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Netanyahu: “Bisogna eliminare 4 battaglioni di Hamas a Rafah”. “I civili mangiano erba”, denuncia un’ong. Biden inizia a smarcarsi: “Condotta eccessiva” dello Stato ebraico a Gaza. Nuovi raid degli Stati Uniti su obiettivi Houthi

“’Il capo della Cia la settimana prossima in Egitto”

Il capo della Cia William Burns sarà al Cairo la prossima settimana per incontri con funzionari egiziani in merito agli sforzi per un nuovo accordo per assicurare il rilascio degli ostaggi nelle mani di Hamas. Lo riporta Axios citando alcune fonti, secondo le quali Burns è l’uomo chiave di Joe Biden negli sforzi per la liberazione degli ostaggi e una pausa nei combattimenti. L’invio di Burns al Cairo mette pressione – osserva Axios – sui mediatori del Qatar e dell’Egitto per spingere Hamas verso un accordo ragionevole.

 

Moody’s taglia il rating di Israele, outlook negativo

L’agenzia Moody’s taglia il rating di Israele a ‘A2’ da ‘A1’ con outlook negativo. Il downgrade è legato alla guerra con Hamas e alle sue conseguenze che aumentano i rischi politici per Israele e ne indeboliscono le istituzioni esecutive e legislative. “Anche se i combattimenti a Gaza potrebbero diminuire in intensità, non c’è al momento nessun accordo per mettere fine in modo durevole alle ostilità e nessun accordo su un piano di più lungo termine che possa ripristinare ed eventualmente rafforzare la sicurezza in Israele. Questo contesto di sicurezza indebolito implica rischi sociali più alti”, mette in evidenza Moody’s.

 

New York Times: “Funzionario Biden ammette, passi falsi su risposta a Gaza”

Siamo ben consapevoli di aver compiuto passi falsi nel corso della risposta alla crisi.
Abbiamo dato un’impressione sbagliata sulla base di quello che è stato un resoconto pubblico completamente inadeguato del valore dato dal presidente, dall’amministrazione e dal Paese alle vite dei palestinesi”. E’ l’ammissione del vice consigliere alla sicurezza nazionale Jon Finer in un incontro a porte chiuse con i leader politici arabo-americani avvenuto nei giorni scorsi. A rivelare i contenuti del faccia a faccia è il New York Times che ha avuto modo di ascoltare la registrazione dell’incontro avvenuto in Michigan.

 

Sciopero della fame degli studenti dell’università americana Brown University per Israele-Gaza

Un gruppo di studenti della Brown University è all’ottavo giorno di sciopero della fame: una protesta per chiedere all’università dell’Ivy League di eliminare gli investimenti nelle attività che concedono a Israele benefici dall’occupazione dei territori palestinesi. Lo sciopero, il più lungo negli Stati Uniti da quando è iniziata la guerra, è stato organizzato da Palestine Solidarity Caucus e Jews for Ceasefire Now, e vi partecipano studenti ebrei e palestinesi.

 

Il fumo si alza sul villaggio libanese di Khiam, dopo un attacco aereo israeliano

Il fumo si alza dal sito di un attacco aereo israeliano sul villaggio meridionale libanese di Khiam Afp – Rabih Daher
Il fumo si alza dal sito di un attacco aereo israeliano sul villaggio meridionale libanese di Khiam

L’Egitto invia visori notturni per sicurezza del valico di Rafah

L’Egitto ha inviato dispositivi per la visione notturna agli addetti alla sicurezza al valico di Rafah. Lo affermano fonti di Al Arabiya, confermando che l’Egitto ha inviato alla frontiera “consistenti rinforzi e pattuglie alla frontiera con Gaza”.

 

Israele teme sanzioni Usa su militari in Cisgiordania

Israele teme che gli Stati Uniti possano imporre delle sanzioni ai militari israeliani per le violenze in Cisgiordania: è quanto riporta la televisione di Stato israeliana, citando un rapporto del Ministero degli Interni. Il rapporto – preparato dopo le sanzioni americane ai coloni colpevoli di violenze – avverte che Washington ha avvisato più volte il governo israeliano sulla mancanza di provvedimenti nei confronti dei responsabili, e che le spiegazioni di Tel Aviv non sono state ritenute convincenti. Se non vi saranno provvedimenti entro due mesi, conclude il rapporto, gli Stati Uniti potrebbero imporre delle sanzioni alle persone coinvolte, fra cui vi sarebbero anche numerosi militari.

La Turchia si esprimerà sulle accuse di genocidio ad Israele

Il governo turco diffonderà una dichiarazione ufficiale sulle accuse di genocidio rivolte ad Israele presso la Corte Internazionale di Giustizia il prossimo 26 febbraio: lo ha reso noto la televisione di Stato turca, senza fornire ulteriori dettagli.

 

Media Israele: operazione Rafah deve terminare entro prossimo mese

L’operazione militare a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza, da parte di Israele deve terminare entro il prossimo mese. Questo – secondo quanto riporta Channel 12 – sarebbe l’input lanciato da Benjamin Netanyahu durante una riunione del gabinetto di guerra andata in scena all’inizio di questa settimana. Netanyahu – viene spiegato – vuole fare il prima possibile data la pressione internazionale sul suo governo.

 

Cecchini israeliani sulla Striscia di Gaza

Cecchini israeliani sulla Striscia di Gaza Afp – Esercito Israeliano
Cecchini israeliani sulla Striscia di Gaza

Msf: Israele fermi offensiva su Rafah, sarebbe catastrofica

Medici Senza Frontiere (MSF) chiede al governo israeliano di fermare immediatamente l’offensiva su Rafah. “Sarebbe catastrofica, non deve proseguire” dichiara Meinie Nicolai, direttrice generale di MSF. MSF lancia un appello alla comunità internazionale affinché vengano intraprese azioni concrete per ottenere un cessate il fuoco completo e duraturo. “La retorica politica non è sufficiente” avverte Nicolai di MSF. Mentre continuano i bombardamenti aerei sull’area, più di un milione di persone, molte delle quali vivono in tende e rifugi di fortuna, si trovano ora ad affrontare un drammatico intensificarsi del conflitto. “Assistiamo a un massacro.
Nessun luogo a Gaza è sicuro e i ripetuti spostamenti forzati hanno spinto le persone a Rafah, dove sono intrappolate in un piccolo fazzoletto di terra senza avere alternative” aggiunge Nicolai di MSF. Dal 7 ottobre 2023 le équipe di MSF, nonché i loro pazienti, sono state costrette a evacuare 9 diverse strutture sanitarie nella Striscia di Gaza, dopo aver subito attacchi aerei, colpi di artiglieria, o essere stati attaccati da carri armati e cecchini o perché colpiti da un ordine di evacuazione.
Personale medico e pazienti sono stati arrestati, maltrattati e uccisi. “Tutto questo è avvenuto sotto gli occhi dei leader mondiali. Ora è diventato quasi impossibile lavorare a Gaza, tutti i nostri tentativi di fornire cure salvavita ai palestinesi sono stati ridimensionati a causa del modo di condurre la guerra da parte di Israele. I bisogni sono enormi e la situazione richiede una risposta umanitaria sicura e su scala molto più ampia” conclude Nicolai di MSF.

 

Elicottero militare israeliano sorvola il confine tra le continue battaglie con il gruppo militante Hamas

Elicottero militare israeliano sorvola il confine tra le continue battaglie con il gruppo militante Hamas Afp – Jack Guez
Elicottero militare israeliano sorvola il confine tra le continue battaglie con il gruppo militante Hamas

Casa Bianca: la critica di Biden a Israele? Linea non è cambiata

“La posizione e il messaggio del presidente non sono cambiati, il presidente vuole vedere Hamas sconfitto ma nello stesso tempo ritiene che Israele debba fare di più per proteggere i civili nelle sue operazioni militari”: lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karine Jean-Pierre, rispondendo alla domanda se la critica mossa ieri da Joe Biden (la risposta di Benyamin Netanyahu “è stata esagerata”) significava un cambio della linea americana.

 

Media: Israele ancora disponibile a negoziati

Israele ha detto ai mediatori egiziani e del Qatar che, pur respingendo la maggior parte delle richieste avanzate da Hamas, è ancora pronto ad avviare un negoziato che si basi sul quadro originale dell’accordo di Parigi stipulato con Washington, Doha e Il Cairo. Lo riporta il Times of Israel. L’accordo prevedeva una pausa umanitaria in tre fasi con 35-40 ostaggi israeliani, tra cui donne, uomini di età superiore ai 60 anni e persone con gravi condizioni mediche rilasciati durante la prima fase di sei settimane.

 

Aiuto alla Chiesa che soffre: situazione Gaza sempre più disperata, 30 cristiani morti

La situazione a Gaza è sempre più disperata. Trovare cibo e carburante continua a essere quasi impossibile nel nord, dove i prezzi esorbitanti rendono ai residenti la vita ancor più dura. È quanto scrive la fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs) in un comunicato. “Per esempio, 20 litri di gasolio costano 200 euro e forniscono energia ai generatori solo per due ore”, spiega ad Acs George Akroush, direttore dell’Ufficio sviluppo progetti del Patriarcato latino di Gerusalemme e collaboratore dei progetti di Acs.
Nonostante le difficoltà, un sacerdote e sette religiose di tre diverse congregazioni continuano a sostenere i cristiani che hanno trovato rifugio nella parrocchia cattolica della Sacra Famiglia. Se inizialmente i rifugiati erano 700 nelle ultime settimane le presenze sono diminuite a causa dei decessi e di chi ha deciso di partire. Attualmente nel complesso parrocchiale vivono 184 famiglie, per un totale di 560 cristiani, cattolici e ortodossi, tra cui 140 tra bambini e ragazzi sotto i 18 anni (60 con disabilità) e 84 persone sopra i 65 anni. Secondo Akroush, dall’inizio del conflitto sono morti complessivamente 30 cristiani. Tra questi figurano le 17 vittime dell’attacco al complesso parrocchiale greco-ortodosso dell’ottobre 2023, e le due donne uccise dai cecchini nella parrocchia cattolica della Sacra Famiglia. Altre 11 persone sono morte a causa di malattie croniche che non potevano essere adeguatamente curate.

 

L’Onu non vuole vedere “sfollamenti forzati” a Rafah

Le Nazioni Unite non vogliono vedere sfollamenti di massa forzati a Rafah, la città nel Sud della Striscia di Gaza dove si sono rifugiati oltre un milione di palestinesi. Lo ha detto il portavoce delle Nazioni Unite Stephane Dujarric dopo che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato di aver incaricato l’esercito di preparare piani per evacuare la citta’ prima che le truppe comincino l’operazione di terra nella zona.

 

Borrell: allarmanti notizie di offensiva Israele a Rafah

“1,4 milioni di palestinesi sono attualmente a Rafah senza un posto sicuro dove andare, rischiando di morire di fame. Le notizie di un’offensiva militare israeliana su Rafah sono allarmanti. Avrebbe conseguenze catastrofiche, aggravando la già disastrosa situazione umanitaria e l’insopportabile tributo di civili”. Così sui social l’Alto rappresentante Ue per la politica estera, Josep Borrell, dopo le parole del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu che ha chiesto all’esercito un piano per l’evacuazione di Rafah e il proseguimento dell’offensiva di terra nel sud della Striscia di Gaza.

 

Media: 17enne ucciso da Israele negli scontri in Cisgiordania

Il ministero della Sanità palestinese in Cisgiordania ha dichiarato che questa sera è stato ucciso il diciassettenne Muath Ashraf Faleh Bani Shamsa, nella città di Beita, a sud di Nablus. Lo riporta la Wafa. Secondo il ministero, il ragazzo è stato raggiunto da un colpo di pistola al petto sparato dalle forze israeliane durante gli scontri scoppiati nella città.
Secondo quanto riferito dalla Wafa, un’altra persona è rimasta ferita in un attacco da parte dell’esercito israeliano, e decine hanno sofferto per l’inalazione di gas lacrimogeni.

 

L’Iron Dome di Israele intercetta decine di razzi lanciati da Hezbollah

Abu Mazen: piani Israele a Rafah “pericoloso preludio” a sfollamento palestinesi da Gaza

I piani israeliani di estendere le operazioni di terra nell’area di Rafah, nel sud della Striscia di Gaza, sono “una minaccia reale e un pericoloso preludio all’attuazione della politica israeliana volta a sfollare il popolo palestinese dalla propria terra”. E’ quanto si legge in un comunicato dell’ufficio del presidente palestinese Abu Mazen, diffuso dopo che il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha ordinato ai vertici della sicurezza di “presentare al governo un piano combinato per l’evacuazione della popolazione e la distruzione dei battaglioni” di Hamas a Rafah.
“Il popolo palestinese non abbandonerà la propria terra e non accetterà di essere sfollato con la forza dalla propria patria”, ha aggiunto la presidenza, sollecitando il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite “ad assumersi le proprie responsabilità”.

“La mossa dell’occupazione israeliana minaccia la sicurezza e la pace nella regione e nel mondo. Questa è una palese violazione di tutte le linee rosse – ha proseguito Abu Mazen nella nota riportata dall’agenzia di stampa Wafa – è giunto il momento che tutti si assumano le proprie responsabilità di fronte alla creazione di un’altra catastrofe che spingerà l’intera regione in guerre senza fine”.

 

 

Wsj: per l’Arabia il cessate il fuoco è centrale per la ‘normalizzazione’ con Israele

Il principe ereditario saudita, Mohammed bin Salman, ha detto al segretario di Stato Usa, Antony Blinken, che un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza dovrebbe essere raggiunto il prima possibile prima che siano possibili passi avanti nel processo di normalizzazione tra Arabia Saudita e Israele. E’ quanto riporta oggi il Wall Street Journal citando funzionari sauditi.
Bin Salman ha ricevuto lunedì scorso a Riad il segretario di Stato, con cui ha avuto circa due ore di colloquio.

 

Borrell: “Offensiva su Rafah sarebbe catastrofica”

“1,4 milioni di palestinesi si trovano attualmente a Rafah senza un posto sicuro dove andare, rischiando la fame. Le notizie di un’offensiva militare israeliana su Rafah sono allarmanti. Avrebbe conseguenze catastrofiche, peggiorando la già terribile situazione umanitaria e l’insopportabile bilancio dei civili”. Così l’alto rappresentante dell’Unione Europea per la politica estera, Joseph Borrell, su twitter commenta la richiesta di evacuazione di Rafah da parte di Israele e la possibilità di un’offensiva delle forze israeliane.

 

L’enorme manifestazione degli Houthi dello Yemen in favore dei palestinesi di Gaza

Più di 30 razzi lanciati oggi da Hezbollah in Libano verso Israele

Le sirene si sono attivate questa sera in Galilea, nel nord di Israele, a seguito del lancio di più di 30 razzi dal Libano. Lo riporta il Times of Israel aggiungendo che la maggior parte dei razzi sono stati abbattuti dal sistema di difesa missilistico Iron Dome o sono stati lasciati atterrare in aree aperte. Non si hanno notizie immediate di feriti o danni.
Questo è il secondo giorno consecutivo che una raffica di razzi così grande viene lanciata dal Libano verso Israele, in un ulteriore segnale di escalation. Hezbollah ha rivendicato la responsabilità, affermando di aver lanciato decine di razzi Katyusha.
In un comunicato, il movimento sciita libanese ha affermato di aver preso di mira la base dell’Idf Kela sulle alture del Golan, sebbene le sirene suonassero a Kiryat Shmona – a circa 15 chilometri di distanza – e in altre comunità vicine.

 

Arrivati a Ciampino altri 10 bambini feriti di Gaza

Un nuovo gruppo di giovani feriti palestinesi bisognosi di cure, 10 bambini e ragazzi con i loro familiari, è giunto all’aeroporto di Ciampino dal Cairo con un C130 dell’Aeronautica militare. Ad accoglierli nello scalo, con addosso un pile dell’Unità di Crisi della Farnesina, Maria Tripodi, sottosegretario agli Affari Esteri, accompagnata dal generale Francesco Paolo Figliuolo, alla guida del Comando operativo di vertice Interforze dello Stato Maggiore della Difesa.

 

Il Presidente della Knesset ha cancellato l’incontro con Guterres a New York

Il presidente della Knesset Amir Ohana ha annunciato di aver cancellato l’incontro con il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres che si sarebbe dovuto svolgere in giornata al Palazzo di Vetro a New York. “Volevo provare a persuaderlo, ma ieri – ha fatto sapere Ohana – ha di nuovo fatto appello ad Israele di fermare i combattimenti e lo ha criticato. Ci sono cause perse e linee rosse”, ha aggiunto sottolineando di non voler riaccreditare Guterrres. Ohana è a New York per partecipare ad una Conferenza interparlamentare.

(tutti i video cliccando il link sotto riportato)

 

Sorgente: https://www.rainews.it/maratona/2024/02/la-casa-bianca-attaccare-a-rafah-sarebbe-un-disastro-i-morti-sono-27840-1c03b453-bce4-4d7b-ae26-724486603e24.html

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