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Una generazione che ha capito che non basta ambire a «camminare sulla testa del re». È altrettanto necessario calpestare non solo quelle dei cortigiani, ma anche degli esiziali falsi nemici del regno. Gratitudine per queste ragazze e questi ragazzi meravigliosi. Dobbiamo essere capaci di dimostrarla per sempre. Con parole-azioni e mobilitandoci con loro.

Ecco la loro chiamata per la manifestazione di sabato 13 aprile.

SIAMO TUTTE PALESTINESI, SIAMO TUTTI PALESTINESI

È salito a 33 mila il numero dei civili palestinesi uccisi a Gaza, in neanche 6 mesi, nel genocidio coloniale perpetrato da Israele. Ma i media di regime italiani non hanno riportato la notizia.

Perché la complicità del governo e dello stato italiano nello sterminio del popolo palestinese è ormai impossibile da occultare. Così come non si possono confutare i crimini contro l’umanità che Israele commette da 75 anni. Allora i governi occidentali continuano a nascondere le mani sporche di sangue e insistono per non parlarne, o parlarne in termini falsificati, blandi. La copertura mediatica del processo internazionale che Israele sta subendo – nonostante poggi su quel sistema giuridico e valoriale di cui lo stesso Occidente ha posto le basi – è altrettanto inesistente.

Nessuno accenna nemmeno al fatto che Israele non abbia rispettato le raccomandazioni della Corte Internazionale di Giustizia del 26 Febbraio né delle continue violazioni legali e umane. L’unica notizia che è stato inevitabile menzionare è l’assassinio di 7 volontari della ONG statunitense WCK che portavano aiuti umanitari a Gaza. Uccisi deliberatamente dall’esercito d’occupazione israeliano.

Nonostante il delinquenziale silenzio dei media totalitari nostrani e del cosiddetto Occidente, la Resistenza Palestinese continua a combattere secondo il diritto dei popoli sotto occupazione illecita, sancito dalla Convenzione di Ginevra.
E noi giovani studenti, disoccupati e sfruttati siamo qui per sostenerla da Sassari, cercando di creare nuovi spazi, in quanto i vecchi potenti e i vecchi servi del potere hanno deciso di tagliarci fuori e zittirci.

Romperemo il silenzio assordante e mostreremo come le nostre istituzioni sedicenti ‘democratiche’, anche in loco, supportino, direttamente o indirettamente, il genocidario e illegittimo stato d’Israele.

Nei mesi passati abbiamo organizzato partecipatissime assemblee e manifestazioni per recidere i rapporti tra Università di Sassari e l’azienda bellica Leonardo S.p.A., in opposizione al governo delle guerre di Giorgia Meloni complice attivo di Israele, e in favore della presa di coscienza di massa sulla situazione a Gaza, in Cisgiordania e sulla Resistenza del Popolo Palestinese.

Porremo inoltre all’attenzione della città che ci vengono negati, con pretesti burocratici, spazi per le nostre attività all’interno dell’ateneo di Sassari, accusandoci di parzialità politica, quando quelle stesse alte cariche universitarie – che non vogliono confrontarsi con noi – poi si ritrovano a collaborare con l’industria delle armi, con schieramenti politici che non ammettono (o giustificano) il genocidio e appoggiano l’entità sionista.

Spazi negati in cui avremmo voluto sensibilizzare le studentesse e gli studenti sulla Resistenza, sulla cultura e sull’arte del Popolo Palestinese e ricordare il pacifista e militante per la Palestina, Vittorio Arrigoni. Nemmeno questo ci è stato concesso.

Come Assemblea Studentesca di Sassari per la Palestina, con l’ Associazione Amicizia Sardegna Palestina e i Giovani Palestinesi-Sassari, sabato 13 Aprile organizzeranno un corteo con raccoglimento in Piazza Azuni alle ore 15, per poi proseguire in Piazza Università. Lì tutte e tutti insieme terremo un’Assemblea Pubblica in cui tratteremo i temi sopracitati.

Il momento è storico, cruciale. C’è necessità di unione concreta da parte di chiunque comprenda che sono in gioco le nostre elementari libertà e i nostri residui diritti. La guerra dell’Occidente contro il popolo palestinese, contro il popolo libanese, yemenita, siriano e iracheno ci coinvolgono totalmente non solo da un punto di vista ideale. Sono pagate con l’annientamento delle garanzie sociali che qualsiasi stato dovrebbe fornire ai propri cittadini.

Per la prima volta dopo decenni, a Sassari, si svolgerà un’assemblea in piazza, in concomitanza con le iniziative di Cagliari e Nuoro, che si mobiliteranno nella stessa giornata.

Combatteremo senza tregua contro l’Occidente colonialista, razzista, sionista, islamofobo e arabofobo, nemico dell’umanità.
Infine lanciamo un invito a seguirci anche in un 25 Aprile che sollevi le grida “Ora e ovunque Resistenza” e “Intifada fino alla Rivoluzione, fino alla Vittoria”.

Perché la liberazione totale della Palestina è fondamentale per tutte e tutti. Perché ‘nessuno è libero finché l’altro non lo sarà’. Nessuno è libero finché la Palestina non lo sarà.

STUDENTI PER LA PALESTINA – SASSARI
GIOVANI PALESTINESI – SASSARI