Napoli, la scienziata: “Ho fotografato il buco nero, ma l’Italia punta ancora poco sulla ricerca” – la Repubblica

Napoli, la scienziata: “Ho fotografato il buco nero, ma l’Italia punta ancora poco sulla ricerca” – la Repubblica

25 Marzo 2021 0 Di Luna Rossa

“Il telefono è impazzito, tra i complimenti più apprezzati quelli dell’ex ministro Manfredi”

Oggi farà regolarmente lezione, in DAD: corso di fisica generale all’università Federico II di Napoli. Ma è facile prevedere che i suoi allievi le chiederanno soprattutto di parlare della nuova, entusiasmante scoperta. Perché Mariafelicia De Laurentisnapoletana doc, è nel team della collaborazione scientifica Eht-Event Horizon Telescope che ha fotografato il buco nero al centro della galassia M87 – a 55 milioni di anni luce da noi – come appare in luce polarizzata, mostrando cioè la presenza dei campi magnetici ai suoi “bordi”, su quello che tecnicamente si definisce orizzonte degli eventi.

 

La pionieristica istantanea della spirale rosso fuoco – rivelata ieri da Infn, Inaf e Università Federico II di Napoli – aiuterà a svelare i misteri che ancora circondano i buchi neri, a cominciare dal comportamento dei campi magnetici e dalla capacità di produrre getti potentissimi, che si estendono anche oltre la galassia, per 5000 anni luce dal suo centro: uno dei fenomeni più energetici, e intriganti, della galassia.

 

Questo buco nero, in particolare, era già stato fotografato il 10 aprile 2019, e la De Laurentis era in prima fila, anche quella volta. “Lui diventò una vera e propria star. – racconta – Ma non ci siamo fermati, la scienza non si ferma mai. E abbiamo approfondito l’analisi dei dati raccolti, riuscendo a osservare che una frazione significativa della luce attorno al buco nero di M87 è polarizzata”.  Al progetto hanno lavorato 300 ricercatori da organizzazioni e università di tutto il mondo “perché questa è soprattutto una straordinaria storia di collaborazione e di progresso – sorride Mariafelicia – e in fondo aiuta anche un po’ a sognare, in questi tempi difficili che stiamo vivendo”.

Con l’orgogliosa rappresentanza italiana, e napoletana (la scienziata vive ad Acerra). “Il telefono è impazzito, tra i complimenti più apprezzati quelli dell’ex ministro Manfredi. Ma da noi si investe ancora troppo poco nella ricerca – lamenta De Laurentis – e per le donne non è sempre semplice emergere. Ai miei studenti campani dico di essere resilienti, appassionati e positivi. Ma so che è difficile: si lavora moltissimo, con poche risorse, non sempre con logiche meritocratiche”.

La lingua batte dove il dente duole, anche nel giorno in cui tutto il mondo guarda ammirato alla nuova foto, realizzata con un telescopio “virtuale” delle dimensioni della terra.

“Nessuno era stato in grado di arrivare così vicino all’orizzonte degli eventi fino ad ora: abbiamo aggiunto un’altra pagina alla fisica dei buchi neri”, aggiunge Mariafelicia,  che oltre a insegnare alla Federico II è ricercatrice dell’Infn-Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, membro del Consiglio Scientifico di Eht e coordinatore del gruppo Gravitational Physics Input della collaborazione.  “E non finisce qui – chiosa la scienziata napoletana – perché ne vedremo delle belle: sto lavorando giorno e notte a un altro progetto, che ci consentirà entro il 2021 di mostrare un altro buco nero, stavolta al centro della galassia. La ricerca non si ferma”.

Sorgente: Napoli, la scienziata: “Ho fotografato il buco nero, ma l’Italia punta ancora poco sulla ricerca” – la Repubblica

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