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Oggi il capo dello Stato è all’ateneo per la XI edizione della Giornata del Laureato. «Abbiamo chiesto un confronto, ma ottenuto un muro di gomma»

ROMA. Slogan pro Palestina e contro gli accordi con le università di Israele da parte degli studenti in presidio permanente hanno accolto l’arrivo del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla Sapienza. Mattarella partecipa a una cerimonia di premiazione dei migliori laureati. Poco prima del suo arrivo gli studenti hanno letto la lettera che gli hanno inviato ieri chiedendo un confronto, poi si sono avvicinati all’ingresso del rettorato scandendo slogan pro Palestina, mostrando alcuni striscioni e lanciando alcuni aeroplanini di carta. Durante la breve manifestazione si è sentito anche qualche «buu». Mattarella dopo essere sceso dall’auto si è girato alcuni secondi verso i manifestanti ascoltando i loro slogan poi è entrato nella sala dove e’ in programma la cerimonia.

I ragazzi hanno chiesto al Capo dello Stato di raggiungere l’accampamento sul pratone e poi si sono spostati verso le transenne vicino al rettorato «per farci vedere meglio». «Italia e Sapienza complici del genocidio», si legge su uno striscione, mentre un ragazzo legge una lettera rivolta al Capo dello Stato. «A Gaza tutte le università sono macerie. A Gaza ci si laurea sotto le bombe», c’è scritto su un altro cartellone. Gli studenti espongono l’immagine della rettrice Antonella Polimeni.

 

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«Presidente, da quale parte della barricata vuole stare? Dalla loro o dalla nostra?”, chiedono i ragazzi in presidio davanti al rettorato. E ribadiscono il loro invito al Capo dello Stato: “Questa è l’ultima chiamata presidente, ci vuole raggiungere?”». All’interno degli aeroplanini di carta lanciati all’arrivo i ragazzi hanno scritto la lettera indirizzata al presidente. Intanto gli studenti continuano a rimanere di fronte alle transenne, intervengono al microfono, espongono uno striscione verso l’ingresso del rettorato e spruzzano pistole ad acqua alla polizia davanti a loro.

Il presidente, al microfono per il suo intervento, risponde telegrafico: «Quello che penso l’ho sempre detto chiarammente».

Tende nella città universitaria
Gli studenti dei collettivi da giorni sono nella città universitaria con le tende: «Siamo giovani cittadini – si legge in un passaggio – da otto mesi in mobilitazione e da undici giorni in presidio permanente all’interno della nostra Università. Durante questo lungo percorso abbiamo lottato contro il genocidio in Palestina e ci siamo interrogati sulla complicità delle nostre Università nel massacro che continua ad acuirsi proprio in questi giorni».

 

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«Dall’inizio della mobilitazione, come le nostre compagne e compagni delle altre università italiane e mondiali, abbiamo chiesto ai rettori e alle rettrici uno spazio di dialogo e di prendere provvedimenti sui legami che i nostri atenei intrattengono con l’industria bellica e con le Università israeliane schierate in prima linea nel sostegno delle operazioni in Palestina», si legge ancora nella lettera.

 

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«Le uniche risposte che abbiamo ottenuto – scrivono gli studenti – sono state silenzi, fughe e manganelli in maniera indiscriminata: un muro di gomma che è in contraddizione con l’approccio critico che è la condizione necessaria per la libertà della ricerca».

Sorgente: Sapienza, presidio pro Palestina: gli studenti scrivono a Mattarella – La Stampa