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“Preferisco saperti morta che con un altro. Vengo a spararti” canta Emiliano Rudolf Giambelli che con Guè Pequeno è stato invitato dal primo cittadino Alessandro Grando. Per il concerto dei due stanziati 200 mila euro di soldi pubblici, di cui 40 mila chiesti alla Regione Lazio: “Scelta pericolosa”

«Preferisco saperti morta che con un altro. Vengo a spararti». E ancora: «Voglio vedere la vita fuggire dai tuoi occhi, io ci ho provato e tu mi hai detto no. E ora con quella cornetta ti ci strozzerò».

È una sorta di inno al femminicidio quello del rapper Emis Killa, invitato dal Comune di Ladispoli a esibirsi la notte di Capodanno insieme a Guè Pequeno.

Le loro canzoni sono piene di violenza nei confronti delle donne rappresentate come oggetti utili ai loro impulsi sessuali, a cui fare catcalling e da stalkerare se non da uccidere. Per il resto si passa dall’esaltazione delle droghe a quella delle armi e della violenza in generale.

Ebbene, il sindaco di Fratelli d’Italia Alessandro Grando ha deciso di destinare ben 200 mila euro di soldi pubblici ai due. In tutto il concerto in piazza Falcone ne costerà 345 mila di cui 40mila chiesti alla Regione Lazio.

Se l’assessore al Turismo Marco Porro parla di «artisti scelti per un concerto indimenticabile che permetterà ai giovani di non andare via da Ladispoli e ai genitori di non stare in ansia», il sindaco Grando precisa che «non verranno cantate canzoni con contenenti espressioni violente di genere». Su terzobinario.it, inoltre, il sindaco invita chi si lamenta per i costi eccessivi, come l’associazione Ladispoli attiva, a uscire dalla «mentalità da paesello».

 

Appena uscita la notizia, tra l’altro pochi giorni prima del 25 novembre, è infatti scoppiata la bufera: cittadini, associazioni e partiti hanno iniziato a protestare. La consigliera regionale e coordinatrice nazionale del Pd Marta Bonafoni chiede alla Regione Lazio di non finanziare l’evento: «Quella del Comune di Ladispoli è una scelta sbagliata e pericolosa. Affidare lo spettacolo in piazza nella notte di Capodanno a rapper che con le proprie canzoni sembrano quasi incoraggiare comportamenti violenti contro donne e ragazze è tra l’altro un inaccettabile tradimento di ciò che ha chiesto alle istituzioni la grande mobilitazione di sabato scorso. Mi auguro che la Presidenza del Consiglio regionale risponda con un deciso no alla richiesta di contributo avanzata dal Comune. Meglio che quei soldi vengano destinati a ben altre iniziative, capaci di mettere in discussione quel patriarcato di cui ancora, purtroppo, vediamo troppe evidenze e di cui subiamo le più tragiche conseguenze».

 

Anche i consiglieri del Pd di Ladispoli sono insorti: «Emis Killa ha replicato alle critiche dicendo che “ha voluto sensibilizzare al tema del femminicidio” con una narrazione cruda. Riteniamo che da una presenza incisiva come quella del rapper dovesse arrivare un’altra narrazione, di solidarietà per le donne e di condanna per gli assassini». Mentre sui gruppi social di Ladispoli la locandina dell’evento gira tra i commenti negativi, Alessandro Giovannetti di Sinistra italiana commenta: «Con la santità della natività, sotto il segno di Dio Patria e Famiglia, la destra locale espone la volontà di stare vicino ai giovanissimi, affrontando i temi più in voga: cocaina, pussy, auto di lusso, pistole e violenza gratuita».

Sorgente: Capodanno in piazza con Emis Killa, il rapper che canta l’inno al femminicidio: bufera sul sindaco FdI di Ladispoli – la Repubblica