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L’editoriale di Marco Travaglio

02 aprile 2024

Sembra ieri che la Russia aveva perso la guerra con la sua “Armata Rotta” (Stampa e Giornale). I suoi soldati andavano “all’assalto del nemico con le pale” (Corriere e Rep) e “i carri armati della seconda guerra mondiale” (Messaggero). E “non pale qualsiasi: un modello specifico che risale al 1869” (Open). Piangevano a dirotto: “Dobbiamo usare le dita come baionette?”. La loro “economia in rianimazione” e la loro “industria a pezzi e a corto di semiconduttori” li costringevano a “recuperare i chip per i carri armati da lavatrici, refrigeratori, addirittura tiralatte elettrici” (Messaggero) e “lavastoviglie” (Foglio). Tant’è che non si capiva come potessero, così mal ridotti, “arrivare a Lisbona” (Severgnini) o “a Rimini” (Di Bella, informatissimo sulla passionaccia di Putin per la piada e lo squacquerone). Poi nel settembre scorso, all’improvviso, gli stessi espertoni ci hanno informato che l’Ucraina, dopo due anni di trionfi, ha perso la guerra e la Russia, dopo due anni di disfatte, l’ha vinta. La sua economia in coma cresce sei volte la nostra. E la sua industria bellica, riciclando un frigo e una lavatrice oggi, una lavapiatti e un tiralatte domani, lancia “missili ipersonici troppo veloci per dare l’allarme: esplodono prima che suonino le sirene” (Rep). Dai tiralatte all’alabarda spaziale, al maglio perforante e alle lame rotanti di Goldrake, è un attimo. Non contento, in attesa di invadere Polonia, Baltici, Finlandia giù giù fino a Rimini e Lisbona per “distruggere l’Europa” (Corriere), il moribondo Putin si compra mezzo Europarlamento (Rep: “Moscagate, tremano i sovranisti”) e “invade i social italiani di fake news” sulla strage di Mosca (Rep) e “sulla salute di Kate” (Libero: come se non bastasse Bukingham Palace).

Ma questo è niente. Spiegel, Insider e 60 Minutes hanno appena risolto il giallo della “sindrome dell’Avana”: “il nuovo incubo con cui il Cremlino sta terrorizzando diplomatici, agenti e funzionari americani e canadesi” che dal 2016 manifestano “attacchi di nausea, mal di testa, problemi di equilibrio, assordanti fischi alle orecchie, insonnia persistente, danni alla memoria, all’udito e alle capacità cognitive” (Rep). A parte l’acufene, è la diagnosi perfetta per Biden, che però è caduto nel pentolone da piccolo. Che c’entra Putin? Beata ingenuità: “Ufficialmente le cause dello strano malessere sono avvolte nel mistero”, ma dietro “potrebbe esserci una sofisticata arma a microonde impiegata dalle spie militari russe della famigerata unità 29155 in tutto il mondo”. Veri e propri “sicari” che però, anziché uccidere i nemici, si accontentano di rintronarli. Pare che alcune vittime denuncino anche pruriti, diarree, flatulenze e meteorismi, ma sono tutte intolleranti al lattosio: saranno i soliti tiralatte.

Foto dal web

 

Sorgente:  Facebook

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