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di Andrea Ducci

Il governo è pronto a fare le sue osservazioni se a Bruxelles dovessero sospendere l’erogazione di una parte dei 19 miliardi di euro della terza rata del Pnrr. Dalla Commissione Ue arrivano però segnali rassicuranti sulla distribuzione delle risorse legate al Piano nazionale di ripresa e resilienza. «I lavori di valutazione» della Commissione sulla terza richiesta di pagamento dell’Italia «sono ancora in corso», specifica un portavoce dell’esecutivo Ue, aggiungendo che proseguono gli «scambi costruttivi con le autorità italiane e, ove necessario, vengono fornite ulteriori informazioni. Comunicheremo la conclusione della nostra valutazione non appena avremo raggiunto questa fase. Il fatto — viene osservato — che ci sia voluto un po’ di tempo in più rispetto alla scadenza indicativa non è insolito: è successo, per esempio, anche con le richieste di pagamento di Lussemburgo, Romania e Slovacchia».

 

Opposizione all’attacco

Una constatazione che in Italia non basta a rassicurare l’opposizione, ormai all’attacco sistematico dell’esecutivo sulla gestione del Pnrr. Il governo, intanto, per bocca del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, puntualizza che l’Italia intende utilizzare tutti i fondi del Pnrr. «Se poi ci dovesse essere l’esclusione di una piccola parte, l’Italia farà le sue osservazioni. Il Pnrr è stato scritto e deciso quando c’era ancora la pandemia, ora le cose sono cambiate. La flessibilità è indispensabile», spiega Tajani. A Bruxelles, del resto, fanno notare che un eventuale pagamento non andrà «perduto». Gli Stati membri hanno sei mesi di tempo aggiuntivo per adottare gli impegni assunti e farsi così riconoscere, in una rata successiva, quanto non versato in precedenza. A dirsi fiducioso è il vicepremier e titolare delle Infrastrutture, Matteo Salvini. «Il ministro Fitto e la presidente Meloni stanno lavorando per avere la tabella di marcia di ogni progetto. Ancora un paio di giorni e avremo la risposta. Il nostro obiettivo è spendere bene, ma soprattutto ogni denaro assegnato». Salvini si sofferma anche sul tema del fisco e polemizza con Bruxelles. «L’Europa ci ha spiegato che la flat tax non la dobbiamo fare. Ma c’è già la flat tax e abbiamo l’ambizione di estenderla fino a 100mila euro (dagli attuali 85 mila, ndr)», rivendica il leader della Lega.

 

 

 

Scontro politico

Al centro dello scontro politico resta tuttavia il destino del Pnrr, con l’opposizione sul piede di guerra. Per conto del Pd è Enzo Amendola ad affondare il colpo: «Sul Piano siamo in stallo. Questo governo ha portato la governance dal Mef a Palazzo Chigi, ma — dice il deputato Pd — è stata una perdita di tempo. E da sette mesi non sappiamo ancora perché si è bloccata la terza rata». Il leader di Azione Carlo Calenda rimprovera alla premier Meloni di essere disorientata:«La problematica che il governo ha con il Pnrr è che non riesce a spiegare come vuole rifarlo». Molto duro il segretario di +Europa, Riccardo Magi, che critica il governo per l’ennesimo cortocircuito con la Corte dei Conti. «L’attacco del governo ai poteri di controllo della Corte dei Conti sul Pnrr, altro non è che la reazione isterica di chi dimostra ogni giorno che passa l’incapacità di mettere a terra il piano». Da Confindustra il presidente Carlo Bonomi chiede un’operazione verità: «Abbiamo sempre detto che era necessario rimettere mano al piano. Credo che bisogna avere il coraggio di dire cosa possiamo fare realmente nei tempi previsti e stabiliti».

Sorgente: Pnrr, opposizioni all’attacco. L’Ue: «Scambi costruttivi con le autorità italiane»


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