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L’associazione: la “gravidanza solidale” va resa possibile in Italia. Ma con accorgimenti chiari. Majorino lascia spiragli. Il modello solidaristico piace anche alla dem Cirinnà

ROMA – La “gravidanza solidale e altruistica” va resa possibile in Italia, come nel Regno Unito, in Canada e in Grecia. Con accorgimenti chiari: la donna che “in modo autonomo e volontario decide di ospitare nel proprio utero un embrione sviluppato attraverso le tecniche di fecondazione in vitro”  deve avere almeno 42 anni, essere già mamma e avere un reddito che la renda indipendente, quindi non trovarsi in stato di bisogno.

Potrà stipulare un accordo con la coppia che non può avere un figlio, etero o omosessuale, e riceverà il rimborso delle spese sostenute per la gravidanza e una polizza assicurativa valida fino a 3 mesi dopo il parto.  Tutto questo dopo un percorso medico e psicologico che porti infine al “patto di gestazione per altri”.

Mentre la destra avvia in commissione Giustizia a Montecitorio l’offensiva contro l’utero in affitto (già vietato in Italia), puntando a renderlo reato universale, parte la controffensiva. Per ora porta la firma dell’Associazione “Luca Coscioni” e ad elaborare la proposta sono giuristi e costituzionalisti, capitanati da Filomena Gallo, l’avvocata e segretaria dell’Associazione, e da Marco Cappato. Le consulenze sono venute anche da sociologi, ginecologi, da Marilena Grassedonia già presidente delle  Famiglie Arcobaleno, da Sandro Gallittu e Gigliola Toniollo per Cgil-Nuovi diritti, dall’associazione radicale Certi diritti. Però spetta adesso alle forze politiche dare gambe in Parlamento alla legge sulla maternità surrogata altruistica. Non solo bloccando la crociata della destra sul reato universale di utero in affitto (che significherebbe che un cittadino italiano che ricorre all’estero, in un Paese dove è legale, alla gpa, tornato in Italia può essere arrestato), ma spostando le norme più in là. Il cantiere parlamentare è aperto.

Il Movimento 5Stelle con Alessandra Majorino lascia spiragli: “Stiamo lavorando a 360 gradi su matrimonio egualitario, riconoscimento dei figli delle coppie omogenitoriali e anche su un testo per la maternità surrogata solidaristica che potrebbe riprendere la proposta Coscioni”. Segnala che sono i casi di infertilità a richiedere una risposta, che non avrebbe niente a che vedere con il mercato dei figli, essendo appunto solidaristica.

Nel Pd le proposte allo studio sui diritti Lgbtq+ riguardano matrimonio egualitario e stepchild adoption, l’adozione del figlio del partner. Sulla maternità surrogata prevale la contrarietà, anche se il modello solidaristico piace a Monica Cirinnà. L’ex senatrice dem ed ex responsabile diritti civili del partito osserva: “Qualcuno si incarichi di prendere gli esempi migliori di Regno Unito e Canada dove è prevista la gestazione altruistica, e avvii questa battaglia anche in Italia”. Alle femministe contrarie risponde: “Se l’utero è mio e lo gestisco io per l’interruzione di gravidanza, devo poterlo fare anche per mettere al mondo un bambino”.

Nella proposta dell’Associazione Coscioni divieti e possibilità sono disegnati in sette articoli. Filomena Gallo denuncia: “La destra nella sua offensiva ha voluto esprimere la contrarietà a modelli di famiglie omogenitoriali discriminando e violando i diritti umani fondamentali. La maternità surrogata come reato universale è semplicemente una cosa illegittima”

Sorgente: Maternità surrogata altruistica, la confroffensiva dell’associazione Coscioni. L’apertura del M5S: “Valutiamo la proposta” – la Repubblica