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Le notizie di sabato 8 ottobre, in diretta. L’esercito russo rivendica successi nell’Ucraina orientale dopo una serie di battute d’arresto su diversi fronti. Ma Kiev sembra mantenere i suoi territori ed esorta le forze di invasione ad arrendersi

di Lorenzo Cremonesi e Marta Serafini

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Esplosione sul ponte di Kerch (Twitter)

• La guerra in Ucraina è arrivata al 227esimo giorno.
• Dopo le parole di Biden sull’«Armageddon atomico», la Casa Bianca precisa: nessuna minaccia nucleare imminente.
• Zelensky sulla centrale di Zaporizhzhia controllata dai russi: «Siamo sull’orlo del disastro nucleare».
• Nuovi aiuti a Kiev. Metsola: «Ha bisogno di armi pesanti, dobbiamo fornirle».
• L’esercito di Kiev avanza nella zona di Kherson. Qui il video reportage dalla linea del fronte.
• I russi colpiscono le infrastrutture in Ucraina con i droni-kamikaze iraniani.

Ore 09:27 – Ponte di Kerch: erano mesi che a Kiev si pensava di bombardarlo

(Lorenzo Cremonesi, inviato a Kherson ) Il ponte di Kersh rappresenta una via di collegamento vitale tra la Russia e la penisola di Crimea. La presenza di un acquedotto ne aumenta l’importanza, specie adesso che gli ucraini stanno progressivamente riprendendo le aree a nord della penisola conquistata a marzo dai russi e dove scorre il canale che originariamente convogliava l’acqua del Dnepr in Crimea.

Erano mesi che a Kiev si pensava di bombardarlo. Il tema però è tabù: Putin potrebbe considerarlo come il casus belli che legittima il ricorso ad «ogni mezzo» (compreso il nucleare) per difendere la madrepatria in pericolo. Per ora da Mosca si parla di «incidente» e, come già nel recente passato, la formula potrebbe servire ad entrambi per evitare l’escalation della crisi. Certo è che l’incendio di Kersh ripropone il tema Crimea al centro della guerra.

Ore 09:16 – Kiev, ponte Crimea è solo l’inizio

«Crimea, il ponte, l’inizio. Tutto ciò che è illegale deve essere distrutto, tutto ciò che è stato rubato deve tornare all’Ucraina». Lo ha scritto su twitter Mikhaylo Podolyak, consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensy, postando una foto del ponte della Crimea incendiato.

Ore 08:28 – Mosca: incendio ponte Kerch provocato da esplosione camion

Esplosione sul ponte di Kerch che collega Russia e Crimea. A provocarla sarebbe stato un camion fatto saltare in aria. L’esplosione ha provocato l’incendio di alcuni serbatoi di carburante di un treno ferroviario. Secondo quanto riporta la stampa russa per il capo del parlamento locale Vladimir Konstantinov l’incendio è stato provocato da «vandali ucraini».

Ore 08:27 – Capo Crimea accusa: ponte danneggiato da vandali Kiev

Il capo del parlamento locale Vladimir Konstantinov ha detto che l’incendio che ha danneggiato il ponte di Crimea è stato provocato da «vandali ucraini». Lo riporta Ria Novosti. «Ora hanno qualcosa di cui essere orgogliosi – ha scritto – per 23 anni della loro gestione non sono riusciti a costruire nulla degno di attenzione in Crimea, ma sono riusciti a danneggiare la tela del ponte russo. Questa è l’intera essenza del regime di Kiev e dello stato ucraino. Morte e distruzione sono l’unica cosa che sanno fare».

Ore 08:03 – Che cosa è successo sul ponte di Kerch, in Crimea

Il ponte di Kerch che collega la Russia alla Crimea è stato colpito da una massiccia esplosione sulla corsia del traffico ferroviario. Alcune immagini dal ponte mostrano un grande incendio in almeno due carrozze di un treno sul ponte e una vasta colonna di fumo nero.

L’esplosione è avvenuta intorno alle 6 del mattino di oggi mentre un treno stava attraversando il ponte, anche se non è immediatamente chiaro cosa l’avesse causata. Secondo alcune fonti di stampa russe l’incendio sarebbe partito da un serbatoio di carburante. Alcune immagini sembrano mostrare un secondo incendio a una certa distanza da quello principale e il crollo di una parte del ponte stradale che corre parallela ai binari del treno.

Ore 08:01 – Il video dopo l’esplosione sul ponte di Kerch, tra Russia e Crimea

 

Ore 07:50 – Kiev, black out centrale Zaporizhzhia, in funzione generatori

La centrale nucleare di Zaporizhzhia è scollegata dalla rete di alimentazione elettrica in seguito a un bombardamento russo: la denuncia è della società ucraina per l’energia atomica, Energoatom. «A causa di un nuovo bombardamento da parte delle truppe russe, l’ultima linea di comunicazione con il sistema di alimentazione a 750 kV della centrale nucleare di Dniprovska è stata danneggiata e disconnessa.

Di conseguenza, la centrale nucleare di Zaporizhzhya è completamente scollegata. I generatori diesel si sono accesi automaticamente ma le riserve di carburante diesel disponibili per il lavoro in questa modalità saranno sufficienti per 10 giorni», si legge nel messaggio postato su Telegram e riferito dall’agenzia ucraina Unian.

Ore 07:48 – Escalation nucleare: gli Usa hanno nuovi indizi? E in che modo possono reagire? Domande e Risposte

(Giuseppe Sarcina) — Non è la prima volta che un’uscita di Joe Biden spiazzi l’opinione pubblica e, soprattutto, i consiglieri e i ministri dell’Amministrazione. «Putin non bluffa, non siamo mai stati così vicini alla catastrofe nucleare dai tempi della crisi dei missili a Cuba», ha detto giovedì sera, in un evento per la raccolta di fondi a New York. Parole che, naturalmente, seminano dubbi e inquietudini.

1) Gli americani dispongono di nuove informazioni sulle mosse di Putin?
Alla vigilia della guerra Biden aveva avvertito l’Occidente, facendo costante riferimento alle informazioni dei servizi segreti americani, oppure alle immagini satellitari. Il suo allarme, però, fu accolto dallo scetticismo generale. I fatti, poi, gli diedero ragione: i carri armati putiniani invasero l’Ucraina, puntando su Kiev. Giovedì, sera, però, Biden non ha mai citato l’intelligence Usa. Non ha richiamato alcun indizio che possa far pensare a preparativi in corso da parte dei russi. Il presidente Usa, invece, ha messo in campo la sua esperienza: «Conosco Putin, so che sta facendo sul serio». La Casa Bianca ha poi precisato che la linea non cambia: il governo non ha «nuove informazioni» sulla strategia atomica del Cremlino. Nello stesso tempo, però, i portavoce confermano che il rischio di un’escalation nucleare è più alto.

Qui, l’articolo completo

Ore 06:14 – A fuoco serbatoio carburante, rogo su ponte Crimea

Un serbatoio di stoccaggio del carburante ha preso fuoco sul ponte di Crimea. È quanto riporta la Tass, precisando che «gli archi navigabili del viadotto non hanno subito danni». «È troppo presto per parlare di cause e conseguenze. Sono in corso i lavori per estinguere l’incendio», ha scritto su Telegram Oleg Kryuchkov, consigliere del Governo russo in Crimea.

La circolazione dei veicoli attraverso il ponte Kerch, che collega la Russia alla Crimea, è stata sospesa a causa dell’incendio. Il personale del ministero russo per le emergenze e il servizio stradale stanno lavorando sul posto per contenere le fiamme. Inaugurato nel 2018, il ponte è lungo 19 chilometri ed è il più lungo d’Europa.

 

Ore 01:18 – La Russia rivendica successi a Est

Le forze russe rivendicano successi nell’Ucraina orientale dopo una serie di battute d’arresto su diversi fronti, ma Kiev sembra mantenere i suoi territori ed esorta i soldati russi ad arrendersi. Il ministro della Difesa ucraino Oleksii Reznikov, si è rivolto ai militari di Mosca: «Potete ancora salvare la Russia dalla tragedia e l’esercito russo dall’umiliazione», oppure «essere ricordati come ladri, stupratori e assassini», ha detto, dopo che diverse sconfitte al fronte hanno spinto il presidente Vladimir Putin a mobilitare centinaia di migliaia di riservisti. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato invece che l’esercito ha riconquistato circa 2.500 chilometri quadrati di territorio controllato dai russi nella sua ultima controffensiva lanciata a fine settembre. Mosca, da parte sua, ha annunciato di aver conquistato tre località dell’Ucraina orientale. I separatisti filorussi che combattono a fianco delle forze di Mosca in Ucraina hanno affermato di aver conquistato le città di Otradivka, Vesela Dolina e Zaitseve. Il ministero della Difesa russo aveva già annunciato la cattura di Zaitseve il giorno prima nel suo rapporto quotidiano. I tre comuni si trovano a sud della città di Bakhmut, controllata dalle forze ucraine nella regione di Donetsk e che l’esercito russo sta cercando di conquistare da mesi senza successo.

A Bakhmut, venerdì, colpi di artiglieria pesante e lanciarazzi multipli nel centro della città, che prima della guerra contava circa 70.000 abitanti. Un volontario civile del gruppo umanitario Vostok SOS, Eduard Skorik, 29 anni, ha dichiarato che vicino a casa sua ci sono stati «combattimenti in strada». A sud della città, in direzione dei villaggi catturati dai russi, si vedeva il fumo nero causato dalle granate. Anche le forze ucraine hanno riportato vittorie territoriali venerdì, tra cui il villaggio di Grekivka nella regione orientale di Lugansk, secondo il governatore Sergey Gaidai. Nella regione occupata di Kherson, nel sud, almeno cinque civili sono stati uccisi e altri cinque sono stati feriti dai bombardamenti ucraini che hanno colpito un autobus con civili a bordo mentre attraversava un ponte, ha dichiarato il funzionario filorusso Kirill Stremousov. Le forze ucraine hanno attaccato più volte i ponti della regione per impedire i rifornimenti logistici alle forze russe. La presidenza ucraina ha riferito che una persona è stata ferita dai bombardamenti russi nella regione meridionale di Zaporizhzhia, dove il giorno prima erano state uccise undici persone.

Il capo dei separatisti filorussi nella regione di Donetsk (est), Denis Pushilin, ha dichiarato che nei pressi di Liman, un importante snodo ferroviario, si è registrata la situazione «più difficile». Ha detto che l’esercito russo stava consolidando una nuova linea di difesa. «Penso che abbiamo la possibilità di iniziare a liberare territori», ha aggiunto, annunciando l’invio di rinforzi. La scorsa settimana la Russia ha rivendicato l’annessione di quattro regioni che controlla almeno parzialmente in Ucraina, a seguito di «referendum» denunciati dalle Nazioni Unite, dal governo ucraino e dai suoi alleati occidentali. Dopo le minacce di Putin di ricorrere alle armi nucleari per difendere i territori annessi, giovedì il suo omologo ucraino ha parlato di attacchi «preventivi» contro la Russia. La presidenza ucraina ha rapidamente fatto marcia indietro e ha affermato che Zelenski si riferiva a «sanzioni» preventive e non a bombardamenti, ma il Cremlino ha denunciato che si tratta di un «appello a iniziare una nuova guerra mondiale». Il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha avvertito del rischio di «Armageddon» nucleare per la prima volta dai tempi della Guerra Fredda, ma le sue osservazioni sono state ricalibrate dalla Casa Bianca venerdì. Gli Stati Uniti non hanno «alcuna indicazione che la Russia si stia preparando all’uso di armi nucleari», ha dichiarato l’addetta stampa Karine Jean-Pierre.

Ore 01:03 – Missili su Kharkiv, ospedale in fiamme

Una serie di esplosioni ha scosso la città di Kharkiv, nell’Ucraina orientale: imponenti pennacchi di fumo hanno illuminato il cielo, innescando una serie di esplosioni secondarie. Non ci sono al momento notizie di vittime. Le esplosioni sono arrivate ore dopo che la Russia ha concentrato gli attacchi nelle aree annesse illegalmente, mentre il bilancio delle vittime dei precedenti attacchi missilistici contro condomini nella città meridionale di Zaporizhzhia è salito a 14. Il sindaco di Kharkiv, Igor Terekhov, ha spiegato su Telegram. «Secondo le prime informazioni, una delle strutture mediche è in fiamme, così come un edificio non residenziale».

Ore 23:28 – Fmi approva 1,3 miliardi di finanziamenti emergenza Ucraina

Il Fondo monetario internazionale (Fmi) ha approvato 1,3 miliardi di dollari di finanziamenti di emergenza per l’Ucraina. Lo afferma il Fondo in una nota, nella quale precisano che le autorità ucraine meritano un «considerevole credito per aver mantenuto un elevato grado di stabilità macro-finanziaria in circostanze particolarmente difficili».

Sorgente: corriere.it