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L’ipotesi è che il Documento di Economia e Finanza possa contenere solamente il quadro tendenziale, ovvero le previsioni di crescita a legislazione vigente, non quelle legate alle prossime scelte di politica economica dell’Esecutivo

Ugo Prati

Economia italiana peggio del previsto. Con la crescita che, nel 2024, non andrà oltre l’1,1 per cento. Il governo si prepara a ridurre leggermente le stime sul Pil formulate in autunno. Nelle prossime ore il consiglio dei Ministri metterà nero su bianco il Documento di Economia e Finanza, l’ultimo testo di programmazione economica del triennio redatto nella modalità attuale, perché poi dovrebbero subentrare modalità di stesura più uniformi tra gli Stati Ue. Si ipotizza che il Def possa contenere solamente il quadro tendenziale, ovvero le previsioni di crescita a legislazione vigente, non quelle legate alle prossime scelte di politica economica del governo.

Una eventualità contestata dalle opposizioni. La stima sulla crescita del Pil, come detto, potrebbe attestarsi attorno all’1,1%, dunque un decimale sotto rispetto a quanto indicato 6 mesi fa. Ma tra le ipotesi c’è anche che il governo possa scegliere di attendere le comunicazioni di Eurostat di giugno su come contabilizzare i crediti del Superbonus 110% per poi impostare alcuni provvedimenti. Oggi Enea ha diffuso l’ultimo monitoraggio sul Superbonus: al 31 marzo 2024 il totale degli investimenti ammessi a detrazione ammontava a 117,2 miliardi di euro. In totale sono 494.406 gli edifici ammessi al provvedimento. «Si chiude la stagione del Superbonus con una eredità pesantissima per i conti pubblici e quindi per tutti gli italiani. Questa è la realtà e quindi nei prossimi anni dovremo farci carico di pagare questo debito che è stato fatto», ha ricordato in queste ore il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.
Un altro fattore che impegna la capacità di spesa riguarda la eventuale conferma nei prossimi mesi del taglio del cuneo fiscale: la manovra dello scorso anno ha trovato quasi 11 miliardi di euro per il 2024 in favore dei redditi fino a 35 mila euro. Prolungare la misura avrebbe il suo impatto vincolando parte dei fondi della prossima manovra. Il dato più atteso del Def, comunque, resta quello sulla crescita del Pil, che potrebbe attestarsi attorno all’1%. Nei giorni scorsi proprio Giorgetti ha parlato di una crescita attesa attorno ad un “modesto 1%”, poco sotto l’1,2% indicato nella Nadef in autunno, sottolineando però che si tratterebbe di un risultato migliore di quello che segna la Germania, alle prese con la stagnazione. Bankitalia la scorsa settimana ha rivisto al ribasso le stime dell’inflazione che «diminuirebbe nettamente nel 2024», all’1,3%, mentre a dicembre scorso prevedeva 1,9%. Ma il ministro ha anche avvertito che nel prossimo triennio l’occupazione, dopo il forte aumento del 2023, dovrebbe continuare a crescere «ma a ritmi inferiori».

Palazzo Koch stima il Pil dell’Italia in crescita dello 0,6% nel 2024, dell’1% nel 2025 e dell’1,2% nel 2026. Il Def, ha spiegato Giorgetti, “risponde alla situazione di cambiamento delle regole europee. Non ci sono ancora le istruzioni della nuova governance e quando ci saranno abbiamo deciso, a livello europeo, che faremo il piano strutturale come richiesto da queste nuove regolamentazioni che abbiamo assunto”. Dal prossimo anno le sezioni sul programma di stabilità e quello nazionale di riforma saranno rispettivamente assorbite dal Piano fiscale-strutturale di medio termine e dal Rapporto di monitoraggio. Mentre sulla seconda sezione e gli allegati è in corso una riflessione su come declinare i documenti. Niente manovra correttiva in arrivo, però: il Mef rispetterà i target inseriti nella nota di aggiornamento al Def. «No – ha
replicato Giorgetti ad una domanda in materia – vogliamo rispettare esattamente gli obiettivi della Nadef presentata in autunno per una questione di credibilità. Se c’è qualcosa da correggere la correggeremo ma sostanzialmente siamo in linea».

Le opposizioni vanno all’attacco. «L’anno scorso le previsioni del Def furono smentite dai fatti. Giorgetti aveva previsto una.crescita e un rapporto deficit/pil che non ci sono stati. Il Governo ha raccontato bugie agli italiani», ha incalzato il capogruppo Pd in Senato Francesco Boccia. Mentre Angelo Bonelli di Avs ha aggiunto: «Con il Def senza numeri, si vuole nascondere agli italiani la verità prima delle elezioni europee, ossia che nella prossima legge di bilancio ci saranno tagli lacrime e sangue. E’ una manovra politica che gioca con il bilancio di milioni di famiglie italiane».

Sorgente: Def, il governo mette le mani avanti: si va verso l’approvazione ma senza cifre – La Stampa