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Ghedi. L’iniziativa dell’aerobase militare di Ghedi (Brescia) intitolata «Mettiamo le ali ai nostri sogni», e che prevede l’apertura, alle scuole, della sede bresciana dell’Aeronautica militare, ha sollevato un coro di proteste da parte di oltre 200 insegnanti di decine di istituti di ogni ordine e grado i quale hanno sottoscritto una lettera, firmata dalla docente Patrizia Londero dell’Istituto  Bazoli-Polo di Desenzano, intitolata «Il fascino indiscreto della guerra», contro la “pubblicità” al mondo dell’esercito e delle basi militari rivolta agli studenti.

 

«Mentre assistiamo impotenti allo sgretolarsi del Diritto Umanitario in numerose zone del mondo, allo stravolgimento di Paesi e popoli colpiti da armi di cielo e di terra che generano fame e migrazioni spesso senza speranza – si legge nella missiva –  vediamo di contro, nel nostro Paese, un fiorire di iniziative frutto anche dello zelo ministeriale che esortano le scuole di ogni ordine e grado a far partecipare i loro alunni a uscite didattiche aventi per oggetto visite a mostre d’armi, a basi militari, a parate, ad addestramenti, ad alza-bandiera, a incontri con l’esercito».«Esistono veri e propri impegni da parte del nostro Ministero dell’Istruzione e del Merito a promuovere collaborazioni con vari Enti come gli Istituti di Formazione delle Forze Armate (Accademia di Modena, Scuole militari dell’Esercito di Nunziatella di Napoli e Teuliè di Milano) per garantire la presenza di intere scolaresche alle manifestazioni da loro organizzate».«Ed è di pochi giorni fa la nota 2355 con cui il Ministero dell’Istruzione e del Merito, tramite l’ Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia e quindi l’UST di Brescia, ha fatto pervenire a tutte le scuole di Brescia e provincia il seguente invito: “Mettiamo le ali ai nostri sogni: Giornata per la scuola 2024 del 16 aprile 2024 in occasione dell’esibizione in addestramento della Pattuglia acrobatica Frecce Tricolori presso il 6° stormo Diavoli Rossi di Ghedi (Bs)…” La nota continua: “ La finalità è quella di far conoscere e promuovere sul territorio insieme alla cittadinanza, alle scuole, alle Istituzioni, i valori che ispirano il servizio al Paese ed il patrimonio della nostra cultura aeronautica”. E ancora: “Oltre all’emozione per l’esibizione aerea, l’occasione potrà fornire agli studenti anche uno spunto per l’orientamento nella scelta del proprio profilo professionale.”»«A seguire – viene rimarcato nella lettera sottoscritta dai docenti – una puntigliosa organizzazione con orari di arrivi e partenze di pullman nei pressi della base militare di Ghedi. La comunicazione che – riferisce Londero –  nella mia scuola è stata inoltrata a tutti i docenti, dà conto di una capillare diramazione informativa che per i contenuti e l’ufficialità suona come un’ingiunzione dall’alto che non può non stridere con quanto per anni ho cercato di costruire nei percorsi di Educazione Civica a scuola con i ragazzi, quando l’attenzione in primis era posta all’art.11 della Costituzione, che stimolava discussioni su culture di sopraffazione, di violenza che portano direttamente a quella delle armi. E questo sembrava in linea con le finalità generali degli stessi Programmi ministeriali che non prescindevano da valori come convivenza pacifica, democratica, centrata sul confronto e sul dialogo».«Un invito a Ghedi. Non un posto qualunque: base militare da cui più volte si sono alzati in volo aerei supersofisticati con il loro carico di morte da riversare su Paesi cosiddetti “canaglia” (Iraq 1991, Serbia 1999). Base militare dove sono notoriamente custodite armi a testata nucleare, che gli F35 dislocati nella base sono abilitati a trasportare ed utilizzare», viene rimarcato nella missiva.Londero sottolinea anche altri aspetti, come quello dell’ «alto tasso di inquinamento acustico e dell’aria» causato dalle esibizioni delle Frecce Tricolori. «Ho vivo il ricordo delle Frecce Tricolori, che per ben due anni consecutivi hanno stravolto Desenzano: transennata, muta, con gente come me barricata in casa, congelata e assordata dal fragore degli aerei, in una fluttuante atmosfera lattiginosa rimasta in sospeso a lungo anche dopo l’esibizione, con un pubblico, va detto, accorso da ogni dove per non perdersi lo spettacolo».«E non va certo sottovalutato che nella storia delle Frecce Tricolori non sono mancati incidenti né durante gli addestramenti né durante le esibizioni vere e proprie che hanno messo in pericolo la folla plaudente. Ma come osare dubitare della maestria di piloti supereroi? Di che emozioni e sogni parla il Ministro? Sono forse i brividi adrenalinici dell’incolumità a rischio che dovrebbero suscitare emozioni? Ma per la gloriosa pattuglia acrobatica nazionale non sta bene parlare di rischio. Sono troppo bravi. Fanno sognare».«Il Ministro dell’Istruzione e del Merito vorrebbe rubare anche i sogni ai ragazzi? Verso quali “orizzionti di gloria” li vorrebbe spingere?» rimarcano gli insegnanti. «Non resta che solidarizzare une

Sorgente: Ghedi, studenti all’aerobase: la lettera di protesta di 200 insegnanti – QuiBrescia

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