28 February 2024
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fotografia: poster con il volto di Shireen Abu Akleh agitati da dimostranti palestinesi e libanesi davanti al quartier generale delle Nazioni Unite a Beirut

L’emittente: “Raccolte nuove prove”. Il premier ad interim Lapid: “Nessuno interrogherà i nostri soldati”

di Rossella Tercatin

GERUSALEMME – A sei mesi dalla morte della giornalista Shireen Abu Akleh non si placano le diatribe riguardo alle circostanze del suo decesso: l’emittente televisiva Al Jazeera per cui la reporter lavorava ha deciso di portare Israele davanti alla Corte Internazionale dell’Aja. “La denuncia arriva sei mesi dopo la brutale uccisione di Shireen Abu Akleh, durante i quali il team legale di Al Jazeera ha condotto un’indagine completa e dettagliata sul caso e ha portato alla luce nuove prove basate su diversi resoconti di testimoni oculari, l’esame di più elementi di riprese video e prove forensi”, si legge nel comunicato dell’emittente qatariota.

 

 

Chi era Shireen Abu Akleh

Corrispondente dalla Cisgiordania per oltre vent’anni, con i suoi reportage la giornalista era diventata un simbolo per i telespettatori palestinesi. A ucciderla, un proiettile che l’ha colpita alla testa mentre si trovava a Jenin per coprire un’operazione militare israeliana cui era seguito uno scontro a fuoco tra truppe dell’Idf e miliziani palestinesi, nonostante indossasse un elmetto e un giubbotto antiproiettile con la scritta “Press”.

 

Sin dall’inizio testimoni e Autorità nazionale palestinese (Anp) hanno accusato gli israeliani non solo di aver colpito Abu Akleh ma anche di averla presa di mira di proposito. Dal canto suo, Gerusalemme ha in un primo momento ipotizzato che a uccidere la giornalista fosse stato un miliziano. Nel corso delle settimane e in seguito alle indagini condotte dall’esercito, ha progressivamente cambiato la propria posizione, arrivando a riconoscere che a colpirla sia stato molto probabilmente uno dei soldati, ma continuando a respingere con forza le accuse che Abu Akleh possa stata presa di mira intenzionalmente. 

Cosa dicono le indagini internazionali

Diverse indagini condotte da testate giornalistiche tra cui il New York Times ma anche dall’Onu hanno suggerito che a sparare sia stato molto probabilmente un soldato israeliano, senza però trovare motivo di ritenerlo un atto intenzionale, la stessa posizione adottata anche dal Dipartimento di Stato americano, dopo aver esaminato i risultati delle inchieste israeliane e palestinesi.

 

 

Le nuove immagini di Al Jazeera

Nei giorni scorsi però Al Jazeera ha messo in onda un documentario sull’accaduto intervistando i testimoni oculari – che hanno dichiarato di non essere stati ascoltati dalle autorità israeliane – e proponendo nuove immagini riprese nel giorno della morte della giornalista. Materiale che secondo l’emittente proverebbe in modo inconfutabile che quando Abu Akleh è stata colpita non era in corso uno scontro a fuoco tra esercito e miliziani e che non c’erano uomini armati nelle immediate vicinanze.

“Le nuove prove dei testimoni e le riprese video mostrano chiaramente che Shireen e i suoi colleghi sono stati attaccati direttamente dalle forze di occupazione israeliane”, si legge ancora nel comunicato dell’emittente. “L’affermazione delle autorità israeliane secondo cui Shireen sarebbe stata uccisa per errore in uno scontro a fuoco è del tutto infondata”.

La replica di Israele

Israele ancora una volta respinge le accuse. “Ho espresso le mie condoglianze per la scomparsa di Shireen Abu Akleh. Allo stesso tempo, dobbiamo ricordare che si trattava di uno scenario di combattimento,” le parole del Ministro della Difesa del governo uscente Benny Gantz. “Suggerisco che funzionari [internazionali] e rappresentanti di Al Jazeera indaghino su ciò che sta accadendo ai giornalisti in Iran e nelle zone in cui lavora Al Jazeera. Non ci sono altri eserciti che operano secondo gli standard morali dell’Idf.”

Nelle scorse settimane, Gantz aveva anche duramente criticato l’Fbi per aver annunciato l’apertura di un’inchiesta sulla morte della giornalista, sottolineando che Israele non avrebbe collaborato. La Corte dell’Aja ha stabilito di avere giurisdizione a indagare su presunti crimini in Cisgiordania e Gaza nel 2021. Israele – che non è membro dello Statuto di Roma – non riconosce questa decisione, come sottolineato anche dal Primo Ministro uscente Yair Lapid. “Nessuno interrogherà i soldati dell’Idf e non prendiamo lezioni di etica militare da nessuno e tantomeno da Al Jazeera”.

Sorgente: Al Jazeera denuncia Israele all’Aja per la morte della giornalista Shireen Abu Akleh: “Non fu uccisa per sbaglio” – la Repubblica

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