I sex toys maschili, parliamone

I sex toys maschili, parliamone

24 Novembre 2020 0 Di Luna Rossa

Perché sono considerati in modo diverso rispetto a quelli femminili? Qualche risposta, e un po’ di consigli per chi vorrebbe provarne uno

di Giulia Balducci

Dal Lamento di Portnoy ad American Pie, la masturbazione maschile è stata ampiamente rappresentata e raccontata: la si vede nei film e nelle serie tv, se ne parla nei libri, è oggetto di conversazioni ed è considerata un fenomeno certo e ovvio, non ha una storia di tradizionale rimozione come la masturbazione femminile. Mentre negli ultimi anni, però, la visione della masturbazione femminile si è evoluta, e, almeno negli ambienti più aperti, l’uso di sex toys da parte delle donne ha cominciato a essere normalizzato e considerato un modo positivo per esplorare la sessualità con soddisfazione, l’uso di sex toys da parte degli uomini, in particolare da parte degli uomini eterosessuali, è spesso ancora deriso, o giudicato in modo negativo dagli altri uomini e dalla società in generale.

E questo avviene anche se la masturbazione maschile – senza sex toys – è comunemente considerata normale, molto più di quanto lo sia la masturbazione femminile. Perché c’è questa differenza di percezione nell’uso dei sex toys?

«Sicuramente la radice del problema è culturale», spiegano Morena Nerri e Ivano Messinese, che insieme curano Le Sex en Rose, un blog e una pagina Instagram sulla sessualità, e che da poco hanno pubblicato il libro Sex toys. Alla scoperta degli oggetti del piacere. «È una differenza di percezione che dipende dalla mascolinità tossica [cioè dall’insieme delle conseguenze negative date dall’idea culturalmente condivisa di virilità, ndr] e da uno stereotipo di genere secondo cui l’uomo “non deve chiedere mai”, non ha bisogno di aiuti esterni e deve dimostrare di saper fare tutto da solo, nel contesto della sessualità: anche per quanto riguarda la masturbazione».

So già cosa fare
«Secondo questo costrutto», prosegue Nerri, «l’uomo ha sempre un ruolo attivo, prende le decisioni, sa cosa fare, sa dove mettere le mani anche quando si parla del suo corpo. Dato che tradizionalmente esiste una rappresentazione della masturbazione maschile, si tende a dare per scontato che chi ha un pene lo usi anche per masturbarsi. È vero che se ne parla, ma se ne parla in maniera goliardica: difficilmente nel quadro di un discorso di cura di sé o di ricerca del piacere, diversamente da quello che succede nella visione contemporanea della masturbazione femminile. La masturbazione è quella cosa che chi ha un pene fa velocemente, con la mano, e basta. Come succede per tutto ciò che riguarda la sessualità maschile, si dà per scontato che tutti si comportino in un certo modo, e che non abbiano bisogno di nessuno che dica loro come fare le cose o di ripensarle in maniera diversa».

«Non ne ho bisogno»: l’idea dell’ausilio o del sostituto
In questa visione stereotipata della masturbazione e della sessualità maschile, sempre attiva, eterosessuale, monolitica e perfetta così com’è, i sex toys – invece di essere percepiti come uno strumento che si può scegliere serenamente di utilizzare per esplorare ed espandere il proprio piacere – sono visti come simbolo di un’inettitudine: un ausilio per chi ha problemi e non riesce a fare tutto da sé, una stampella per chi non è capace, oppure un sostituto, un surrogato della “donna che non si riesce ad avere” (questa interpretazione è rinforzata dal fatto che tra i sex toys maschili più famosi ce ne sono alcuni a forma di vagina, vulva, labbra e altri che riproducono l’intero corpo femminile).

Per questo, raccontano Nerri e Messinese, la prima risposta di molti uomini a cui viene proposto l’uso di un sex toy è «io non ne ho bisogno». È un fraintendimento della funzione dei sex toys, ma è un fraintendimento che si collega a una mentalità molto radicata.

«Sono secoli di cultura» spiega Roberta Rossi, sessuologa presso l’Istituto di Sessuologia Clinica di Roma, e autrice del libro Vengo prima io. Guida al piacere e all’orgasmo femminile. «L’idea che l’uomo debba far tutto da solo, che la sua sessualità debba essere istintiva e non vada mai messa in discussione è un’idea che ha radici profondissime. In questo contesto, i sex toys vengono intesi come ausilio per chi ha un problema, e la risatina, la derisione, sono modi per esorcizzare il timore che se ne possa avere necessità». Naturalmente, spiega Roberta Rossi, i sex toys possono essere effettivamente un aiuto efficace in caso ci siano difficoltà, ma questo aspetto non esaurisce la loro funzione.

L’orgasmo “difficile” e l’orgasmo “facile”
Questa differenza di percezione tra l’utilizzo dei sex toys da parte delle donne e da parte degli uomini si deve molto anche al modo in cui parliamo di orgasmo. «Quello maschile è scontato, mentre di orgasmo femminile si parla sempre come qualcosa di difficile da raggiungere, qualcosa di elusivo, di complicato», spiega Morena Nerri. «Per le donne, quindi, c’è “una scusa in più” per usare i sex toys», mentre per gli uomini dovrebbe essere facile raggiungere un orgasmo, quindi, di nuovo, chi li usa è percepito come qualcuno che deve correggere un problema, invece che una persona che desidera espandere il territorio del proprio piacere.

Ci sono casi, inoltre, in cui è l’idea stessa di masturbazione a essere problematica, negli ambienti in cui prevale la mascolinità tossica: la masturbazione è una cosa che l’uomo non dovrebbe fare più, una volta superato lo stadio infantile e adolescenziale. Chi continua a farlo, lo fa perché “non è un vero uomo” (non ha saputo “prendersi una donna”, in una visione stereotipica in cui l’uomo è cacciatore e la donna preda).

Niente di tutto questo è vero, ovviamente. La masturbazione è un modo naturale per prendersi cura del proprio corpo, di esplorarsi e di espandere quello che si sa di sé e del proprio piacere. «Bisogna fare un lavoro di rieducazione alla sessualità, perché ancora non c’è la cultura della ricerca del piacere. Bisogna pensare ai sex toys come strumenti a nostra disposizione, che possiamo utilizzare (se lo vogliamo) per prenderci cura del nostro piacere sessuale, e sperimentarlo in modo diverso. È ancora difficile, però, parlare di tutto questo», conclude Ivano Messinese.

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Sorgente: I sex toys maschili, parliamone – Il Post

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