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Dopo la vittoria elettorale aumenta la pressione sulle regioni ucraine Kharkiv e Sumy. Il presidente ordina di fermare con ogni mezzo i battaglioni russi filo-Kiev a Belgorod

La fase post “elezioni” di Putin comincia con una spinta per prolungare e intensificare la guerra in Ucraina e già nel discorso che celebrava la vittoria c’era un passaggio che è un annuncio di escalation. «È possibile — dice il presidente russo — che considerati i tragici eventi in corso saremo costretti a un certo punto a creare una zona sanitaria nei territori controllati da Kiev. A creare una zona di sicurezza, che sarà molto difficile da superare con i mezzi di distruzione usati dai nemici». La frase di Putin è arrivata quando nell’incontro pubblico gli è stata posta la domanda: «È necessario conquistare la regione di Kharkiv?» e tutti l’hanno intesa come un’anticipazione di quello che prima o poi l’esercito tenterà di fare. Entrare e avanzare nelle regioni ucraine di Sumy e di Kharkiv, a ridosso della Russia. La città di Kharkiv in particolare è ad appena trenta chilometri dal confine, era uno dei primi obiettivi dell’invasione nel 2022 e non si è mai scrollata di dosso il presagio di un’offensiva russa per prenderla.

 

 

L’annuncio coincide con le analisi militari, grossomodo unanimi, che parlano di un’offensiva russa nell’estate. Le truppe di Putin dopo aver consumato il 2023 a difendere la cosiddetta linea Surovikin che protegge i territori occupati useranno il 2024 per lanciare un attacco contro gli ucraini che ormai soffrono una carenza preoccupante di aiuti militari dall’esterno. Spesso le parole del presidente russo fanno da premessa, anche a distanza di tempo, alle mosse delle truppe — a partire da un suo saggio del luglio 2021 che spiegava l’appartenenza storica dell’Ucraina alla Russia e di fatto prevedeva l’invasione. Sul campo ci sono già movimenti: ieri per esempio nella regione frontaliera di Sumy, dove in teoria non c’è un fronte attivo come nel Donbass, i russi hanno lanciato cinquanta ondate di bombardamenti con missili e bombe guidate e sono state contate più di duecento esplosioni.

 

 

I «tragici eventi» citati da Putin nel discorso della vittoria a Mosca sono i raid dei battaglioni di combattenti russi di estrema destra — gestiti dall’intelligence militare dell’Ucraina — che seminano il panico nella regione di Belgorod. Accade con una certa regolarità. Milizie come i Corpi dei volontari russi e la Legione Libertà della Russia superano il confine, combattono contro l’esercito russo per qualche giorno, infliggono il maggior danno possibile e poi si ritirano di nuovo in territorio ucraino. Il governatore russo di BelgorodVyacheslav Gladkov, ha appena annunciato che intende evacuare circa novemila bambini da quella regione e spostarli verso Est — al sicuro dai bombardamenti frequenti delle forze di Kiev.

I miliziani russi anti Putin sono un bersaglio naturale dell’apparato politico-militare di Mosca. Ieri il presidente russo ha partecipato a una riunione del consiglio del servizio di sicurezza russo, l’Fsb, e ha ordinato di dare la caccia «ai traditori che si sono uniti ai gruppi di sabotaggio e di ricognizione ucraini: non dimenticate chi sono, identificateli per nome. Li puniremo senza prescrizione, ovunque si trovino». Senza prescrizione: vuol dire che in teoria anche fra decenni i combattenti russi che oggi sono in guerra dalla parte dell’Ucraina saranno bersagli dell’Fsb. Del resto, è una cosa che i russi anti-Putin hanno sempre messo in conto.

 

 

La fase post-vittoria di Putin comincia anche con il rafforzamento del rapporto privilegiato con la Cina e con minacce all’Europa. A maggio il primo viaggio presidenziale, secondo un’esclusiva di ieri di Reuters, sarà in Cina per parlare con il presidente Xi Jinping, che nel frattempo sta facendo pressione perché la Russia sia di nuovo ammessa agli incontri internazionali dove si parla di una soluzione per la guerra in Ucraina — a cominciare dalla prossima conferenza di pace in via di preparazione in Svizzera. E il direttore dei servizi segreti esterni della Russia, Sergey Naryshkin, ha detto che la Francia starebbe già preparando il contingente che sarà inviato in Ucraina. Nella fase iniziale si tratterà di circa duemila militari, ha detto, e saranno un obiettivo legittimo dei soldati russi. È possibile che si tratti di una manovra propagandistica dei servizi russi, per giocare sulle divisioni interne in Europa e sfruttare le notizie di queste settimane che vorrebbero il presidente francese, Emmanuel Macronpronto a inviare soldati in Ucraina — non a combattere nelle trincee ma con il ruolo di specialisti che dovrebbero aiutare i soldati ucraini a usare armi sofisticate. L’arrivo delle truppe di Macron, secondo Naryshkin, sarebbe una svolta che precederebbe di poco una guerra mondiale.

Sorgente: L’escalation di Putin: una zona cuscinetto tra Ucraina e Russia per puntare a Kharkiv – la Repubblica

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