«Lockdown totale in Italia per due, tre, quattro settimane»: la linea Ricciardi

«Lockdown totale in Italia per due, tre, quattro settimane»: la linea Ricciardi

15 Febbraio 2021 0 Di Luna Rossa

Il consigliere del ministro della Salute spiega perché questa linea non è stata adottata finora: «Con il ministro piena sintonia. Ma il precedente presidente del Consiglio e alcuni ministri non erano d’accordo sull’adozione di misure così forti»

di Valentina Santarpia

Un lockdown rigido su tutto il territorio nazionale, come a marzo 2020, anche se di durata limitata. Il consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza, l’igienista Walter Ricciardi, dopo aver lanciato la «bomba» ieri, ribadisce la sua strategia per affrontare l’emergenza Covid in questo momento storico. «Credo che il ministro della Salute Roberto Speranza sia convinto di questa nuova fase, spero che il presidente del Consiglio Draghi recepisca e che il governo appoggi, ma dipende dal governo», ha ribadito ieri sera a Che Tempo che fa.

 

Lockdown per quanto tempo? «Deve durare il tempo necessario a tornare a questo dato di incidenza. Possono essere due, tre, quattro settimane, dipende quando si raggiunge l’obiettivo», spiega Ricciardi al Messaggero. La strategia sostenuta da Ricciardi prevede, parallelamente al lockdown più rigido, anche il rafforzamento del tracciamento e della campagna vaccinale. Al ministro ha sottoposto infatti «la necessità di proporre al governo tre cose, anche alla luce del problema delle varianti: lockdown breve e mirato; tornare a testare e tracciare; vaccinare a tutto spiano», spiega. L’obiettivo è «limitare la circolazione del virus al di sotto dei 50 casi ogni 100mila abitanti».

«Nel precedente governo alcuni non erano d’accordo sulle misure forti»

Non è sfuggito a molti che Ricciardi abbia «anticipato» Speranza, surclassando in qualche modo le sue competenze: «Ci siamo parlati – ha precisato il consigliere riferendosi al ministro della Salute – non si è pronunciato perché sono decisioni che deve prendere il governo e il presidente del Consiglio. Spero che il presidente del Consiglio recepisca e vada in questa direzione». Ricciardi ha inoltre spiegato di non avere «rapporti con il presidente del Consiglio, ma con Speranza». Perché finora questa linea non è passata? Con il ministro «sono sempre stato in piena sintonia sul rigore delle misure, ma da settembre non siamo riusciti ad essere impattanti pienamente sulle decisioni del governo, soprattutto perché – ha concluso – il precedente presidente del Consiglio e alcuni ministri non erano d’accordo sull’adozione di misure così forti». «Questo – continua – ha causato decine di migliaia di morti e ha affondato l’economia». Secondo Ricciardi «la politica è restia a dire la verità».

«Tenete conto che la variante inglese è pericolosa»

Ma quali sono i motivi che spingono Ricciardi ad avere un progetto così severo, dopo aver parlato di lockdown come «misura cieca»? «Spero che la strategia del nuovo governo sia «no Covid» e che ci riporti a una prospettiva di normalità in tempi ragionevoli», spiega il consigliere. «Ci riavvicineremmo al ritorno alla vita normale e alla ripresa economica, come dimostrano gli esempi di Cina, Taiwan, Corea del Sud, Australia, Nuova Zelanda. Ora anche Usa, Germania e Danimarca vanno in questa direzione».

A spingere Ricciardi verso queste considerazioni è la valutazione «che la variante inglese si trasmette più velocemente ed è lievemente più letale. Quella brasiliana può dare origine a reinfezioni, come è stato visto a Perugia. Per la sudafricana sembra limitata l’efficacia del vaccino AstraZeneca». Ricciardi ha sempre avuto una linea rigorista, esprimendo perplessità anche sulla riapertura delle scuole, sull’eventualità di un voto anticipato, e sul pubblico al festival di Sanremo.

Salvini: «Non terrorizzare gli italiani»

Ma le esternazioni di Ricciardi hanno subito scatenato diverse reazioni. «Non se ne può più di `esperti´ che parlano ai giornali, seminando paure e insicurezze, fregandosene di tutto e tutti. Non si può terrorizzare 60 milioni di italiani», dichiara Matteo Salvini. A tal proposito il leghista dice di confidare che con il premier Draghi «la situazione torni alla normalità». Una critica che è soprattutto sul metodo: «Un consigliere di un ministro non può alzarsi una mattina e parlare di chiusura totale. Prima ne parli con il presidente del Consiglio», il ragionamento di Salvini, che invita a Ricciardi a «parlare di meno e lavorare di più». Sulla stessa lunghezza d’onda pure il governatore della Liguria e leader di Cambiamo!, Giovanni Toti, che in maniera ironica si chiede perché non sia possibile «un lockdown ad personam» per lo stesso consigliere scientifico del ministero della Salute. Secondo il presidente dell’Emilia Romagna e della Conferenza delle Regioni, Stefano, Bonaccini forse serve «una moratoria di dichiarazioni tramite stampa». «Io non faccio riferimento a questo o a quell’esperto – ha aggiunto Bonaccini – non mi permetterei mai. Io dico, in generale, un po’ meno interviste e un po’ più di lavoro laddove si deve discutere. Se no le persone non capiscono più nulla e questo non è accettabile. Le persone sono in difficoltà ci sono categorie economiche che rischiano. Ci vuole cautela – ha chiuso Bonaccini -: non succeda mai più che si prendano decisioni poche ore prima di qualcosa che era stato detto che si poteva essere».

 

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