0 18 minuti 10 mesi

Le notizie sulla guerra di giovedì 4 maggio, in diretta. Colpite da droni una raffineria nella regione russa di Rostov e una nella regione di Krasnodar. La Cina invita le parti a evitare l’escalation

di Lorenzo Cremonesi e Marta Serafini, inviati, Paolo Foschi, Paola Caruso e Redazione Online

Droni sul Cremlino: colpo di Kiev o progetto dei servizi segreti russi.
L’attentato a Putin, uno sfregio all’immagine dello zar intoccabile.
• L’annuncio di Zelensky: «Non siamo stati noi, presto la controffensiva».
• La missione segreta del Vaticano e quello che Mosca e Kiev sapevano.

Ore 10:55 – Podolyak: «L’attacco al Cremlino? Una messinscena di Mosca»

«Una messinscena assoluta». Così Mikhailo Podolyak il consigliere di Zelensky, ha definito su Twitter l’attacco con droni sul Cremlino che per Mosca è stata opera di Kiev. «Il Cremlino, un drone, due persone sui gradini della cupola del Palazzo del Senato, una pausa di 12 ore prima della pubblicazione della notizia, i video simultanei da diverse angolazioni. Una messinscena assoluta», si legge nel tweet. «Cosa non è una messinscena, invece, e necessita di una vera reazione», sottolinea Podolyak, «sono l’assassinio di massa deliberato da parte della Russia di 23 civili a Kherson quello stesso giorno e il posizionamento di grandi volumi di esplosivo in una delle sale turbine della centrale nucleare di Zaporizhzhia. Decidete le vostre priorità».

 

Ore 10:35 – Zelensky alla Corte penale L’Aja

Zelensky, che è arrivato alla sede della Corte penale internazionale (Cpi) protetto da un imponente servizio di sicurezza, incontra i vertici della Corte, che ha emesso un mandato di arresto per Putin per crimini di guerra. Nel programma del presidente ucraino ci sono altri incontri: con il premier Mark Rutte, con il primo ministro belga Alexander de Croo e con il re Willem-Alexander. È prevista anche una visita alla base dell’aeronautica olandese.

desc img

(Epa)

desc img

(Epa)

Ore 10:12 – Fonti Difesa Gb: tutti sanno che Putin non sta al Cremlino

«Lo sanno tutti che Putin non sta al Cremlino e non c’è nessun vantaggio per l’Ucraina nel colpirlo». Lo sostiene un’importante fonte del ministero della Difesa britannica parlando con Sky news, riferendosi al drone che ieri è esploso sopra la cupola del Senato russo. «Tutto è possibile — sottolinea la fonte — ma non c’è alcun vantaggio per l’Ucraina nel farlo, non c’è alcun vantaggio militare, tutti sanno che Putin non rimane al Cremlino. Semmai l’episodio è a favore della Russia, che cerca così di ottenere sostegno contro l’Ucraina».

Ore 09:46 – La Cina invita alla calma dopo i droni sul Cremlino

La Cina invita alla calma e alla moderazione dopo gli attacchi compiuti da droni contro il Cremlino, secondo quanto denunciato dalla Russia. La portavoce del ministero degli Esteri Mao Ning ha affermato nel briefing quotidiano che la posizione di Pechino «sulla crisi ucraina è coerente e chiara: tutte le parti dovrebbero evitare di intraprendere qualsiasi azione che possa aggravare ulteriormente la situazione».

Ore 09:07 – Mosca: «Attaccata con un drone una raffineria a Rostov»

Un drone ha provocato un’esplosione questa mattina che ha fatto divampare le fiamme nella raffineria di petrolio di Novoshakhtinsk, nella regione di Rostov. Lo rende noto la Tass citando il governatore della regione Vasily Golubev secondo il quale l’incendio è stato spento e la raffineria ha ripreso a funzionare. In precedenza l’agenzia di stampa statale russa aveva riferito dell’attacco con un drone durante la notte alla raffineria di Ilsky, nella regione russa di Krasnodar, nel Sud del Paese.

Ore 09:04 – Dopo i droni su Mosca, quelli su Kiev: l’attacco più intenso del 2023 sulla capitale

(di Marta Serafini, inviata a Kiev) Dopo i droni su Mosca, quelli su Kiev. «La scorsa notte la nostra capitale ha subito l’attacco russo più intenso del 2023». Con queste parole il capo dell’amministrazione militare della capitale ucraina Sergiy Popko ha dato conto dei raid russi che questa notte hanno fatto seguito al volo di droni sul Cremlino. È la terza volta che Mosca colpisce Kiev dall’inizio di maggio, dopo un periodo di relativa tranquillità e dopo che per tutto l’inverno sono state prese di mira le infrastrutture energetiche.

Lo Stato maggiore, nel report della mattina, ha reso noto che l’esercito russo ha lanciato nelle ultime 24 ore contro l’Ucraina 68 attacchi aerei, con droni e missili: ci sono civili feriti, edifici residenziali e infrastrutture distrutti e danneggiati. Ma l’attacco non sembra avere certo la stessa intensità di quello di ottobre che fece seguito al sabotaggio del ponte di Kerch in Crimea e che provocò decine di morti in tutto il Paese. Presto però per dire se la situazione nella capitale e nelle altre città tornerà stabile. Nelle scorse ore l’ambasciata statunitense ha avvertito i suoi connazionali del rischio di nuovi attacchi in particolare sulla capitale, una probabilità che anche secondo l’esercito ucraino, rimane alta.

Ore 08:57 – Zelensky alla Corte penale internazionale dell’Aia

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è arrivato nei Paesi Bassi dove tra l’altro incontrerà i vertici della Corte penale internazionale, che a marzo hanno emesso un mandato d’arresto per il presidente russo Vladimir Putin e la commissaria Maria Alekseyevna Lvova-Belova con l’accusa di crimini di guerra e deportazione illegale di bambini ucraini. «Siamo all’Aia. Incontreremo i vertici della Corte penale internazionale», ha dichiarato all’Afp il portavoce Sergiy Nykyforov.

Ore 08:29 – Kiev: «Sui droni a Odessa scritte “per Mosca e il Cremlino”»

«Per Mosca» e «Per il Cremlino»: sono le scritte che si leggono sulla coda di due droni lanciati dall’esercito russo questa notte su Odessa, secondo alcune fotografie pubblicate su Facebook dal Comando operativo sud delle forze armate ucraine. «A Odessa di notte il nemico ha attaccato con 15 Shahed-131/136. Dodici sono stati distrutti dalla difesa aerea» e «tre hanno colpito i dormitori di un istituto scolastico di Odessa» ma «nessuno si è fatto male», ha scritto il comando.

Ore 08:26 – Sale a 23 il bilancio dei civili uccisi ieri a Kherson

È salito a 23 il bilancio dei civili rimasti uccisi ieri per i bombardamenti russi nella regione di Kherson, nel Sud dell’Ucraina. I feriti sono 46, di cui due bambini, come riferisce Ukrinform citando il capo dell’amministrazione militare regionale Oleksandr Prokudin. «Nell’ultima giornata il nemico ha lanciato 98 attacchi, sparando 539 proiettili di artiglieria pesante, Grad Mlrs, da carri armati, droni e aerei — ha riferito Prokudin —. La città di Kherson è stata colpita con particolare brutalità. Ottantadue proiettili hanno colpito la piazza Pryvokzalna, il territorio e i locali della stazione ferroviaria, una stazione di servizio, due stabilimenti commerciali, una fabbrica, un’azienda automobilistica, un passaggio a livello».

desc img

(Epa)

Ore 08:01 – Nella notte a Kiev l’attacco russo più intenso del 2023

«La scorsa notte Kiev ha subito l’attacco russo più intenso del 2023», ha scritto su Telegram il capo dell’amministrazione militare della capitale ucraina Sergiy Popko. Lo Stato maggiore, nel report della mattina pubblicato su Facebook, ha reso noto che l’esercito russo ha lanciato nelle ultime 24 ore contro l’Ucraina 68 attacchi aerei, 67 attacchi con lanciarazzi multipli, due missili: ci sono civili feriti, edifici residenziali e infrastrutture distrutti e danneggiati. Prese di mira le regioni settentrionali, centrali e meridionali dell’Ucraina, Secondo l’esercito ucraino, la probabilità di nuovi attacchi rimane alta.

Ore 07:51 – Droni sul Cremlino: colpo di Kiev o progetto folle dei servizi russi

(di Andrea Marinelli e Guido Olimpio) I lampi nella notte di Mosca sono stretti tra due verità. La prima chiama in causa gli ucraini, la seconda rovescia la responsabilità sui russi. Sulla mappa c’è un sentiero, descritto dalle mosse di Kiev. Da mesi ha provato ad allungare il raggio dei suoi droni con due target prioritari: la capitale nemica e Sebastopoli, in Crimea. Molti i tentativi, ogni volta aggiungendo qualche chilometro o potenza come documentano i rottami lasciati dai mezzi impiegati, caduti in passato anche a 40 chilometri da Mosca.

Pericoli temuti dagli stessi invasori, tanto che in città sono state aumentate le batterie anti-aeree con la creazione di postazioni. Gli ucraini hanno sperimentato nuovi velivoli costruiti in casa, hanno modificato modelli civili dotandoli di cariche esplosive, hanno pubblicizzato ordigni capaci di centrare un bersaglio a 700 chilometri di distanza.

Leggi qui l’articolo.

Ore 07:49 – Attentato a Putin, uno sfregio all’immagine dello zar intoccabile

(di Marco Imarisio) Come nel 1942. Quando caddero per l’ultima volta le bombe su Mosca, il nemico era alle porte e il piccolo padre Stalin era chiuso in un bunker. Da ieri pomeriggio i media di Stato ripetono questo mantra all’unisono. Non lo fanno per disfattismo, ma per risvegliare paure ancestrali nel loro vasto pubblico, quello della Russia più profonda. Nelle ultime settimane molti conduttori e ospiti dei più importanti talk show di propaganda avevano evocato lo spauracchio di un attacco su Mosca. Lo aveva fatto Vladimir Solovyov, che il 27 aprile aveva detto di essere «preoccupatissimo» per l’incolumità personale del suo grande amico Vladimir Putin.

Leggi qui l’articolo.

Ore 07:28 – Kiev: «Nella notte distrutti 18 droni russi su 24»

La Russia ha lanciato nella notte 24 droni kamikaze sull’Ucraina, di cui 18 sono stati distrutti: lo ha reso noto su Telegram l’Aeronautica delle Forze Armate di Kiev, come riporta Rbc-Ucraina. Gli attacchi, ha precisato l’Aeronautica, sono stati effettuati dalle direzioni settentrionale e meridionale e sono stati lanciati dalla regione di Bryansk e dalla costa orientale del Mar d’Azov.

Ore 05:48 – Mosca: risponderemo all’attacco al Cremlino quando lo riterremo necessario

Mosca risponderà all’attacco al Cremlino quando lo riterrà necessario: così l’Ambasciatore russo all’Onu, Anatoly Antonov, riporta la Tass. «Cosa farebbero gli americani se un drone colpisse la Casa Bianca, il Campidoglio o il Pentagono?. La risposta è ovvia per chiunque: la punizione sarebbe dura e inevitabile. La Russia risponderà a questo atto di terrorismo sconsiderato e arrogante. Risponderà quando lo riterrà necessario. Risponderà in base alle valutazioni della minaccia che Kiev ha creato per la leadership del nostro Paese», ha affermato, definendo i commenti dei funzionari di Washington «sorprendentemente cinici e assurdi».

Ore 05:39 – Cnn: funzionari di Kiev hanno chiamato la Casa Bianca per «negare il coinvolgimento nell’attacco al Cremlino»

Funzionari del governo dell’Ucraina hanno contattato privatamente la Casa Bianca per «negare il coinvolgimento diretto» di Kiev nell’attacco tramite velivoli senza pilota sferrato ieri contro il Cremlino, denunciato dalla Russia come un tentativo di assassinio ai danni del presidente Vladimir Putin. Lo scrive l’emittente televisiva «Cnn», che cita fonti anonime della Casa Bianca. Il viceportavoce del dipartimento di Stato Usa, Verdant Patel, ha dichiarato che Washington ha sempre dissuaso l’Ucraina dal condurre attacchi all’interno del territorio russo, ma ha aggiunto che gli Stati Uniti continueranno in ogni caso a «sostenere i nostri partner ucraini per tutto il tempo necessario». Il senatore Mark Warner, presidente della commissione Intelligence del Senato federale Usa, ha dichiarato che al momento non esiste «alcuna indicazione» che l’attacco contro il Cremlino sia stato orchestrato dall’Ucraina, pur precisando che tale ipotesi non e’ stata scartata dall’intelligence statunitense.

 

Ore 05:37 – Kiev: nessuna vittima negli attacchi russi della notte sulla Capitale

Gli attacchi russi di questa notte contro Kiev non hanno provocato vittime o danni: lo ha reso noto su Telegram l’amministrazione della capitale ucraina, sottolineando che tutti i missili e i droni nemici sono stati distrutti. Lo riporta il Guardian. «Un altro attacco aereo a Kiev. Per la capitale è già il terzo di quattro giorni a maggio! La nostra città non ha sentito una tale intensità di attacchi dall’inizio di quest’anno! – si legge nel messaggio -. Questa notte, l’aggressore ha nuovamente effettuato un complesso attacco aereo sulla capitale (nella capitale, l’allarme è durato più di 3 ore e mezza). I russi hanno attaccato Kiev con l’uso di munizioni di sbarramento e missili di tipo Shahed e missili, probabilmente di tipo balistico (il tipo definitivo di missili utilizzati sarà determinato solo dopo l’esame dei resti). Secondo le informazioni preliminari, nello spazio aereo di Kiev le nostre forze di difesa aerea hanno distrutto tutti i missili e i droni nemici! I dati sono in corso di verifica. Secondo i rapporti operativi, non ci sono state vittime tra la popolazione civile e non sono state distrutte strutture residenziali o infrastrutture».

Ore 05:19 – Usa: aumenta la minaccia di attacchi russi a Kiev

Gli Stati Uniti hanno messo in guardia i cittadini americani in Ucraina contro un aumento della minaccia di attacchi missilistici russi a Kiev: lo riporta sul suo sito l’Ambasciata statunitense a Kiev. «Alla luce della recente recrudescenza degli attacchi in Ucraina e della retorica incendiaria di Mosca, il Dipartimento di Stato avverte i cittadini statunitensi dell’aumento della minaccia di attacchi missilistici, anche a Kiev e nell’Oblast di Kiev», si legge nel messaggio. «L’Ambasciata degli Stati Uniti esorta i cittadini statunitensi a osservare gli allarmi aerei, a ripararsi in modo appropriato, a seguire le indicazioni delle autorità locali e a consultare le informazioni aggiuntive sulla sicurezza fornite da un precedente documento di sicurezza», prosegue la nota consigliando tra l’altro di lasciare il Paese «quando è sicuro farlo».

Ore 05:05 – Spento l’incendio nella raffineria russa sul Mar Nero

L’incendio scoppiato nel serbatoio di prodotti petroliferi della raffineria di petrolio di Ilsky, nella regione di Krasnodar, è stato spento: lo ha reso noto il Dipartimento regionale del ministero delle Emergenze russo. Lo riporta la Tass. «L’incendio è stato spento alle 5:17 del mattino (le 4:17 in Italia)», ha precisato il Dipartimento

Ore 03:37 – Zelensky, visita a sorpresa nei Paesi Bassi

Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy è arrivato nei Paesi Bassi per una visita senza preavviso. Lo ha riferito l’agenzia di stampa olandese Anp. Il leader ucraino terrà un discorso all’Aia intitolato «Non c’è pace senza giustizia». Nella città olandese Zelensky dovrebbe visitare, tra l’altro, la sede della Corte penale internazionale, che a marzo ha emesso un mandato di cattura per il presidente russo Vladimir Putin. Ieri mattina Zelenskyy era a Helsinki, in Finlandia, per un summit di Paesi del Nord Europa.

Ore 03:31 – Raffineria russa in fiamme dopo l’attacco di un drone

La raffineria Ilsky, nel porto di Novorossiysk, cittadina nella regione russa di Krasnodar, nel sud del Paese, è stata attaccata da un drone nella notte ed il suo serbatoio ha preso fuoco: lo ha reso noto un portavoce dei servizi di emergenza locali, come riporta l’agenzia di stampa russa Tass. «A seguito di un attacco di un drone non identificato, è scoppiato un incendio nel serbatoio della raffineria di petrolio di Ilsky, nell’insediamento di Ilsky», ha dichiarato il portavoce.

Ore 03:31 – Tv ucraina: esplosioni a Odessa

Esplosioni sono state udite a Odessa, nell’Ucraina sud-occidentale: lo riporta su Telegram la tv pubblica ucraina Suspilne. Un’allerta aerea è stata dichiarata nella città e nell’omonima regione.

Ore 02:08 – Kiev: «Attacco aereo russo sulla Capitale, ma la difesa funziona»

Le forze russe hanno lanciato un attacco aereo su Kiev: lo ha reso noto l’Amministrazione militare della capitale ucraina sottolineando che la contraerea è stata attivata. «La difesa aerea funziona! Restate calmi! Rimanete nei rifugi fino alla fine del raid aereo!»: scrive l’Amministrazione su Telegram

Ore 01:57 – Un’esplosione anche a Zaporizhzhia

Un’esplosione è stata udita a Zaporizhzhia: lo riporta su Telegram la tv pubblica ucraina Suspilne aggiungendo che nella regione è stato dichiarato un allarme aereo.

Ore 01:53 – Esplosioni a Kiev, la testimonianza dei giornalisti

Tre esplosioni sono state udite a Kiev: lo riportano i giornalisti di Rbc-Ucraina sul posto. Poco prima era scattato l’allarme aereo nella Capitale e nelle regioni di Chernihiv, Sumy, Poltava, Kharkiv, Zaporizhzhia, Dnipropetrovsk e in alcune aree della regione di Kirovograd.

Sorgente: Nella notte a Kiev l’attacco più intenso dell’anno. Bombe su Odessa e Zaporizhzhia