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La violenza urbana si è estesa da Parigi a Lione, Tolosa, Digione, Nizza, Roubaix, Amiens e Lille. Fermato e per ora sospeso il poliziotto che ha sparato

MARCO ACCOSSATO

PARIGI. Non si placa – anzi cresce – la violenta protesta, a Parigi, dopo la morte di Nahel, il 17enne ucciso a Nanterre da un colpo di pistola esploso da un poliziotto a un posto di blocco. Nella sola giurisdizione della prefettura di Parigi (la capitale e i tre dipartimenti della periferia interna), sono state arrestate 77 persone (almeno 150 considerando tutti i focolai di protesta). Fermate oltre il doppio delle persone bloccate in tutta la Francia della notte precedente, segno che i disordini si sono inaspriti, ma anche che la reazione delle forze dell’ordine è stata più serrata. Il presidente francese, Emmanuel Macron, parla di «violenza ingiustificabile» e ha convocato l’unità di crisi interministeriale, mentre le autorità sperano di contenere la furia divampata nelle banlieue grazie agli sviluppi delle indagini. Una marcia bianca si terrà oggi dove è avvenuta la tragedia, ma il crescendo di violenza urbana sta estendendosi a Lione, Tolosa, Digione, Nizza, Roubaix, Amiens, Lille.

La Procura non ha ravvisato alcun motivo per l’uso dell’arma da parte del poliziotto tuttora in stato di fermo e ne ha chiesto l’arresto. È stata aperta un’inchiesta giudiziaria per omicidio colposo.

 

17enne ucciso, a Parigi, incendi, scontri con la polizia e saccheggi nella seconda notte di proteste

 

Su Twitter il ministro dell’Interno parla di «una notte di insopportabile violenza contro i simboli della Repubblica: municipi, scuole e questure bruciati o attaccati» e dà il proprio «sostegno a polizia, gendarmi e vigili del fuoco che affrontano la situazione con coraggio». Aggiunge: «Vergogna a chi non ha invitato alla calma». Il municipio di Mons-en-Barœul, vicino a Lille, è stato in parte bruciato, riferisce il sindaco della città, Rudy Elegeest, spiegando che mercoledì sera una cinquantina di persone incappucciate ha sparato contro il municipio usando fuochi pirotecnici. La «sparatoria» è terminata intorno alle 4,30 del mattino: «Siamo scampati al peggio, perché dentro c’erano tre agenti si sono nascosti per sfuggire a questa terribile violenza e alle fiamme», ha detto ancora Elegeest. I danni alla struttura sono «assolutamente considerevoli». Il piano terra del municipio è totalmente devastato, ha sottolineato il sindaco, parlando anche di incendi di automobili.

Nelle diverse città dove la rivolta cresce son ostate incendiati anche negozi, con qualche caso di saccheggio e di danneggiamento di edifici pubblici. A Fresnes è stata attaccata una prigione con bombe carta sparate da mortai pirotecnici, mentre a Clamart è stato bruciato un tram.

«Le prossime ore devono portare a meditare e al rispetto», lancia ora l’appello il presidente Macron, sperando che la marcia bianca prevista per le 14 a Nanterre davanti alla prefettura di Hauts-de-Seine «si svolga sotto questo segno». Ha chiesto «la protezione di tutti i luoghi istituzionali» e ha detto che l’unità di crisi deve «organizzare i prossimi giorni in modo che ritorni la calma più completa».

In tutta questa situazione resta, ovviamente, e principalmente, il dramma del diciassettenne ucciso. Dramma che ha continuato a generare un fiume di commenti politici, ieri, per tutto il giorno. Le immagini scioccanti pubblicate sui social mostrano un intervento della polizia «che chiaramente non rispetta le regole di ingaggio delle nostre forze dell’ordine», ha affermato la premier Elisabeth Borne. Macron ha parlato di un atto «inspiegabile» e «imperdonabile». Su richiesta del presidente della Repubblica, il ministro delegato per la città, Olivier Klein, ha già parlato con la madre del ragazzo per presentarle le «condoglianze del governo» e assicurarle «il sostegno della Nazione».

 

Francia, poliziotto spara e uccide 17enne in auto a Nanterre: la scena ripresa da un passante

 

La tragedia è avvenuta nei pressi della stazione rer di Nanterre-Prefecture, a seguito di un controllo stradale. Il video circolato sui social mostra uno dei due poliziotti coinvolti che tiene sotto tiro il giovane conducente, poi gli spara a bruciapelo. Nel video si sente «ti sparano in testa», ed ora l’indagine deve accertare se quella frase sia attribuibile al poliziotto di 38 anni che poi ha sparato al ragazzo. Nahel è morto poco dopo essere stato colpito al petto. L’agente è stato fermato e interrogato dall’Ispettorato Generale della Polizia Nazionale: il fermo è stato prorogato «nella prospettiva di un’apertura dell’informazione giudiziaria prevista per giovedì (oggi, ndr)», ha indicato a fine giornata l’accusa. «Prenderemo le decisioni amministrative di sospensione se mai verranno mosse accuse contro di lui», ha annunciato Darmanin.

Vista la situazione sono state rinviate – «fino a nuovo ordine» – tutte le trasferte non prioritarie dei ministri del governo francese. Il caso ha tra l’altro riacceso le polemiche sull’azione delle forze dell’ordine in Francia, dove nel 2022 è stato registrato un numero record di 13 morti dopo il rifiuto di ottemperare ai controlli del traffico.

 

 

Sorgente: Scontri in Francia per il ragazzo ucciso dalla polizia: cosa sta succedendo – La Stampa