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Dal 1 ottobre via agli abbattimenti dei Mufloni del Giglio, fuori dal confini del Parco, decisi dalla Regione Toscana. Una decisione scellerata e contestata da tutte le associazioni animaliste. E non solo.

Mufloni del Giglio, corsa contro il tempo

Al Giglio, il muflone è stato introdotto a metà degli anni Cinquanta per salvaguardarlo dall’estinzione che rischiava in Sardegna e Corsica. Settant’anni dopo è considerato una specie aliena e dunque da “eradicare”

Con gli anni, senza nemici naturali a parte l’uomo, i mufloni si erano moltiplicati con effetti sulla biodiversità, sulla vegetazione e sulle coltivazioni agricole. Il progetto Life Let’s go Giglio (finanziato con 1.6 milioni di euro di fondi comunitari) prevede il ristabilimento degli equilibri ecologici anche con l’allontanamento del muflone dall’Isola del Giglio. Dalla primavera del 2021 sono stati già trasferiti sulla terraferma toscana 20 esemplari sui 70-80 viventi sull’Isola.

“La situazione delle popolazioni originarie autoctone di Muflone della Sardegna e della Corsica, invece, non è delle migliori, tanto da esser tutelate con stringenti misure normative per la rarità: in Sardegna si stimano complessivamente circa 6 mila esemplari sparsi in areali (Asinara, parte del Limbara, Capo Figari, Supramonte-Gennargentu, Tonneri, Monte Albo, Pabarile-Montiferru, Monte Arci, Sette Fratelli) limitati e non collegati fra loro. La proposta era la predisposizione – con il sostegno di fondi comunitari – di un vero e proprio piano di trasferimento dei Mufloni a idonee aree di reintroduzione in Sardegna e in Corsica. Un vero e proprio ritorno a casa. Purtroppo, non ha avuto accoglimento favorevole.” (Fonte, IlGiunco.net)

Quindi ci troviamo davanti al paradosso in cui vanno tutelati i mufloni di Sardegna (e Corsica) e contemporaneamente vanno “eradicati” quelli del Giglio.

Per aggirare ogni problema e rallentamento al progetto di eradicazione dei mufloni nell’Isola, la Regione Toscana, con una delibera, ha affidato sbrigativamente ai fucili dei cacciatori l’eliminazione dei pochi mufloni rimasti.

Il GrIG, Gruppo d’Intervento Giuridico, ha inoltrato una nuova istanza (26 settembre 2022) finalizzata alla realizzazione dell’area faunistica del muflone con il ripristino (un migliaio di metri di recinzione) del precedente recinto del Promontorio del Franco a Giglio Campese, proposta da Save Giglio.

“Con una spesa contenuta per il ripristino della recinzione, i pochi esemplari di Muflone dell’Isola del Giglio potrebbero vivere in pace senza creare alcun fantomatico problema a biodiversità e agricoltura, costituendo anche un’attrattiva di grande interesse e consentendo a un parco nazionale di fare quello che un’area naturale protetta deve fare, cioè salvaguardare ambiente e specie faunistiche”, ha affermato al riguardo Stefano Deliperi.

Sulla questione già da tempo è attiva la Lav che spiega, come si legge dalla nota pubblicata sul sito ufficiale: “Sono 43, ad oggi, i mufloni messi in sicurezza, grazie alla collaborazione tra l’Ente Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano, la LAV e il WWF Italia. È questo il risultato della cooperazione sottoscritta nel novembre scorso tra le parti che ha consentito di contemperare gli obiettivi di gestione dell’Ente Parco per la biodiversità dell’isola, attraverso il Life LETSGO Giglio, e la vita dei mufloni oggetto del prelievo e del trasferimento in aree sicure come previsto dal progetto.”

Ma, al di là di qualsiasi altra considerazione appare piuttosto assurdo considerare pochi esemplari di muflone quale rischio concreto per la biodiversità o le attività agricole sull’Isola del Giglio.

Sorgente: Mufloni del Giglio, corsa contro il tempo: tra poche ore inizieranno ad abbatterli – Kulturjam

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