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Il neo-eletto presidente slovacco, atteso oggi al Consiglio europeo, ha annunciato che smetterà di inviare forniture militari all’Ucraina

BERLINO – Un esordio col botto. Fresco di giuramento, il premier della Slovacchia Robert Fico ha annunciato che smetterà di fornire aiuti militari all’Ucraina. Dopo averlo promesso in campagna elettorale, il leader populista ha dichiarato che Bratislava “darà zero sostegno militare all’Ucraina. È la migliore soluzione. L’Unione europea dovrebbe trasformarsi da fornitore di armi a fautore di pace”.

 

 

Il premier è atteso oggi a Bruxelles, al Consiglio europeo, e ha già messo le mani avanti anche rispetto all’ipotesi di un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia. “Non approverò alcuna sanzione contro la Russia prima di averne calcolato l’impatto sulla Slovacchia”, ha sottolineato. E “se qualche sanzione rischiasse di danneggiarci, come avvenuto con la maggior parte delle sanzioni, non vedo alcuna ragione per sostenerla”.

 

Il giorno dopo il giuramento del suo nuovo governo, Fico lascia intendere senza ombre che sarà una spina nel fianco per l’Europa, e non solo nel supporto a Kiev. Finora la Slovacchia era stato uno dei Paesi più fermi nel sostegno all’Ucraina e dal 2018 aveva assunto posizioni più europeiste rispetto ai precedenti esecutivi guidati da Fico e caratterizzati, ad esempio, da una linea intransigente sui migranti e da una scarsa solidarietà verso i Paesi più colpiti dai flussi.

Dopo il giuramento di ieri, è ufficiale: Fico, leader “rosso” dei socialdemocratici di Smer, mutato negli anni in un tribuno populista, nazionalista e filorusso, governerà con l’ultradestra Sns e con Hlas, un partito nato da una costola dei socialdemocratici e guidato dall’ex premier Peter Pellegrini.

A causa della loro decisione di allearsi con l’estrema destra anti-ucraina, omofobia e xenofoba di Sns, sia il partito di Fico sia quello di Pellegrini sono stati sospesi nelle scorse settimane dalla famiglia dei socialisti europei (S&D). “I commenti recenti e le posizioni assunte da Smer e Hlas sulla guerra della Russia contro l’Ucraina, sull’immigrazione, sullo stato di diritto e la comunità Lgbtbiq hanno suscitato serie preoccupazioni e non possono avere alcuno spazio nella famiglia progressista”, ha fatto sapere S&D. I tre parlamentari europei colpiti dal provvedimento sono Monika Benova, Robert Hajsel e Katarina Roth Nevedalova.

Sorgente: La Slovacchia volta pagina, Fico: “Niente più armi a Kiev e niente sanzioni contro la Russia” – la Repubblica


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