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23 May 2024
0 4 minuti 1 mese

Una guerra atomica è possibile. La pace mondiale dipende dall’abilità degli Stati Uniti, sotto ricatto dei “nazionalisti integralisti” ucraini e i “sionisti revisionisti”. Se Washington non fornirà loro le armi per massacrare i russi e i palestinesi di Gaza non esiteranno a scatenare l’Armageddon.

Nel Libro dei giudici Sansone è un ebreo consacrato a Dio. Ha fatto voto di non tagliarsi mai i capelli ed è dotato di forza prodigiosa. Ma Dalila, sua amante, gli taglia le trecce durante il sonno, privandolo dell’aiuto di Dio e della sua straordinaria forza. Viene fatto prigioniero dai filistei che gli cavano gli occhi e lo gettano in prigione a Gaza. Durante un sacrificio al loro dio, i filistei mettono Sansone, i cui capelli hanno cominciato a ricrescere, tra due colonne del palazzo. A mani nude Sansone le divarica e fa crollare il palazzo: si suicida per uccidere alcune migliaia di filistei.

Le guerre in Ucraina e a Gaza hanno suggerito a molti responsabili politici di primo piano il paragone tra l’attuale periodo e gli anni Trenta del secolo scorso, inducendoli a evocare la possibilità di una guerra mondiale. Sono timori fondati o semplice retorica per spaventarci?

Per rispondere alla domanda riassumeremo fatti che il pubblico ignora, ma che sono noti agli specialisti. Lo faremo con distacco, correndo il rischio di sembrare insensibili a questi orrori.

Innanzitutto distinguiamo tra il conflitto in Europa orientale e quello in Medio Oriente. Hanno solo due punti in comune:
– Non rappresentano una posta significativa in sé, ma una sconfitta dell’Occidente, già battuto in Siria, segnerebbe la fine dell’egemonia occidentale sul mondo.
– Sono entrambi alimentati da un’ideologia fascista, quella dei “nazionalisti integralisti” ucraini di Dmytro Dontsov [1] e quella dei “sionisti revisionisti” israeliani di Vladimir Ze’ev Jabotinsky [2]; due gruppi alleati dal 1917, ma entrati in clandestinità durante la guerra fredda, quindi sconosciuti al grande pubblico.

Per contro, tra i due conflitti esiste un’importante differenza:
– Sul campo di battaglia combattono con la stessa furia, ma i “nazionalisti integralisti” sacrificano i propri connazionali (in Ucraina sono rimasti pochissimi uomini validi di meno di trent’anni), i “sionisti revisionisti” sacrificano invece persone loro estranee: i civili arabi.
Queste guerre rischiano di generalizzarsi?

Questo è l’obiettivo di entrambi i gruppi: i “nazionalisti integralisti” attaccano in continuazione la Russia all’interno del suo territorio e in Sudan; i “sionisti revisionisti” bombardano il Libano, la Siria e l’Iran (o meglio il territorio iraniano in Siria, dato che il consolato iraniano a Damasco è zona extra-territoriale). Ma nessuno reagisce: né la Russia né l’Egitto né gli Emirati nel primo caso; né lo Hezbollah né l’esercito arabo siriano né i Guardiani della rivoluzione nel secondo.

Tutti, Russia compresa, preferiscono incassare e accettare i propri morti per evitare una reazione brutale dell’“Occidente collettivo” che porterebbe a una guerra mondiale.

Se la guerra si generalizzasse non sarebbe una guerra semplicemente convenzionale, sarebbe guerra nucleare.

Si conosce la potenza convenzionale di ciascuna delle parti, ma se ne ignora la reale potenza nucleare. Si sa che gli Stati Uniti hanno usato bombe nucleari strategiche durante la seconda guerra mondiale e che la Russia sostiene di possedere missili nucleari ipersonici, con i quali nessun’altra potenza può competere. Tuttavia alcuni esperti occidentali mettono in dubbio la realtà di questi prodigiosi progressi tecnici.
Dunque quale strategia delle potenze nucleari si delinea sullo sfondo?

continua dalla sorgente…

Sorgente: Il pericolo di una guerra mondiale è reale?, di Serge Marchand , Thierry Meyssan

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