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«Questo è il momento della difesa, della battaglia da cui dipende il destino dello Stato, e non della farsa che solo la Russia si aspetta dall’Ucraina». La farsa di una politica litigiosa che andrebbe a massacrarsi in piena guerra a godimento russo e non soltanto. Così Volodymyr Zelensky ha annunciato il rinvio delle elezioni presidenziali, costituzionalmente previste a marzo 2024. Tensioni tra il vertice politico e quello militare dopo la strage alla festa degli artiglieri.

Il generale Zaluzhny comandante in capo: «controffensiva ferma: «guerra di trincea ‘come nella prima guerra mondiale’. Uno stallo che non permette a nessuno dei due fronti di rompere le linee altrui».

 

Elezioni in piena guerra?

La controffensiva che non dà i risultati sperati, la stanchezza fra la gente cresce, la corruzione che è la prima piaga sociale, e i rimpasti ai vertici anche militari si susseguono. La guerra ucraina è anche in casa. Otto ucraini su dieci bocciano il governo guidato dal premier Denys Shmyhal. E appena il 21% apprezza l’operato del Parlamento, secondo gli ultimi sondaggi di Kiis, l’Istituto internazionale di sociologia di Kiev. Sfiducia generalizzata e discredito: ma allora perché rinviare le elezioni che potrebbero mandare a casa tanta incapacità per giunta corrotta?  della prossima primavera per scegliere il nuovo presidente e rinnovare l’assemblea legislativa?

Disintegrarsi nelle polemiche politiche?

«C’è un discredito condiviso, è vero. Ma come si può pensare di spendere soldi per aprire i seggi quando servono sempre più risorse per i militari che combattono?», si domanda Oleg Vasilenko, docente di diritto in un liceo della capitale e rilancia Avvenire. Interrogativi condivisi dall’81% della popolazione per il quale – stando alle più recenti rilevazioni di Kiis – non si possono tenere le elezioni sotto le bombe ma si dovrà attendere la fine del conflitto, sottolinea Giacomo Gambassi. «Gli ucraini devono pensare a proteggere lo Stato e non disintegrarsi nelle polemiche politiche», ha detto Zelensky nel videomessaggio con cui ha annunciato la sua scelta.

‘Desiderio di pulizia’ e limiti di guerra

«È evidente che ci sia desiderio di ‘pulizia’ – commenta il direttore dell’Istituto di sociologia–. Osserviamo critiche crescenti alle autorità centrali. La popolazione chiede di avere un nuovo Parlamento e un nuovo governo. Tuttavia, se in precedenza l’impennata di disistima andava di pari passo con la richiesta di elezioni immediate, ora prevale l’idea che la priorità sia un’altra». Il voto di guerra potrebbe inoltre favorire la litigiosità che segna da sempre la politica ucraina, le limitazioni alla partecipazione dei militari in prima linea e dei profughi. Sul voto telematico, «e chi si fida?». Il 65% degli ucraini è contrario e teme brogli.

Contestazioni da subito

Lo stop di Zelensky arriva anche all’indomani della sfida che gli ha lanciato il suo ex braccio destro e consigliere Oleksiy Arestovich. «Qualsiasi rinvio delle elezioni presidenziali sarà considerato un’usurpazione di potere», aveva dichiarato nei giorni scorsi. Licenziato per le divergenze di vedute sulla gestione della guerra e oggi fra i più aspri critici del leader ucraino, si è appena candidato alla presidenza presentando un programma di riforme in 14 punti dove dice di voler entrare nella Nato senza «riconquistare i territori occupati ma di cercare il loro ritorno solo politicamente».

La tragedia dei decorati

Nella guerra e tra le tensioni politiche, una tragedia alla celebrazione della Giornata dell’Artigliere organizzata malissimo e finita nel sangue, per scuotere ancora di più i rapporti pericolosamente tesi, ormai ai ferri corti, tra la presidenza e il vertice militare delle sue forze armate. Un’intera brigata di artiglieri sfiniti da attacchi e trincee, disposti in linea nella piccola piazza d’armi a una trentina di chilometri dal fronte. Il comandante in ritardo. Quaranta minuti dopo, mentre loro sono ancora lì allineati ad attendere la medaglia, dal cielo piove un missile Iskander-M russo. Un drone, aveva avuto tutto il tempo per dare le coordinate giuste per colpire. Diciannove ragazzi, i migliori artiglieri del battaglione, morti nel giardino recintato in cui dovevano essere celebrati.

Il generale e il presidente

Il generale Zaluzhny, comandante in capo, sulle pagine dell’Economist – parla di una «tragedia che poteva essere evitata» e fa chiarezza sulla guerra. Rompendo il silenzio dopo quasi due anni, Zaluzhny ha ammesso che la controffensiva è ferma: «non può avanzare perché è subentrato ‘lo stallo’, la guerra di trincea ‘come nella prima guerra mondiale. Uno stallo tecnologico che non permette a nessuno dei due fronti di rompere le linee altrui».

Sorgente: Zelensky rinvia le presidenziali, troppe fratture interne –


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