Libia, i torturatori del mare stipendiati dall’Italia | Globalist

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Inseguiti da un gommone e da una motovedetta della guardia costiera libica, picchiati con un bastone e costretti a tornare nell’inferno della Libia. E’ solo uno dei cosiddetti soccorsi operati dalla guardia costiera di Tripoli, questa volta documentato dall’equipaggio della Sea Watch 4 che ha pubblicato il video su Twitter.E’ un weekend di traversate nel Mar Mediterraneo nonostante il maltempo. La Ong tedesca questa notte ha effettuato un quarto salvataggio in 48 ore, soccorrendo un’imbarcazione con 94 persone e adesso ha a bordo 308 migranti e ha chiesto un porto sicuro.La Ong tedesca, commentando il video del gommone che è stato riportato indietro dai libici sotto i loro occhi, scrive: “Ecco come si svolge un’intercettazione della cosiddetta guardia costiera libica: persone in pericolo picchiate e costrette con la forza a tornare nell’inferno da cui fuggivano. Oggi l’equipaggio di Sea Watch 4 ne è stato testimone e ha documentato i fatti con queste immagini”.”Circa 340 rifugiati e migranti sono stati rimpatriati a Tripoli dalla Guardia costiera libica”.  Lo scrive su Twitter l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) in Libia in riferimento alla giornata di ieri, precisando che “Unhcr e Irc hanno fornito assistenza medica e umanitaria urgente a tutti i sopravvissuti prima che venissero portati in detenzione”. Oltre 5.500 persone sono state rimpatriate in Libia dal gennaio 2021 ricorda l’Unhcr, mentre Safa Msehli. portavoce di Un Migration. sempre su Twitter scrive che “oggi circa 450 migranti sono stati intercettati e rimpatriati in Libia”. “Disperati, scalzi, stanchi e maltrattati, sono stati condotti in detenzione arbitraria dove affrontano maggiori rischi”.

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marco zinno

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