultimo dei pensieri e dove l’informazione spesso racconta il contenuto delle sentenze fin troppo a modo suo, spesso per garantire al condannato l’alone di impunibilità. Ecco e’ in questo contesto che raccontiamo l’ultimo degli scandali e che travolge la Diocesi di Trapani. dei preti abbiamo detto, spesso solidali con i colpevoli, ma sono stati, e sono, preti circondati da una massoneria che non lascia spazi. E con la massoneria la Chiesa ha deciso di convivere, quando qualcuno ha provato, ma cosa molto rara, ha avuto la sorte che puo’ capitare, che e’ capitata, a investigatori e magistrati, delegittimazione prima, trasferimento subito dopo. Vescovo di Trapani sino al 19 maggio e’ stato Francesco Micciche’, nessuna parentela con Gianfranco, l’ex ministro e pupillo di Berlusconi, per Micciche’ per anni si e’ sussurrata una parentela ancora più ingombrante, quella con il capo mafia Giovanni Brusca, Micciche’ e’ originario di San Giuseppe Jato. Parentela poi risultata falsa. Continua a leggere
(Foto da Web, N.R.) Roma, 21 maggio 2012 – “Se deve esserci una tassa per far fronte ai danni provocati dalle calamità naturali allora che sia nazionale. C’è una responsabilità dello Stato nel non aver predisposto interventi per migliorare la qualità antisismica delle costruzioni e le conseguenze non possono ora gravare solo sulle spalle delle Regioni colpite dal terremoto. Basti pensare che i beni culturali sono un patrimonio nazionale, e che la situazione di pericolo in cui si trovano i tantissimi beni culturali oggi in Emilia è emblematica e può essere affrontata solo in uno sforzo nazionale. E’ compito dello Stato, infatti recuperare e tutelare il patrimonio artistico e architettonico del Paese e questo va fatto con il contributo di tutti”. Così il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza esprime la solidarietà dell’associazione alle popolazioni colpite dal terremoto in Emilia, annunciando la disponibilità dei volontari dei gruppi di Legambiente Protezione Civile a raggiungere i territori colpiti dal sisma per mettere in salvo le tantissime opere artistiche in pericolo. “Alle popolazioni dell’Emilia esprimiamo tutta la nostra solidarietà – ha aggiunto Cogliati Dezza – e diamo fin da adesso la disponibilità a mandare nei territori più colpiti le nostre squadre di protezione civile preparate all’intervento d’emergenza per la salvaguardia dei beni artistici e culturali. E’ urgente però che lo Stato risolva una volta per tutte la questione dei danni procurati dalle calamità naturali – conclude il presidente di Legambiente – che per il patrimonio artistico e architettonico ha bisogno di una soluzione statale”.
Fars News Agency :: Salehi Hopeful about Good Outcomes of Baghdad Talks.
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Speaking at a meeting with Turkey’s Minister of Development Cevdet Yilmaz, Salehi pointed to the previous round of the talks between Iran and the Group 5+1 (the five permanent UN Security Council members plus Germany) in the Turkish city of Istanbul and described its atmosphere and results as “positive”. He further hoped for similar good results in the upcoming round of talks in Baghdad. The Iranian official underlined that the positive atmosphere reigning the talks between Iran and the six world powers in Istanbul last month could continue in their Baghdad meeting if the western countries show a balanced behavior and recognize Iran’s nuclear rights. In Istanbul the two sides accepted to focus on the NPT (nuclear Non-Proliferation Treaty) as an axis and a principle for dialogue. Further in the meeting, the two minister also conferred on Tehran-Ankara bilateral ties, and discussed attraction of foreign investment, expansion of relations between the two countries’ private sectors and expansion of cultural and scientific ties between the two countries’ cultural and academic institutes. |
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Globalist.it | Finalmente si fa luce sull’omicidio Rostagno.

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di Tancredi Omodei
“Si chiede di acquisire informazione degli atti di archivio che possano confermare collegamenti tra la scomparsa di Mauro Rostagno e traffici internazionali di armi, con particolare riferimento ai traffici tra Italia e Somalia”. Questa richiesta della magistratura siciliana che cercava di fare luce sul delitto Rostagno e sui tanti misteri di Trapani è rimasta senza risposta per dieci anni. Lettera morta affondata dal segreto dei Servizi.
Lettera morta un’altra richiesta: “Chiediamo di conoscere eventuali collegamenti tra la scomparsa di Mauro Rostagno e l’omicidio, in Somalia della giornalista Ilaria Alpi”. Da Roma, dal Sisde, opposto lo stesso impenetrabile silenzio anche a questo secondo quesito. Silenzio fino a qualche giorno fa, quando il Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza diretto da Gianni De Gennaro ha aperto le porte al procuratore aggiunto Antonio Ingroia e ai sostituti Gaetano Paci e Francesco Del Bene.
I magistrati siciliani, dopo tanti anni sono entrati negli uffici dei servizi e ne sono usciti con un centinaio di documenti già acquisiti all’indagine stralcio sull’uccisione del giornalista e sociologo ucciso nel 1988. Delitto maturato in una Trapani crocevia di interessi politici e mafiosi, in una scena dominata da potenti logge massoniche e dai movimenti misteriosi di servizi e organizzazioni militari con fini mai chiariti. E infatti, i magistrati siciliani hanno sempre chiesto di poter far luce anche su “Scorpione”, articolazione locale di “Gladio”, misteriosa presenza militare che operò fra Trapani e Palermo tra il 1987 e il 1990. Continua a leggere
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According to a report by Bahrain’s Independent Commission of Inquiry (set up by the Bahrain’s tyrant ruler himself), the crimes committed by the al-Khalifa regime include but are not limited to killing 17 Bahraini people, including infants, detention of 461 people, including physicians accused of helping the opposition forces, and human rights activists, using internationally banned arms and torturing dissidents in jails. Human Rights Watch announced on Sunday that the United Nations member states should scrutinize Bahrain’s deplorable human rights record during the country’s Universal Periodic Review (UPR) at the UN Human Rights Council on May 21, 2012. The international community should push Bahrain to adopt specific measures to ensure free expression and peaceful assembly, end torture, free political prisoners, and establish credible accountability mechanisms for continuing abuses. Under the UPR process, the Human Rights Council examines the human rights record of each UN member state once every four years. The process began in 2008, and Bahrain is the first country to undergo a second UPR round. “The UPR should focus on Bahrain’s routine suppression of basic political rights like freedom of association as well as the grave human rights violations committed in the brutal 2011crackdown against pro-democracy protesters,” said Joe Stork, deputy Middle East director at Human Rights Watch. Continua a leggere |
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Benedetto XVI a Milano, contestazione contro omofobia clericale silenziata da forze dell’ordine
(Foto da Web, N.R.) Nel clima clericale che si vive in Italia, qualsiasi contestazione nei confronti dell’invadenza della Chiesa cattolica viene ‘attenzionata’ dalle forze dell’ordine italiane. Non dalla Gendarmeria vaticana. Come accaduto ad esempio in occasione della visita del papa a Palermo nel 2010, col settaccio delle case e la mano forte per rimuovere gli striscioni di protesta. O come successo a Roma, il venti settembre dello stesso anno, quando la delegazione Uaar che intendeva essere presente per la ricorrenza della breccia di Porta Pia è stata bloccata dalla Digos. I pericolosi sovversivi avevano come unica forma di espressione le proprie bandiere. Ma evidentemente era troppo, visto che per l’occasione l’unico che poté parlare fu il cardinale Tarcisio Bertone. Ovvero, il rappresentante ufficiale della Città del Vaticano. In vista della visita di Benedetto XVI a Milano per l’Incontro mondiale delle Famiglie dei primi di giugno, la musica sembra la stessa. Continua a leggere
Chi spinge verso la guerra civile in Siria?.
Dopo circa 14 mesi dalle prime manifestazioni di protesta a Daraa, Latakia e Homs, la situazione in Siria è entrata in una fase pericolosa, in cui le azioni armate hanno preso il sopravvento rispetto alle manifestazioni di piazza.
Il primo dato da registrare è dunque la prevalenza dell’opzione militare all’interno dell’opposizione siriana che punta alla guerra civile per arrivare alla presa del potere. Obiettivo che, come ci dimostrano situazioni analoghe, necessita di alcuni passaggi graduali ma al tempo stesso netti e drammatici. Nonostante le formidabili pressioni internazionali e regionali, che vengono dai paesi della NATO e del GCC (Gulf Cooperation Council) e dopo oltre un anno di instabilità politica ed economica, il Governo e le istituzioni siriane, al contrario di quanto è accaduto di recente in Libia, non si sono sfaldate.
Il Governo Siriano del Fronte Progressista Nazionale, a guida Baath, ha provato a reagire non solo con l’uso della forza, ma anche con dei passaggi politici. Oltre alle manifestazioni di piazza, la ricerca del consenso è passata attraverso il referendum per le riforme istituzionali e le elezioni, passaggi sicuramente parziali ma che, insieme all’apertura di inchieste e alle visite degli ispettori internazionali, avvengono all’interno di un paese che sta vivendo momenti tragici, e attestano che il governo damasceno è alla ricerca di una soluzione politica. Una soluzione che però non pregiudichi l’assetto laico, l’ordinamento sociale e l’indipendenza del paese, così viene ribadito dalle forze che compongono il governo del Fronte Progressista Nazionale. Continua a leggere
WWF Italia – Giornata Oasi 2012.
- I numeri della fragilità del territorio italiano e i primi risultati della campagna WWF per le coste
La Giornata delle Oasi WWF si celebra oggi in tutta Italia con un pensiero rivolto alla tragedia di Brindisi avvenuta ieri e al terremoto di questa notte, e viene dedicata alla tutela della natura come presidio contro l’illegalità, il degrado, i rischi connessi alla fragilità del territorio, richiamando la necessità di un’azione più incisiva delle istituzioni, che deve concretizzarsi in maggiore coordinamento e coerenza nella pianificazione e in un rafforzamento del sistema di vigilanza e controllo. Ancora una volta la fragilità dell’Italia appare in tutta la sua drammatica evidenza. I dati che vengono ogni volta ripetuti rafforzano l’indignazione del momento ma vengono poi dimenticati, travolti da politiche quotidiane lontane dalle priorità degli interventi di messa in sicurezza del territorio. Durante lo speciale Oasi WWF di Ambiente Italia, settimanale della testata giornalistica italiana che ha seguito la giornata in diretta, il WWF ha ricordato i numeri del dissesto e del rischio sismico in Italia: negli ultimi ottanta anni 5.400 alluvioni, 11.000 frane e smottamenti con danni stimati in 20 miliardi e 5581 Comuni in aree a rischio idrogeologico, mentre è a rischio sismico il 70% del territorio italiano, con un totale di 2965 su 8102 Comuni inclusi nelle prime tre fasce di rischio sismico e 30.000 terremoti medio/forti avvenuti negli ultimi 1000 anni (vedi approfondimento in coda). Continua a leggere

































