Il 12 novembre 1969 venne rivelato il massacro di My Lai

14 Novembre 2021 0 Di Luna Rossa
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504 BIMBI, ANZIANI, DONNE
VIETNAMITI, TORTURATI
E UCCISI DAI MILITARI AMERICANI
Il bugiardo e il cronista d’assalto. Il cronista, premio Pulitzer, autore delle più grandi inchieste sugli scandali dell’esercito americano è Seymour Hersh, che il 12 novembre 1969 svelò il massacro compiuto in Vietnam dai militari americani della 23esima Divisione di fanteria a My Lai, villaggio a circa 900 chilometri a Nord di Saigon, oggi Città Ho Chi Minh. Lapidario, 50 anni dopo, il ricordo apparso sul Washington Post: “Il massacro di My Lai è stato l’episodio piu’ vergognoso della storia militare degli Stati Uniti ma non una devianza nella guerra americana in Vietnam; gli archivi militari di tre decenni documentano almeno 300 casi che possono essere definiti crimini di guerra“. A My Lai il 16 marzo 1968 furono uccisi 504 civili in poche ore. Le vittime, documentate da un imponente e agghiacciante repertorio fotografico erano bambini, donne, anziani, persone inermi. Dicevamo il giornalista e il bugiardo. Chi è il bugiardo? Sì, l’esercito degli Stati Uniti che cercò per mesi, attraverso un lavoro di depistaggio e insabbiamento che costò un processo a 14 ufficiali, di tenere nascosto il crimine. Ma ci fu chi, fra questi, si distinse e venne perciò premiato.
Il bugiardo cominciò la carriera da bugiardo, complice quindi delle coperture ai massacri statunitensi del secolo scorso e la finì da bugiardo, sempre con le mani sporche di sangue. Stiamo parlando Colin Powell, recentemente scomparso. Esibì con una provetta agitata in favore delle telecamere all’Onu la menzogna che aprì il conflitto in Iraq. Le armi di distruzione di massa furono però quelle del suo esercito e della sua Nazione che sapeva di che pasta era fatto Powell. Era stata infatti testata la fedeltà e la professionale applicazione dell’inganno alle pratiche di sterminio a stelle e strisce. Il 65° segretario di Stato degli Stati Uniti, cominciò la sua carriera di sabotatore della verità in Vietnam. Gli fu affidata appunto l’inchiesta su My Lai. Non poteva non conoscere ogni dettaglio di quella vergogna. Come detto i soldati americani sterminarono 504 civili vietnamiti e torturarono anziani, bambini, uomini e donne, regolarmente stuprate. Come le belve naziste gli alfieri della libertà si abbandonarono alle gesta più depravate. Colin Powell insabbiò tutto e scrisse nella sua relazione: “A diretta refutazione di quanto ritratto, c’è il fatto che le relazioni fra soldati americani e popolazione vietnamita sono eccellenti”.
Una condotta miserabile, priva dell’onore militare, premiata per tappe con l’incarico più prestigioso e una carriera pari alla sua capacità di ingannare e districarsi fra il sangue degli inermi con il sorriso da buon nero e padre di famiglia. Una vergogna pari all’esito del processo seguito a quell’orribile carneficina. Il protagonista, colui che effettivamente, risalendo la catena di comando (ma altri protagonisti l’hanno fatta franca), dette l’ordine di uccidere a My Lai fu il tenente William Calley. Calley fu accusato dell’assassinio di 109 civili e condannato per l’uccisione di 20. Nel suo memoriale di difesa affermò che gli era stato insegnato di odiare tutti i vietnamiti, anche i bambini, che, secondo quanto gli era stato detto, “erano molto bravi a piazzare mine”*.
Calley venne condannato all’ergastolo nel 1971, ma il giorno dopo fu graziato dal presidente Richard Nixon e venne destinato a scontare la pena a casa sua. Dopo poco più di tre anni venne liberato e il criminale di guerra degli Stati Uniti vive felice con la coscienza sporca, protetto dalle strutture statunitensi contro le reazioni dell’opinione pubblica che già allora furono imponenti. Il ricordo di quella azione americana suscita ancora sdegno. La forza del giornalismo indipendente e della mancata omologazione di una parte dell’informazione alle verità del regime militare americano smascherarono i bugiardi di allora, ma non servì per i bugiardi degli anni a seguire che, come Powell, crebbero e si moltiplicarono.
*(Gary G.Kohls)

Sorgente:  Per l’Unità dei Comunisti – Lotte di Civiltà | Facebook

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