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Tajani in missione in Medio Oriente: ‘Avanti con la soluzione a due stati’

E’cominciato a Ramallah, in Cisgiordania, l’incontro tra il ministro degli Esteri Antonio Tajani e il presidente palestinese Abu Mazen.

Nella riunione è presente anche il ministro degli Esteri palestinese al Malki. Tajani è il primo ministro degli Esteri dell’Ue ad incontrare il leader dell’Anp dopo gli attacchi di Hamas allo stato ebraico del 7 ottobre scorso.

“L’obiettivo è avviare un percorso politico per arrivare a un vero Stato palestinese che possa vivere in pace con lo Stato israeliano, rispettando le esigenze di sicurezza di Israele”, ha detto Tajani nell’incontro con Abu Mazen. “La mia visita qui – ha aggiunto – è una missione di vicinanza e di solidarietà all’Autorità nazionale palestinese”. Abu Mazen – a quanto si è appreso – ha chiesto all’Italia e all’Ue di prepararsi ad essere vicini all’Anp nella ricostruzione di Gaza dove il 70% degli edifici è stato distrutto, i servizi per la popolazione, le infrastrutture non funzionano. Mentre andrà avanti il negoziato e il processo politico – ha aggiunto Abu Mazen secondo le stesse fonti – bisognerà occuparsi della popolazione palestinese che vive nella striscia. Con l’Italia – ha concluso – lavoreremo anche a ricostruire le chiese e gli edifici della comunità cristiana. Dopo aver ricordato che Hamas non ha nulla in comune con l’Anp, Abu Mazen – ha sottolineato che l’Autorità nazionale palestinese sta facendo e farà riforme nel governo. Alla fine della guerra – ha proseguito – l’Anp opererà un rinnovamento della sua amministrazione. Per il presidente palestinese, bisogna riuscire a realizzare rapidamente la pace, a realizzare lo Stato della Palestina nei confini del 1967.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, in visita nella regione, ha incontrato questa mattina a Gerusalemme i presidente israeliano Isaac Herzog. L’incontro, secondo quanto si è appreso, è durato 35 minuti e si è discusso della guerra a Gaza e della conseguente situazione internazionale. Tajani incontrerà successivamente il ministro degli Esteri, Israel Katz, e il ministro del Gabinetto di guerra, Benny Gantz. Previsto per il responsabile della Farnesina anche l’incontro con il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, oggi a Gerusalemme. Lo si è appreso da fonti Ufficiali.  “Sosteniamo con forza le azioni del governo israeliano contro le organizzazioni terroristiche e parallelamente vogliamo affrontare con i nostri amici israeliani la preparazione per un ritorno al confronto politico e diplomatico”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, incontrando a Gerusalemme il presidente Isaac Herzog. “Dopo le operazioni militari a Gaza – ha aggiunto – bisognerà individuare immediatamente un percorso politico per evitare che gli attuali scontri” si ripetano e si allarghino nella regione. Bisogna avviare “un percorso politico che inevitabilmente dovrà portare” alla formula della soluzione a 2 Stati. 

Nel corso dell’incontro Tajani – che in Israele ha anche incontrato alcuni familiari degli ostaggi in mano ad Hamas – ha espresso “ancora una volta la sua indignazione per l’attacco di Hamas del 7 ottobre alla popolazione civile israeliana attorno a Gaza” e ha confermato la richiesta del governo italiano a quello israeliano “di tutelare in ogni modo le vite dei civili palestinesi durante le operazioni militari”. Tra gli argomenti affrontati con il capo dello Stato israeliano, il ministro Tajani ha evocato “la necessità della tutela dei cristiani, sia dei pochi rimasti a Gaza sia dei cittadini arabi cristiani presenti in Cisgiordania”.

Il ministro degli Esteri ha anche ribadito che  “nel Sud Libano è importante mantenere una distanza di sicurezza fra l’esercito di Israele e le formazioni militari di Hezbollah”. Ed ha annunciato che di questi temi e delle “richieste ricevute dal governo libanese” nella sua visita ieri nel Paese dei cedri, parlerà con la dirigenza israeliana oggi a Gerusalemme. “Il negoziato – ha aggiunto – deve procedere nonostante questa fase di guerra a Gaza, vogliamo dare un messaggio a tutte le parti coinvolte in questo scenario: non c’è alternativa ad un percorso di pace, da avviare immediatamente”.

 

Usa e Gb impongono nuove sanzioni contro gli Houthi

Gli Stati Uniti e il Regno Unito impongono nuove sanzioni contro gli Houthi. Lo afferma il Dipartimento di Stato, sottolineando che nel mirino sono finiti quattro militari del gruppo.

“Gli attacchi terroristici degli Houthi contro i mercantili nel Mar Rosso e nel Golfo di Adem hanno distrutto le forniture internazionali e infranto i diritti e le libertà di navigazione. Gli Stati Uniti sono impegnati a salvaguardare gli scambi commerciali internazionali e ad agire con i partner e gli alleati nella salvaguardia di queste vie navigabili cruciali”, afferma il Dipartimento di Stato.

A Kerem Shalom camion con aiuti bloccati per il secondo giorno

Per il secondo giorno consecutivo gruppi di dimostranti, fra cui spiccano familiari di israeliani prigionieri di Hamas, stanno bloccando al valico israeliano di Kerem Shalom il transito di camion con aiuti umanitari destinati alla striscia di Gaza. Lo riferiscono i media secondo cui essi condizionano il passaggio alla liberazione immediata da parte di Hamas degli oltre 130 prigionieri. “Questi aiuti umanitari – ha affermato uno dei familiari degli ostaggi – vanno alla popolazione locale, ma non ai nostri parenti”. Intanto Israele attende ancora di sapere se una spedizione di medicine inoltrate a Gaza su iniziativa del Qatar e della Francia una decina di giorni sia stata distribuita in effetti fra una quarantina di malati fra gli ostaggi israeliani. Una fonte politica, citata ieri dalla televisione pubblica Kan, ha osservato che “malgrado gli impegni” della vigilia della spedizione Israele non ha ricevuto alcuna prova che la distribuzione dei medicinali agli ostaggi sia avvenuta.

Hamas: ‘Spari sulla folla in attesa degli aiuti, venti morti’

Il portavoce del Ministero della Sanità di Gaza, controllato da Hamas, denuncia un attacco contro persone che facevano la coda per ricevere aiuti umanitari a Gaza. “L’occupazione israeliana ha commesso un nuovo massacro contro migliaia di bocche affamate che aspettavano aiuti”, ha detto Ashraf al-Qudra in una dichiarazione su Telegram, come riporta Al Jazeera. L’attacco è avvenuto alla rotonda del Kuwait a Gaza City, uccidendo almeno 20 persone e ferendone altre 150, ha detto.

Sale a 12 il bilancio delle vittime dell’attacco al rifugio dell’Onu

Il bilancio delle vittime dell’attacco di ieri al rifugio della Unrwa Khan Yunis a Gaza è salito a 12, secondo una dichiarazione di Thomas White, il vicecoordinatore umanitario per i territori palestinesi occupati. Lo riporta il Guardian. White ha detto che un certo numero di missioni per raggiungere i morti e i feriti sono state negate, senza dire direttamente che i tentativi sono stati bloccati da Israele. Ha detto che le squadre delle Nazioni Unite sono riuscite a raggiungere il sito solo la sera. Altre 75 persone sono rimaste ferite, di cui 15 in condizioni critiche. Israele ha negato la responsabilità dell’attacco, in cui due colpi di carro armato hanno colpito un centro di addestramento dell’Unrwa. 

Dal Qatar una nuova proposta di tregua, ma la destra israeliana accusa Doha

Il Qatar ha inviato a Israele e Hamas una nuova proposta d’accordo per un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, riferisce Bloomberg citando fonti vicine ai negoziati. Il piano prevedrebbe il rilascio di tutti gli ostaggi detenuti dal movimento islamista, in cambio della liberazione di un certo numero di prigionieri palestinesi. Il documento affermerebbe inoltre che la quantità di aiuti umanitari consegnati all’enclave dovrebbe essere aumentata.

“Il Qatar sostiene e finanzia il terrorismo, protegge Hamas ed è in gran parte responsabile del massacro di cittadini israeliani commesso” dal movimento islamista palestinese: è l’accusa del ministro delle Finanze israeliano d’estrema destra Bezalel Smotrich. In un post sul suo account X, Smotrich ha risposto così ai commenti del portavoce del Ministero degli Esteri qatariota Majed Al Ansari, che ha affermato come Doha sia “sconvolto” dalle osservazioni attribuite al premier israeliano Benjamin Netanyahu secondo cui i suoi sforzi di mediazione di Doha sarebbero “problematici”.

 

Monito americano a Israele dopo la strage nel centro per i rifugiati a Gaza

Gli Stati Uniti “sostengono fermamente il diritto a difendersi contro i terroristi di Hamas che si nascondono tra la popolazione civile, ma Israele mantiene la responsabilità di proteggere i civili e i siti umanitari”. Lo ha detto la portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale americano Adrienne Watson.  “Siamo seriamente preoccupati per le notizie di attacchi che hanno colpito una struttura dell’Agenzia dell’Onu per i rifugiati palestinesi (Unrwa), con conseguenti segnalazioni di incendi nell’edificio, in un quartiere nel sud di Gaza dove si sarebbero rifugiati più di 30 mila palestinesi sfollati”, si legge in una nota della Casa Bianca.

“Anche se non disponiamo ancora di tutti i dettagli su quanto accaduto e continueremo a cercare ulteriori informazioni sugli incidenti di oggi – prosegue il testo – la perdita di ogni vita innocente è una tragedia. Questo conflitto ha già provocato la morte e il ferimento devastanti di decine di migliaia di civili palestinesi, e piangiamo ogni singola vita civile che è andata perduta. È straziante vedere i bambini uccisi, feriti e resi orfani”.

Le forze di difesa israeliane (Idf) stanno indagando sull’attacco al rifugio dell’Unrwa a Khan Yunis, che ha provocato 9 morti e 75 feriti, ma aggiungono di avere il sospetto che la strage sia stata provocata da un razzo lanciato da Hamas. Lo scrive Times of Israel. Secondo Thomas White, direttore a Gaza dell’agenzia dell’Onu per gli aiuti ai profughi palestinesi, l’edificio che ospita 800 persone è stato colpito da “due proiettili anticarro”. Invece, dopo un esame approfondito dell’attività delle forze di terra, “l’Idf ha ora escluso che l’incidente sia stato provocato da un
raid aereo o dal fuoco di artiglieria israeliani” e sta quindi “esaminando la possibilità che a colpire sia stato il fuoco di Hamas”. Times of Israel ricorda che in quella zona i soldati israeliani sono stati esposti dal fuoco di razzi e mortai.

Media, l’esercito israeliano studia la consegna di razzi anticarro ai coloni

Le forze armate israeliane stanno esaminando l’opportunità di distribuire razzi anticarro agli insediamenti ebraici più isolati in Cisgiordania e a quelli che si trovano a breve distanza da località palestinesi, alla luce del moltiplicarsi degli incidenti armati e nel timore che essi possano essere oggetto di attacchi analoghi a quelli sferrati da Hamas il 7 ottobre scorso. Lo riferisce Haaretz, secondo cui i razzi anticarro sarebbero affidati ai comandanti delle squadre di pronto intervento organizzate in ciascun insediamento e formate da abitanti del posto. I comandanti sarebbero autorizzati a farne ricorso solo ‘di fronte ad “attacchi di massa a bordo di veicoli” contro i loro insediamenti. Il giornale precisa che ancora in merito non è stata presa una decisione definitiva e ricorda che negli ultimi mesi i coloni che abitanti in insediamenti a rischio hanno già ricevuto migliaia di armi, fra cui anche mitragliatori pesanti.

Palestinese ucciso durante scontri con l’esercito in Cisgiordania

Un palestinese e’ stato ucciso oggi nella zona di Jenin (Cisgiordania) nel corso di una operazione dell’esercito israeliano. Lo riferisce la agenzia di stampa ufficiale palestinese Wafa. Fonti locali precisano che si tratta di Wissam al-Hashan, un palestinese che in passato aveva scontato un periodo di reclusione in Israele. In precedenza si era appreso che nella localita’ di Bir el-Basha (Jenin) reparti militari avevano stretto d’assedio un edificio e compiuto numerosi arresti. L’esercito non ha ancora fornito una propria versione dell’episodio.

Sorgente: Hamas: ‘Spari sulla folla in attesa degli aiuti a Gaza, venti morti’ – Medio Oriente – Ansa.it


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