Coronavirus nel mondo: vaccini, contagi e tutte le news sulla situazione – la Repubblica

Coronavirus nel mondo: vaccini, contagi e tutte le news sulla situazione – la Repubblica

21 Maggio 2021 0 Di Luna Rossa

L’annuncio del premier Sanchez. L’Oms: i morti reali sono 2-3 volte di più di quelli segnalati. Orban dichiara sconfitta la terza ondata in Ungheria. In India malattia del “fungo nero” nei pazienti positivi al coronavirus. In Argentina scatta un lockdown totale di 9 giorni

Il bilancio della pandemia di Covid-19 nel mondo

La nuova pandemia di coronavirus ha ucciso almeno 3.432.711 in tutto il mondo da quando l’Oms ha segnalato l’insorgenza della malattia in Cina alla fine del dicembre 2019, secondo il conteggio dell’Afp basato su fonti ufficiali aggiornato alle 12 di venerdì 21 maggio.

Dall’inizio dell’epidemia sono stati ufficialmente diagnosticati oltre 165.093.780 casi di infezione. La stragrande maggioranza dei pazienti guarisce, ma una parte conserva i sintomi per settimane o addirittura mesi.

Ieri, giovedì, 12.691 nuovi decessi e 669.282 nuovi casi sono stati registrati in tutto il mondo. I paesi che hanno registrato il maggior numero di nuovi decessi nei loro ultimi rapporti sono l’India con 4.209 nuovi decessi, il Brasile (2.403) e gli Stati Uniti (692).

Gli Stati Uniti sono il paese più colpito sia in termini di decessi che di casi, con 588.539 decessi per 33.056.860 casi, secondo il conteggio della Johns Hopkins University. Dopo gli Stati Uniti, i paesi più colpiti sono il Brasile con 444.094 decessi e 15.894.094 casi, l’India con 291.331 decessi (26.031.991 casi), il Messico con 221.080 decessi (2.390.140 casi) e il Regno Unito con 127.701 morti (4.455.221 casi).

Tra i paesi più colpiti, l’Ungheria è quello con il maggior numero di morti rispetto alla sua popolazione, con 304 morti ogni 100.000 abitanti, seguita da Repubblica Ceca (280), Bosnia (277), Macedonia del Nord (253) e Bulgaria ( 251). L’Europa ha totalizzato venerdì alle 10:00 GMT 1.118.515 morti per 52.257.202 casi, America Latina e Caraibi 998.251 morti (31.461.832 casi), Stati Uniti e Canada 613.643 morti (34.402.925 casi), Asia 434.304 morti (33.837.688 casi), Medio Oriente 139.420 decessi (8.354.448 casi), Africa 127.484 decessi (4.732.254 casi) e Oceania 1.094 decessi (47.432 casi).

Dall’inizio della pandemia, il numero di test effettuati è aumentato notevolmente e le tecniche di screening e tracciamento sono migliorate, portando a un aumento delle contaminazioni dichiarate. Il numero di casi diagnosticati, tuttavia, riflette solo una frazione del totale effettivo dei contagi, gran parte dei casi meno gravi o asintomatici rimane ancora inosservata.

 

 

Oms: i morti reali sono 2-3 volte di più di quelli segnalati

I 3,4 milioni di morti per Covid-19 attualmente segnalati all’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) “sono probabilmente sottostimati in misura significativa. Le cifre reali” potrebbero essere “almeno 2-3 volte superiori”. A suggerirlo è l’Oms sulla base delle “stime di mortalità in eccesso per il 2020”, calcolate nell’ambito della valutazione annuale sullo stato di salute del mondo, contenuta nel World Health Statistics report, pubblicato oggi.

“Al 31 dicembre 2020 – spiega in una nota l’agenzia Onu per la salute – stime preliminari suggeriscono che il numero totale di decessi nel mondo attribuibili alla pandemia di Covid-19 nel 2020 sia di almeno 3 milioni, cioè 1,2 mln in più rispetto agli 1,8 mln ufficialmente segnalati”. Ogni Paese si trova ad affrontare diverse sfide per censire in maniera completa e corretta i decessi Covid, argomenta l’Oms che spiega come si stia “lavorando con tutte le parti interessate per perfezionare i modelli statistici e ottenere conteggi accurati”.

La pandemia, continua l’ente, “pone gravi minacce alla salute e al benessere della popolazione a livello globale e ostacola i progressi nel raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile e degli obiettivi del ‘triplo miliardo’ fissati dall’Oms. Con il 90% dei Paesi che ha segnalato interruzioni ai servizi sanitari essenziali e il 3% delle famiglie che spende più del 25% del proprio budget per l’assistenza sanitaria nel 2015, “la copertura sanitaria universale è maggiormente a rischio di restare indietro”.

 

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Covid: Spagna, dal 7 giugno accoglieremo “tutti i vaccinati”

Dal 7 giugno tutte le persone con vaccinazione anti-Covid completa e autorizzata dall’Ema o dall’Oms potranno entrare in Spagna, a prescindere dal Paese di provenienza. Lo ha annunciato il premier spagnolo, Pedro Sanchez, nel corso della presentazione del certificato digitale, precisando che per gli arrivi dal Regno Unito il via libera entrerà in vigore già da lunedì 24 maggio. Il premier spagnolo ha precisato che l’ingresso nel Paese sarà consentito anche per “le famiglie” delle persone immunizzate.

Il numero di casi della cosiddetta variante indiana del coronavirus è aumentato di oltre il 160% nel Regno Unito nell’ultima settimana: è quanto emerge dai dati dell’agenzia statale Public Health England (Phe), secondo cui nel Paese si contano adesso 3.424 casi di questa variante rispetto ai 1.313 di giovedì 13 maggio. “I casi si registrano ancora soprattutto il nordovest dell’Inghilterra e Londra, ma vediamo gruppi di casi in tutto il Paese”, ha reso noto l’agenzia, secondo quanto riporta il Guardian.

Ungheria: Orban dichiara “sconfitta la terza ondata della pandemia”

“Abbiamo sconfitto la terza ondata della pandemia”. Lo ha dichiarato il primo ministro ungherese, Viktor Orban, annunciando la revoca di alcune misure restrittive, incluso il coprifuoco notturno, già questo weekend, quando nel Paese si raggiungerà la quota di cinque milioni di vaccinati.

In un’intervista alla radio pubblica, Orban ha affermato che non sarà più necessario indossare le mascherine in pubblico e che saranno consentiti assembramenti all’aperto fino a 500 persone. Gli eventi in spazi al chiuso, invece, saranno aperti solo alle persone vaccinate.

È tempo di dire “addio alle mascherine” negli spazi all’aperto, ha detto Orban, il cui Paese è l’unico in Europa ad aver autorizzato la somministrazione dei vaccini russo e cinese.

India, “fungo nero” nei pazienti positivi al coronavirus

Sempre più drammatica la situazione in India dove, oltre alla seconda ondata della pandemia che continua ad infuriare, tra i pazienti affetti da Covid-19 è stato rilevato il cosiddetto “fungo nero”. La mucormicosi, causata dall’esposizione a un gruppo di muffe chiamate mucormiceti, è contraddistinta da un alto tasso di mortalità e dal rischio di provocare mutilazioni ai pazienti sopravvissuti. Questa è un’altra sfida per il Paese, ha detto oggi il primo ministro Narendra Modi.

Al momento, sono stati confermati circa 5000 casi identificati tra i pazienti con Covid-19 in tutto il Paese, ma la cifra potrebbe essere molto più alta, visto che solo pochi governi statali hanno segnalato casi alle autorità sanitarie. Lo stato del Maharashtra ha registrato 1500 casi di mucormicosi e 90 decessi, mentre altri casi sono stati segnalati a Nuova Delhi, Karnataka, Haryana, e negli stati del Madhya Pradesh e del Rajasthan. Il ministero della Salute federale ha quindi esortato gli stati a dichiarare la malattia un’epidemia ai sensi della legge, rendendo obbligatorio per gli ospedali riportare i casi alle autorità federali.

Gli esperti affermano che la malattia, nota come “fungo nero” perché spesso accompagnata da un annerimento delle aree intorno al naso, è comune tra i pazienti affetti da diabete ed è legata a un uso non regolamentato di steroidi – la cui efficacia è stata dimostrata anche come trattamento salvavita per il Covid-19. L’abuso di droghe legali è dilagante in India, dove la maggior parte dei farmaci, inclusi gli steroidi, sono disponibili nelle farmacie senza bisogno di particolari ricette.

L’India è il secondo paese più colpito al mondo dalla pandemia, e nelle ultime 24h ha segnalato 259.551 nuove infezioni e 4209 decessi legati al coronavirus.

Covid: in Argentina scatta un lockdown totale di 9 giorni

L’Argentina affronta un nuovo lockdown totale a causa del Covid, questa volta saranno 9 i giorni, a partire dalla mezzanotte di oggi e fino ala mezzanotte del 30 maggio. Lo ha annunciato in un discorso televisivo il presidente dell’Argentina, Alberto Ferna’ndez, sottolineando che il Paese “sta attraversando il momento peggiore della pandemia”, con un nuovo record quotidiano di casi positivi, circa 35.000 casi, e 450 morti. Dei 9 giorni in questione, solo tre sono lavorativi, poiche’ sono festivi il 24 e il 25 maggio.

A partire poi dal 31 maggio, le attuali restrizioni saranno ripristinate con una nuova chiusura totale nel fine settimana del 5 e 6 giugno. “Dobbiamo prendere sul serio le critiche di questo periodo – ha detto Fernandez – Dobbiamo assumere la gravita’. Questo non e’ un momento di speculazioni, nessuno ha il diritto di approfittarne, dobbiamo unirci per superare questa catastrofe”. Durante il lockdown, le attivita’ sociali, economiche, educative, religiose e sportive saranno sospese, i soli negozi aperti saranno quelli con merci di prima necessita’ e per le consegne a domicilio. Gli argentini possono circolare solo nelle vicinanze delle loro case tra le 6:00 e le 18:00. La chiusura delle attivita’ sara’ simile a quella imposta lo scorso anno all’inizio della pandemia e poi andata avanti per diversi mesi per migliorare e sostenere il sistema sanitario in forte crisi.

 

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Usa: Covid, media giornaliera vaccinazioni cala del 50 per cento rispetto ad aprile

Il ritmo medio giornaliero delle vaccinazioni contro il coronavirus negli Stati Uniti è diminuito di quasi il 50 per cento rispetto ad aprile. È quanto emerge dai dati dei Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc) secondo i quali nell’ultima settimana sono state somministrate circa 1,8 milioni di dosi di vaccino ogni giorno, un calo del 46 per cento dal picco di quasi 3,4 milioni di dosi al giorno raggiunto a metà aprile. Rispetto alla rilevazione precedente state segnalate circa 2,1 milioni di nuove dosi somministrate, portando il totale a 279.397.250. Si tratta di circa il 79 per cento delle 351.955.515 dosi totali erogate. Più di 160 milioni di persone – circa il 48 per cento della popolazione degli Stati Uniti – hanno ricevuto almeno una dose di vaccino contro il Covid-19 e quasi 127 milioni di persone – circa il 38 per cento della popolazione degli Stati Uniti – sono ora completamente vaccinate.

Sorgente: Coronavirus nel mondo: vaccini, contagi e tutte le news sulla situazione – la Repubblica

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