Uomini in fuga da Donetsk per evitare lo scontro finale – la Repubblica

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12 Aprile 2022 0 Di Luna Rossa
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In città bar aperti e gente a passeggio: atmosfera surreale in attesa della spallata al Donbass ucraino. Per strada soprattutto donne e anziani

di Luca Steinmann

DONETSK – Mentre le autorità di Kiev denunciano la presunta imminente offensiva russa su larga scala per conquistare tutto il Donbass, a Donetsk si vive un’atmosfera di apparente tranquillità. A differenza che nel resto dell’Ucraina qui la guerra è la quotidianità che accompagna la vita dei cittadini da oltre otto anni. L’esercito ucraino è presente in alcuni quartieri settentrionali dell’area urbana, adiacenti all’aeroporto, e nei villaggi circostanti. Da qui i bombardamenti verso le zone controllate dai filorussi non si sono mai veramente fermati dal 2014. Anche le truppe separatiste non hanno mai interrotto il fuoco, che anzi hanno aumentato a partire dallo scorso febbraio, mentre attendevano che l’esercito regolare di Mosca sferrasse l’attacco terrestre.

 

 

Questa situazione ha generato nel corso del tempo massicci bombardamenti su obiettivi civili e centinaia di morti su entrambe le parti. Sull’altro lato del fronte, nel piccolo centro di Avdiivka, i soldati ucraini sono a soltanto cento metri dalla prima linea tenuta dai separatisti. Qui stanno montando antenne, portando rifornimenti, interrando equipaggiamento, nel senso che lo mettono dietro a barriere di terreno fresco per proteggerlo. Sanno che quando da nord arriveranno i russi – o perlomeno tenteranno di arrivare – allora i separatisti faranno quello che sognano dal 2014, da quando furono ricacciati sulle posizioni che occupano oggi: sfonderanno questa linea di piccoli villaggi e si prenderanno il resto della regione.

 

 

Paradossalmente, in attesa che parta la grande offensiva molti cittadini di Donetsk si concedono momenti di apparente spensieratezza, godendosi l’arrivo della primavera. Lungo le rive del fiume Severskij, che taglia in due la città, giovani coppie camminano mano nella mano, le mamme fanno giocare i bambini sulle giostre, alcuni bar sono aperti. Gruppi di ragazzini siedono vicino al corso d’acqua con bottiglie di alcolici e bicchieri di plastica e ogni tanto scoppiano in risate fragorose. Per un attimo sembra di dimenticarsi del conflitto, poi le esplosioni che riecheggiano da lontano riportano alla realtà. Per le strade si vedono soprattutto donne, bambini e anziani, molti meno gli uomini. Tanti sono al fronte, altri hanno lasciato il Donbass per evitare di essere convocati per l’arruolamento. Molti altri ancora sono chiusi in casa per evitare che le locali autorità filorusse li chiamino a combattere.

 

 

Tra i cittadini è sempre più diffusa la consapevolezza che il Donbass stia progressivamente diventando de facto parte delle Federazione Russa. Da quando è iniziata la guerra, l’influenza di Mosca sulle locali autorità filorusse, già prima fortissima, è cresciuta, tanto da rendere difficile distinguere tra le due, sia sul piano politico che su quello militare. Rispetto all’arrivo dei russi le opinioni sono diverse. Alcuni dicono di capire e spesso di condividere le ragioni di Putin, altri le respingono con forza e dicono di sentirsi ucraini. Differenze di opinioni politiche e ideologiche che non corrispondono ad alcuna divisione etnica tra russi e ucraini. Da queste parti quasi tutti sono di lingua e cultura russa e quasi nessuno parla ucraino come prima lingua. Ciò non si traduce automaticamente nel sostegno per le azioni del Cremlino, rispetto alle quali parte della popolazioni russofona si dice contraria. Un’altra parte, forse leggermente maggioritaria, invece le sostiene.

 

 

Quasi tutti gli abitanti di Donetsk sono però d’accordo su un punto: questa guerra deve finire il più presto possibile. Dopo, si spera che il Donbass possa essere governato da un’unica amministrazione e che non rimanga diviso tra russi e ucraini come è stato negli ultimi otto anni. “Io sono nata e cresciuta qui e i miei nonni venivano dalla Russia”, racconta Irina, 20 anni, che passeggia con un’amica lungo il fiume. “Parte della mia famiglia è di Mariupol e dal 2014 ci siamo visti solo due volte. Il mio sogno è poterli vedere come e quando voglio”. Intanto da Mariupol giungono voci di un’ulteriore avanzata delle truppe russe ai danni degli ultimi resistenti ucraini asserragliati in centro città. Appena tutta l’area urbana sarà stata conquistata ci si aspetta che parta l’offensiva finale per conquistare tutto il Donbass.

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