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Il capo del governo albanese: «L’Ue deve saper distinguere i clandestini da chi scappa dai conflitti»

Francesco Grignetti

Edi Rama è il premier dell’Albania. In conferenza stampa, torreggiava accanto a Giorgia Meloni. E insisteva nel dire che «se l’Italia chiama, l’Albania c’è».

Che intende dire, presidente Rama?

«Che noi abbiamo con l’Italia una partnership strategica».

Molti si chiedono che cosa ci guadagnate.

«Una domanda che non capisco. Perché dobbiamo guadagnare qualcosa per forza? Noi vi aiutiamo perché l’Italia ci ha aiutato. Se siamo il Paese progredito che siamo diventati, lo dobbiamo a voi. Ci avete aiutato quando tentavamo di scappare dall’inferno del comunismo. Poi ci avete aiutato nel 1991 e nel 1992. Di nuovo nel 1997. Non ci avete chiesto nulla in cambio. Così è la collaborazione tra i nostri Paesi. Con la vostra Guardia di Finanza. Con la vostra polizia. C’è aiuto reciproco. Serve a noi, serve a voi. Per questo dico che solo con l’Italia avremmo potuto fare questo accordo e con nessun altro Stato europeo».

In politica però, si dice che non si fa nulla per nulla. O no?

«Non tutti i politici ragionano così».

Magari perché lei ha una visione lungimirante sui rapporti tra Stati.

«Proprio no. Abbiamo molto chiesto nel tempo. Ora, quando ci viene domandato di dare, diamo. Non è lungimiranza, è coscienza della propria responsabilità».

Ci parla del centro che nascerà?

«Sarà tutto a spese italiane e con gestione italiana. Abbiamo scelto insieme il posto migliore. Ora, con il protocollo di intesa, ve ne diamo la disponibilità. L’Italia investirà sulla struttura.È un protocollo molto preciso: un centro di accoglienza, un posto per procedere a verifiche e registrazioni, fatto tutto secondo i criteri ben precisi dell’Ue».

Ci saranno contratti con la parte albanese per il vitto di tremila persone?

«Sicuro. Ma saranno appalti della parte italiana. Noi non vogliamo soldi e non ci interessano i soldi».

Presidente Rama, ma lei è convinto di questa politica di gestione dei migranti?

«No. Ma chi in Europa può esserlo? Questa gestione non convince nessuno. Io vedo che l’Italia fa quel che può, ma la geografia non può diventare una maledizione. Io lo riconosco: è facile parlare, ma poi tutti cercano di trovare una soluzione sostenibile che ancora non si vede».

In che senso?

«Bisogna trovare un equilibrio tra problemi diversi. Da una parte c’è il problema della sicurezza, dall’altro però gli europei hanno la crisi delle nascite e la necessità di manodopera dall’estero. Le cose come si conciliano? E poi: abbiamo visto Paesi europei che si dichiarano apertamente e pubblicamente contro i profughi perché sono islamici (l’Albania è un Paese islamico, ndr) o gente di colore, però poi hanno fatto cose straordinarie con i profughi dell’Ucraina. Altri Paese europei, come la Svezia, hanno avuto una politica di aperture indiscriminata e ora hanno grossi problemi di criminalità, con le gang su base etnica. Quindi ripeto: facile parlare, ma le soluzioni ancora non si vedono. L’Europa non può perdere il focus sui suoi valori e i principi. Ma allo stesso tempo deve essere in grado di fare una distinzione tra chi fugge da una guerra e chi arriva solo clandestinamente».

E intanto lei darà un aiuto al governo di Giorgia Meloni.

«Non risolverà nulla, ma ci ha chiesto aiuto e noi lo abbiamo dato».

Sorgente: Edi Rama a Giorgia Meloni: “Prendiamo noi i vostri migranti” – La Stampa