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Il governo israeliano si dimostra sempre più ostaggio delle pretese anti-palestinesi avanzate dai partiti più estremisti che compongono (e tengono in piedi) la maggioranza. Così, a nemmeno una settimana dalle minacce di boicottaggio di ogni iniziativa legislativa da parte del partito Otzma Yehudit, guidato dal ministro per la Sicurezza Nazionale Itamar Ben-Gvir, che denunciava una risposta “debole” dell’esecutivo ai razzi lanciati da Gaza, nella notte raid israeliani hanno colpito la Striscia uccidendo almeno 13 persone, tra cui quattro bambini e quattro donne, e ferendone altre 20.

Secondo le autorità israeliane, l’azione aveva come obiettivo quello di colpire i leader della Jihad Islamica, uno dei principali gruppi attivi nella piccola enclave palestinese. Tre di questi appartenenti alle Brigate al-Quds, il braccio armato della Jihad, sono stati uccisi: secondo l’organizzazione islamista si tratta di Jihad Ghannam, segretario del Consiglio militare delle Brigate Al-Quds, Khalil Al-Bahtini, membro dello stesso consiglio e comandante delle Brigate per il Nord della Striscia di Gaza, e Tareq Ezzedine, “uno dei capi dell’azione militare” del movimento nella Cisgiordania occupata, che ha coordinato dalla Striscia. Ma con loro hanno perso la vita anche dei civili, tra cui quattro bambini e quattro donne, oltre a un cittadino russo, nonostante l’esercito israeliano parli di operazioni mirate. Inoltre, testimoni locali parlano di un edificio in fiamme, con ambulanze che si sono impegnate ad evacuare le vittime.

Sorgente: Israele bombarda Gaza: “Uccisi tre leader della Jihad Islamica”. Ma le vittime sono almeno 13: anche 4 donne e 4 bambini – Il Fatto Quotidiano