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Le notizie di martedì 16 aprile sul conflitto tra Israele e Iran e sulla guerra tra Hamas e Israele. Il generale Herzi Halevi ha confermato che Israele reagirà all’attacco iraniano. Ma non è chiaro quale forma assumerà la risposta

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• Nella notte tra sabato 13 e domenica 14 aprile l’Iran ha lanciato contro Israele un attacco con centinaia di droni e missili. Teheran lo ha definito. «una risposta all’azione israeliana su Damasco. La guerra come show per l’Iran.
• Chi ha ordinato l’attacco contro Israele? L’analisi di Guido Olimpio e Greta Privitera.
• Media Usa: «La risposta di Israele potrebbe essere imminente». Gallant: «Non c’è altra scelta che la risposta»
• Intanto continua la guerra tra Israele e Hamas, giunta ormai al 187° giorno: 33.634 i morti a Gaza, 75.933 i feriti dal 7 ottobre .

Ore 09:11 – L’ambasciatore iraniano: «Abbiamo risposto a un’aggressione»

«L’Iran non ha attaccato, bensì ha risposto a un’aggressione deliberata. L’azione iraniana ha voluto anche essere una punizione per le provocazioni lanciate ripetutamente nel passato dal regime israeliano, basti pensare agli assassini mirati dei nostri scienziati nucleari. Noi abbiamo reagito nel quadro legale contemplato dalle Nazioni Unite, che prevede per i Paesi il diritto all’autodifesa». È quanto dichiara l’ambasciatore iraniano a Roma, Mohammad Reza Sabouri nell’intervista sul Corriere. «Abbiamo sempre cercato di controllarci di fronte allo stillicidio negli anni. Ma ci siamo resi conto che la nostra moderazione stava dando i segnali sbagliati. Ecco perché è stata necessaria una risposta commisurata alle azioni sioniste dopo il blitz contro il nostro consolato a Damasco», aggiunge Reza. «Avevamo avvisato tutti i Paesi coinvolti ben 72 ore prima. Abbiamo preso di mira solo basi militari. Ma, se Israele dovesse rispondere, la nostra reazione sarebbe molto più dura», avverte il diplomatico.

E alla richiesta di confermare che Teheran stia cercando di evitare l’escalation replica: «Corretto. Per l’Iran il caso è chiuso». Reza respinge l’accusa all’Iran di aver coordinato l’attacco di Hamas del 7 ottobre e, sulla possibilità di accettare una soluzione a due Stati, afferma: «Noi accetteremo tutto ciò che i palestinesi dovessero decidere per il loro futuro».

Ore 09:09 – Israele prepara l’attacco: «Rappresaglia inevitabile»

(di Davide Frattini, corrispondente da Gerusalemme) Gli aerei che avrebbero dovuto lanciare i volantini su Rafah per incitare la popolazione a evacuare restano per ora a terra, le piste di decollo devono essere libere per quando arriverà l’ordine che secondo diverse fonti è «imminente», di sicuro i piani sono già stati visti e rivisti dal consiglio di guerra ristretto. Il premier Benjamin Netanyahu ha chiesto ai generali di «individuare obiettivi significativi in Iran», una «risposta dolorosa» all’attacco tra sabato e domenica notte contro Israele ma cercando di evitare un conflitto regionale.

Netanyahu ha detto ai ministri del suo partito, Likud, durante un incontro che Israele risponderà all’attacco iraniano del fine settimana, ma dovrà farlo con saggezza e non di pancia. Aggiungendo che l’Iran «deve aspettare nervosamente senza sapere quando potrebbe arrivare l’attacco, proprio come ha costretto a fare lo stesso a Israele». (…)

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Ore 09:07 – Petraeus: «La reazione di Israele è scontata, ma non ci sia l’escalation»

«Penso che la leadership israeliana valuterà che anche se le difese aeree, dai droni e dai missili (con l’aiuto degli Stati Uniti, del Regno Unito e di altri Paesi) sono state quasi del tutto impeccabili deve rispondere al primo attacco mai perpetrato contro Israele dal territorio iraniano». Lo afferma il generale americano David Petraeus, che ha guidato le forze alleate in Iraq e Afghanistan e diretto la Cia, nell’intervista sul Corriere della Sera. «L’Iran certamente ha la capacità di lanciare anche un numero più ampio di droni e di missili contro Israele – aggiunge – Tuttavia, non penso che vogliano una ulteriore escalation della situazione, né vogliono che gli altri vedano che Israele è in grado di difendersi contro gli attacchi». Intervistato anche dalla Stampa, Petraeus sostiene che quanto accaduto nella notte tra sabato e domenica «è stata una grande vittoria per Israele, una dimostrazione del successo di un sofisticato e funzionale schema di difesa aerea contro droni e missili. Grazie all’assistenza di britannici e americani l’attacco è stato sventato. Ma sarebbe sbagliato limitarsi a questa considerazione, quanto avvenuto è il primo attacco iraniano sul suolo israeliano. E questo cambia la dinamica».

Ore 09:05 – Divisioni nel gabinetto di guerra di Israele: Netanyahu ora teme l’accelerazione di Gantz

(di Davide Frattini, corrispondente da Gerusalemme) Adesso che le sirene d’allarme tacciono, a farsi sentire sono le parole scambiate nella notte del bombardamento, l’agitarsi di fogli e di opinioni. Chi ha proposto cosa, chi si è opposto, chi ha battuto i pugni sul tavolo per battere subito sull’Iran: il contenuto della riunione viene lasciato trapelare ai telegiornali perché ormai le minute del consiglio di guerra ristretto possono diventare slogan per la campagna elettorale.

Così il Canale 12 rivela che Benny Gantz e Gadi Eisenkot, entrambi ex capi di Stato Maggiore, avrebbero insistito per contrattaccare quando lo sciame di droni e le decine di missili stavano ancora volando verso Israele (…).

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Ore 08:47 – Israele: «L’Idf colpisce Hamas nel centro della Striscia»

L’esercito israeliano ha attaccato «decine di infrastrutture terroristiche di Hamas» nel centro della Striscia. Lo ha fatto sapere il portavoce militare secondo cui in raid aerei sono centrati «edifici militari, tunnel e postazioni di lancio» della fazione islamica. Secondo la stessa fonte la 162ma Divisione corazzata ha «attaccato e ucciso numerosi terroristi che stavano avanzando verso i soldati».

Ore 08:45 – Iran: «Non avevamo altra scelta se non quella di punire Israele»

L’inefficacia del Consiglio di Sicurezza dell’Onu nel fermare le azioni israeliane non ha lasciato altra scelta all’Iran se non quella di ricorrere a un’operazione difensiva e punire Israele, ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Hossein Amirabdollahian. Lo riporta Mehr. Parlando con il Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres durante una conversazione telefonica ieri sera, ha aggiunto che l’Iran era in grado di portare a termine l’attacco in un ambito più ampio, ma ha preso di mira solo alcune postazioni militari israeliane, da dove hanno attaccato il consolato iraniano a Damasco. Secondo Mehr, Guterres, da parte sua, ha chiesto alle parti coinvolte nei conflitti regionali una continua moderazione.

Ore 08:42 – «Emirati e Riad hanno dato informazioni sull’attacco iraniano agli Usa»

Secondo il Wall Street Journal, l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti sebbene non abbiano risposto a tutte le richieste degli Stati Uniti nell’organizzazione della risposta all’attacco iraniano di sabato notte, come l’apertura del loro spazio aereo, hanno accettato di trasferire informazioni sia di intelligence che relative ai radar. Alti funzionari statunitensi hanno fatto pressioni sui governi arabi affinché condividessero informazioni sui piani dell’Iran di attaccare Israele, e per assistere nell’intercettazione di droni e missili. Secondo il report, la reazione di alcuni governi arabi è stata cauta per paura che l’aiuto a Israele li coinvolgesse direttamente nel conflitto e li portasse a rischiare ritorsioni da parte di Teheran. Dopo ulteriori colloqui con gli Stati Uniti, gli Emirati Arabi Uniti e l’Arabia Saudita hanno concordato segretamente di condividere l’intelligence, mentre la Giordania ha annunciato che avrebbe consentito l’uso del suo spazio aereo per operazioni di aerei da combattimento statunitensi e di altri Paesi sul suo territorio. Due giorni prima dell’attacco, dicono le fonti, i funzionari iraniani hanno informato Arabia Saudita e di altri stati del Golfo sullo schema e sui tempi dell’attacco, in modo che potessero proteggere il loro spazio aereo.

Ore 08:36 – Borrell: a nessuno interessa una regional war

«Una guerra regionale non è nell’interesse di nessuno, soprattutto dei residenti di Gaza». Lo ha sottolineato in un’intervista al quotidiano francese Le Monde Josep Borrell, dal 2019 Alto rappresentante dell’Unione europea per gli Affari esteri. Nell’intervista, l’ex capo della diplomazia spagnola ha riconosciuto i limiti dell’Ue nell’influenzare gli attori coinvolti.

Dall’inizio del conflitto tra Israele e Hamas, l’Alto rappresentante ha ripetutamente chiesto un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. «L’Ue ha soltanto forza diplomatica, la sua forza di convinzione», ha detto Borrell a Le Monde, «ed è chiaro che alcuni Paesi membri hanno più influenza su Israele di altri, in particolare la Germania, che ha ottimi rapporti con gli israeliani. Gli americani potrebbero, se volessero, utilizzare altre risorse, in particolare attraverso le loro forniture di armi a Israele. In passato hanno già preso decisioni vincolanti. Ma oggi non credo che vogliano usare le leve a loro disposizione».

Ore 08:13 – Manifestanti israeliani bloccano aiuti verso Gaza

Nella notte manifestanti israeliani hanno impedito per ore il passaggio dei camion di aiuti provenienti dalla Giordania e diretti verso la Striscia di Gaza. Lo ha riferito lo stesso movimento Order 9 dietro il blocco: gli «attivisti» hanno bloccato per sei ore il valico di Allenby, ora dichiarato area militare chiusa, prima che le forze di sicurezza riuscissero a respingerli e a far passare i camion intorno alle 4 del mattino.

Ore 07:51 – L’Iran aveva chiuso i siti nucleari prima dell’attacco

L’Iran aveva chiuso i suoi impianti nucleari domenica, per l’attacco a Israele. Lo ha sottolineato il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), Rafael Grossi. Durante una conferenza stampa a margine di una riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite è stato interrogato sulla possibilità di una rappresaglia israeliana contro le strutture nucleari iraniane. «Quello che posso dirvi», così Grossi, «è che i nostri ispettori in Iran sono stati informati dal governo iraniano che tutti gli impianti nucleari che ispezioniamo ogni giorno sarebbero rimasti chiusi per motivi di sicurezza». La riapertura degli impianti iraniani era fissata per la giornata di ieri.

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Ore 07:41 – Cina-Iran, telefonata tra i ministri degli Esteri: «Moderazione»

Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha parlato al telefono con il suo omologo iraniano: secondo l’agenzia di stampa ufficiale cinese Xinhua, Teheran avrebbe di nuovo espresso «desiderio di moderazione» dopo l’attacco senza precedenti al territorio israeliano. Hossein Amir-Abdollahian avrebbe informato Wang della posizione della repubblica islamica sul bombardamento, attribuito allo stato ebraico, di un edificio annesso all’ambasciata iraniana a Damasco, in Siria. Secondo l’agenzia di stampa cinese, il diplomatico iraniano ha ritenuto che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite non abbia «dato la risposta necessaria a questo attacco» e che l’Iran abbia il diritto all’autodifesa in risposta alla violazione della sua sovranità. Tuttavia, Amir-Abdollahian ha assicurato che l’Iran ha la «volontà di esercitare moderazione» e non intende contribuire a un’ulteriore escalation delle tensioni.

Ore 07:38 – Israele-Iran, così la diplomazia Usa prova a evitare una rappresaglia armata

Biden ha preso atto del fatto che Benjamin Netanyahu e il governo israeliano «decideranno da soli» come reagire all’Iran. Ma gli Usa vogliono chiudere la questione. La diplomazia americana ed europea ora operano su più fronti: provando a isolare Teheran, coinvolgendo Cina e India, valutando sanzioni.

L’analisi di Giuseppe Sarcina qui.

Ore 07:16 – Perché l’Arabia Saudita ha aiutato Israele contro l’Iran

Una parte del mondo arabo ha contribuito alla difesa d’Israele e ha ostacolato l’attacco iraniano. Anche L’Arabia del principe Mohammed bin Salman ha partecipato all’alleanza mettendo da parte le antiche ostilità: è un attore chiave per capire questo posizionamento geopolitico, come spiega Federico Rampini qui.

Ore 06:15 – Cisgiordania, media: 12 palestinesi arrestati in raid Israele

L’agenzia di stampa palestinese Wafa afferma che almeno 12 giovani palestinesi sono stati arrestati durante raid israeliani effettuati stamattina in Cisgiordania. In particolare — specifica la Wafa — cinque persone sono state fermate nella zona orientale di Jenin, quattro a sud di Qalqilya e tre a Hebron.

Ore 05:34 – Israele-Iran, Austin a Gallant: interesse è stabilità regionale

Il segretario alla Difesa americano Lloyd Austin afferma di aver parlato ieri con il suo omologo israeliano Yoav Gallant per discutere «delle conseguenze degli attacchi senza precedenti dell’Iran del 13 aprile che le forze statunitensi, israeliane e partner hanno contrastato in un’operazione difensiva combinata». Nella conversazione Austin ha «ribadito il fermo sostegno degli Stati Uniti alla difesa di Israele» e «riaffermato l’interesse condiviso dei due Paesi per la stabilità regionale», spiega lo stesso segretario alla Difesa americano in un post pubblicato oggi sul suo account X.

 

Ore 04:18 – Cisgiordania, due palestinesi uccisi da coloni israeliani

Due uomini palestinesi di 21 e 30 anni sono stati uccisi e altri tre feriti a colpi d’arma da fuoco da coloni israeliani ad Aqraba, a sud di Nablus, in Cisgiordania: lo rendono noto le autorità locali, citate dai media internazionali. La zona è tesa negli ultimi giorni dopo che un ragazzo israeliano di 14 anni è stato ucciso in quello che Tel Aviv ha definito un «attacco terroristico»: i coloni hanno risposto con aggressioni in numerose comunità palestinesi, nonostante gli appelli dei leader israeliani a non farsi giustizia da soli. Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno affermato che a Nablus si è verificato un violento scontro tra civili palestinesi e israeliani, e che le truppe sono intervenute per disperdere la folla. Le Idf hanno specificato che una loro indagine iniziale ha stabilito che i palestinesi rimasti uccisi non sono stati colpiti dal fuoco dell’esercito.

Ore 03:46 – M.O.: Iran rassicura Cina, non vogliamo ulteriore escalation

La Cina ritiene che l’Iran possa «gestire bene la situazione ed evitare ulteriori turbolenze nella regione» mediorientale salvaguardandone al tempo stesso la sovranità e la dignità. È il messaggio che il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha trasmesso al suo omologo iraniano Hossein Amir-Abdollahian, secondo una nota diffusa dall’agenzia ufficiale Xinhua. Amir-Abdollahian ha detto a Wang che l’Iran è consapevole delle tensioni regionali, è disposto a dar prova di moderazione e non ha intenzione di ulteriori escalation, riporta Xinhua.

Wang condanna l’attacco israeliano, ringraziando l’Iran per non aver preso di mira i Paesi vicini mentre bombardava Israele. Wang ha anche detto al ministro degli Esteri dell’Arabia Saudita Faisal bin Farhan Al Saud che la Cina è disposta a collaborare con Riad per evitare un’ulteriore escalation in Medio Oriente. Riad, da parte sua, «si aspetta fortemente» che la Cina svolga un ruolo attivo e importante in questo senso e che è disposta a rafforzare la comunicazione e il coordinamento con Pechino per promuovere un cessate il fuoco immediato e incondizionato a Gaza.

Ore 03:08 – Israele-Iran, Pentagono: rinforzi Usa restano nella regione

Il Pentagono afferma che gli ulteriori squadroni di aerei da caccia americani trasferiti in Medio Oriente per proteggere Israele dall’attacco di domenica da parte dell’Iran rimangono nella regione. Lo riportano i media Usa, citando il portavoce della Difesa americana Pat Ryder. L’ufficiale ha spiegato che alle operazioni hanno partecipato anche i cacciatorpediniere Uss Carney e Uss Arleigh Burke, abbattendo missili dal mare.

Ore 02:43 – Gaza, media: 4 morti in un raid di Israele su Rafah

L’emittente araba Al-Jazeera e l’agenzia di stampa palestinese Wafa riferiscono che quattro persone sono morte e diverse altre rimaste ferite in un attacco israeliano che ha colpito oggi una casa nel quartiere Tal as-Sultan della città di Rafah, nel sud della Striscia di Gaza. Il bilancio delle vittime nell’enclave palestinese dal 7 ottobre è di almeno 33.797 morti e 76.465 feriti, secondo il Ministero della Sanità locale gestito da Hamas.

Ore 02:38 – M.O.: Aiea teme che Israele colpisca siti nucleare iraniani

L’Aiea teme che Israele prenda di mira gli impianti nucleari iraniani. Teheran ha chiuso domenica i suoi impianti nucleari per «considerazioni di sicurezza», afferma il direttore generale dell’agenzia, Rafael Grossi. Lunedì, mentre riaprivano, ha tenuto lontani gli ispettori «finché non avremo la prova che la situazione è completamente calma» ha riportato il Times of Israel citando Reuters. «Riprenderemo domani», ha detto Grossi ai giornalisti a New York. «Ciò non ha avuto alcun impatto sulla nostra attività di ispezione». Alla domanda sulla possibilità di un attacco israeliano agli impianti nucleari iraniani, Grossi ha risposto che «c’è sempre preoccupazione per questa possibilità» e ha esortato alla «massima moderazione».

Ore 01:45 – Giordania ha concesso spazio aereo a Israele in attacco Iran

La Giordania ha consentito agli aerei da combattimento di Israele di entrare nel suo spazio aereo per abbattere missili e droni lanciati dall’Iran domenica, riferisce Nbc News citando un ufficiale dell’Aeronautica militare israeliana (Iaf). «Per affrontare qualcosa che viene da est, dobbiamo volare da qualche parte a est di Israele. Ed è stato fatto in coordinamento», ha detto la fonte dell’emittente Usa.

Ore 23:56 – Iran, aggressione da Israele troverà risposta più forte

Il portavoce delle forze armate iraniane ha scritto su X un post ripreso da Haaretz che l’Iran «non cerca di espandere la guerra, ma taglieremo ogni mano che attacca il nostro Paese». Il post aggiunge che «qualsiasi aggressione da parte di Israele o dei suoi sostenitori incontrerà una risposta più forte di prima».

Ore 22:44 – Media: difese aeree iraniane in massima allerta

Israele risponderà all’attacco dell’Iran. Lo ha detto il capo di stato maggiore dell’esercito Herzi Halevi parlando nella base dell’aviazione di Nevatim, uno degli obiettivi dei droni e dei missili di Teheran sabato scorso. «Il lancio di così tanti droni e missili nel territorio israeliano – ha detto – avrà la sua risposta». In serata le difese aeree dell’Iran sono state poste in stato di massima allerta, in previsione di un possibile attacco israeliano che potrebbe essere «imminente».

Ore 22:11 – Colpiti 2 edifici militari Hezbollah nel sud del Libano

L’esercito israeliano annuncia che aerei da combattimento israeliani hanno attaccato un edificio militare dove alloggiava il personale di Hezbollah nella zona di Meiss Ej Jabal, nel sud del Libano. Un’altra struttura militare è stata attaccata nella zona di Tayr Harfa. Lo riporta Haaretz.

Ore 22:05 – Netanyahu: Iran dovrà aspettare nervosamente nostra risposta

L’Iran dovrà aspettare «nervosamente senza sapere quando potrebbe arrivare l’attacco, proprio come ha fatto fare lo stesso a Israele». Lo ha detto il premier Benyamin Netanyahu ad una riunione dei ministri del Likud. Poi ha aggiunto – secondo la stesse fonti – «Israele risponderà all’attacco dell’Iran ma lo farà in maniera saggia e non di pancia».

Il primo ministro israeliano ha poi invitato la comunità internazionale a «rimanere unita» di fronte all’«aggressione iraniana, che minaccia la pace nel mondo», dopo l’attacco con missili e droni lanciato dall’Iran contro Israele. «La comunità internazionale deve rimanere unita per resistere a questa aggressione iraniana, che minaccia la pace nel mondo», ha scritto il primo ministro in un messaggio trasmesso su X. Ha accolto con favore «il sostegno degli Stati Uniti, della Gran Bretagna, della Francia e altri paesi per contrastare l’attacco iraniano».

Sorgente: Il generale israeliano conferma: risponderemo all’Iran. Teheran: la nostra replica sarà ancora più dura