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Ieri il ministro è scappato anche da Roberto Saviano. Ieri non si è presentato all’udienza programmata in tribunale. Racconta Saviano: “Probabilmente è spaventato di dover rispondere in tribunale di ciò che ha detto e di tutte le minacce che ha fatto”.

Matteo Salvini, il capitano, scappa. Era già scappato dal processo con Carola Rackete  (Vedi foto). L’ha definita una sbruffoncella fuorilegge, complice dei trafficanti, una potenziale assassina, una criminale che ha provato ad ammazzare cinque militari italiani. «Sono tutte menzogne, tutte bugie. Ma Salvini di tutte queste falsità non risponderà mai, perché i suoi amici al Senato hanno bloccato la possibilità di procedere nei suoi confronti», commentò lo scrittore Roberto Saviano il primo luglio di quest’anno.

Ieri Matteo Salvini è scappato anche da Roberto Saviano. Ieri non si è presentato all’udienza programmata in tribunale. Racconta Saviano: «Probabilmente è spaventato di dover rispondere in tribunale di ciò che ha detto e di tutte le minacce che ha fatto. La giustificazione è risibile, ha detto che aveva un collegamento online, dimenticandosi che online poteva collegarsi anche dal tribunale, poi ha aggiunto un pranzo di beneficienza che si allunga fino alla prima della Scala a Milano. Salvini è così, scappa».

Matteo Salvini è così, non solo lui. Salvini confonde volutamente il suo ruolo e addita come nemici giornalisti, intellettuali e artisti fingendo di non sapere del dislivello. è lo stesso Salvini che ha martoriato Michela Murgia fino al suo ultimo secondo, è lo stesso Salvini che dà in pasto comuni cittadini alla schiera di suoi seguaci attraverso i suoi social. Matteo Salvini, il capitano, scappa perché sa che fuori dal suo ring (che per nostra disgrazia ha piantato dentro le nostre istituzioni) esiste la responsabilità delle proprie affermazioni.

di Giulio Cavalli

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