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di Valentina Iorio

Mentre i Paesi europei continuano a dividersi sul nucleare, domenica 16 aprile, sull’isola di Olkiluoto, in Finlandia, è entrato in funzione il reattore nucleare più potente d’Europa, dopo una fase di test durata più di un anno. Olkiluoto 3 ha una capacità di 1.600 megawatt ed è il primo reattore costruito in Ue negli ultimi 15 anni. L’obbiettivo del governo di Helsinki è ridurre le importazioni di energia dai Paesi vicini, in particolare Svezia e Norvegia. Secondo gli esperti, il costo finale del progetto ammonta a circa 11 miliardi di euro, tre volte più di quanto stimato all’inizio. La Finlandia dispone attualmente di cinque reattori nucleari in due centrali situate sulle rive del Mar Baltico, che complessivamente coprono più del 40% della domanda di elettricità del Paese.

 

Un progetto durato 18 anni

La costruzione di Olkiluoto 3 è iniziata nel 2005 e doveva essere completata quattro anni dopo. Ma a causa di una serie di intoppi e ritardi ci sono voluti 18 anni prima che entrasse in funzione . L’operatore Teollisuuden Voima Oyj (TVO), di proprietà della società di servizi finlandese Fortum e di un consorzio di aziende energetiche e industriali, ha dichiarato che il reattore dovrebbe soddisfare circa il 14% della domanda di elettricità della Finlandia. Ha una vita operativa stimata sui 60 anni e può sfruttare ossidi di uranio arricchito oppure ossidi di uranio e plutonio. Ol3 è un reattore ad acqua pressurizzata (European Pressurized Reactor o Evolutionary Power Reactor). In questo tipo di impianto l’acqua liquida in pressione viene usata per il raffreddamento del nocciolo e per rallentare i neutroni. «La produzione di Olkiluoto 3 stabilizza il prezzo dell’elettricità e svolge un ruolo importante nella transizione verde finlandese», ha dichiarato l’amministratore delegato di TVO Jarmo Tanhua.

 

 

 

In Ue ci si continua a dividere

Nell’Ue le posizioni degli Stati membri continuano a essere distanti tra loro quando si parla di nucleare. Il governo francese, secondo il quotidiano Le Figaro, vorrebbe costruire un nuovo parco nucleare di almeno sei e probabilmente 14 reattori nucleari Epr2, dal costo totale previsto di 60 miliardi di euro, con centinaia di migliaia di professionisti e 4 mila imprese coinvolte. La Germania invece il 16 aprile ha chiuso le ultime tre centrali nucleari del Paese. Lo spegnimento delle centrali Isar 2 (sud-est), Neckarwestheim (sud-ovest) ed Emsland (nord-ovest) rappresenta il compimento di un percorso avviato dopo il disastro di Fukushima in Giappone, nel 2011. Evento che aveva convinto l’allora cancelliera Angela Merkel a chiudere con la stagione dell’atomo. L’uscita definitiva era stata prevista per la fine del dicembre 2022, ma a causa della crisi energetica provocata dalla guerra della Russia in Ucraina il governo di Olaf Scholz aveva deciso di rinviare lo stop di quattro mesi. Per quel che riguarda l’Italia il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin ha detto di essere favorevole al nucleare. «Credo che al 2050 questa neutralità carbonica si può raggiungere in gran parte con le energie rinnovabili, idroelettrico, fotovoltaico, eolico, geotermico, ma senza il nucleare – è la convinzione anche di tutto il tavolo del G7 ma altrettanto del G20 – non si riesca a raggiungerla». Pichetto Fratin ha precisato che «non parliamo più del nucleare con le centrali di vecchia generazione. Ormai la ricerca e la sperimentazione stanno andando verso centrali a fissione di quarta generazione, senza attendere la fusione che arriverà fra 50-70 anni».

Sorgente: Nucleare, in Finlandia è entrato in funzione il più grande reattore d’Europa

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