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Da Palermo la premier commenta con poche parole la lettera in cui la figlia del Cav ha attaccato stampa e magistrati: “Non è un membro della coalizione”

“Non posso considerare Marina Berlusconi un soggetto della coalizione perché non è un soggetto politico”. È stata la risposta di Giorgia Meloni, consegnata ai cronisti a Palermo nel giorno dell’anniversario della strage di via D’Amelio, in merito alla lettera scritta dalla primogenita del Cavaliere. Una missiva al vetriolo, pubblicata sulla colonne del Giornale (testata storicamente collegata alla famiglia) in cui la figlia del Cav ha lanciato un’invettiva a tutto campo contro stampa e magistrati, colpevoli – è la tesi – di aver avviato una campagna di “persecuzione” nei confronti del padre.

La lettera parla apertamente di un asse tra i “pubblici ministeri” e gli “organi di informazione amici” che come fine avrebbe la “condanna mediatica” del leader defunto. Il riferimento è agli articoli pubblicati sul presunto coinvolgimento del Cav nelle stragi del 1993, oggetto di un’inchiesta della Procura di Firenze.

Le parole di Marina Berlusconi hanno scatenato l’indignazione di stampa e magistratura. Il presidente della Federazione nazionale stampa italiana in un’intervista a Repubblica ha parlato di “attacco alla libertà di informazione” con lo scopo di “delegittimare il giornalismo d’inchiesta”. Meloni, dal canto suo, ha deciso di sorvolare senza entrare nel merito delle parole pronunciate da Marina Berlusconi, con cui la premier ha un ottimo rapporto.

Una risposta evasiva, poco apprezzata da Matteo Renzi, anche lui critico nei confronti dell’inchiesta portata avanti dai pm fiorentini. “A me non è piaciuta la risposta che Meloni ha dato su Marina Berlusconi”, ha detto intervistato da Bruno Vespa. “È enorme quello che sta accadendo – ha proseguito -. Ma è mai possibile che si possa considerare Berlusconi il mandante delle stragi?. E ancora: “Marina ha il mio rispetto umano e politico per quello che ha scritto nella sua lettera a Il Giornale: accanirsi contro un uomo che non c’è più, lo dico io che non l’ho mai votato, è ingiusto. La Procura porti la legalità a Firenze e non si metta a riscrivere la storia per motivi politici contro Berlusconi”.

Sorgente: Meloni e la risposta secca su Marina Berlusconi – la Repubblica


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