Taranto, “le nubi di idrogeno solforato non si sprigionavano dalla maxi-discarica”: assolti in appello i vertici della società che la gestiva – Il Fatto Quotidiano

Taranto, “le nubi di idrogeno solforato non si sprigionavano dalla maxi-discarica”: assolti in appello i vertici della società che la gestiva – Il Fatto Quotidiano

28 Settembre 2020 0 Di marco zinno

GIUSTIZIA & IMPUNITÀ

Taranto, “le nubi di idrogeno solforato non si sprigionavano dalla maxi-discarica”: assolti in appello i vertici della società che la gestiva

Taranto, “le nubi di idrogeno solforato non si sprigionavano dalla maxi-discarica”: assolti in appello i vertici della società che la gestiva
Nessuno pagherà per i bruciori agli occhi e i disturbi alle vie respiratorie che per anni hanno afflitto i comuni di Lizzano, San Marzano, Faggiano e Fragagnano: la corte d’appello di Taranto ha assolto da tutte le accuse i vertici della società che ha gestito la discarica Vergine, sequestrata dai carabinieri del Noe di Lecce sei anni fa. Una sentenza che ha completamente cancellato le pene emesse nel processo di primo grado nei confronti di tre imputati

Non era la discarica Vergine la responsabile delle nubi di gas che fino a gennaio 2014 hanno costretto migliaia di abitanti della provincia di Taranto e restare chiusi in casa. Nessuno pagherà per i bruciori agli occhi e i disturbi alle vie respiratorie che per anni hanno afflitto i piccoli comuni di Lizzano, San Marzano, Faggiano e Fragagnano. La corte d’appello di Taranto ha infatti assolto da tutte le accuse i vertici della società che ha gestito la discarica Vergine di Lizzano, sequestrata dai carabinieri del Noe di Lecce sei anni fa. Una sentenza che ha completamente cancellato le pene emesse nel processo di primo grado nei confronti di tre imputati: il 21 dicembre 2018, il tribunale di Taranto aveva condannato a 2 anni e 2 mesi Pasquale Moretti e Paolo Ciervo e a 8 mesi Mario Petrelli.

I giudici di primo grado avevano inoltre condannato anche le due società Vergine spa e della Vergine srl che avevano gestito la discarica: la prima fino a gennaio 2014 e la seconda per pochi giorni fino al sequestro dell’impianto. Il 15 gennaio scorso il procuratore generale Mario Barruffa aveva chiesto la conferma della sentenza emessa dal tribunale di Taranto, ma i magistrati d’appello hanno dato ragione al collegio difensivo composto dagli avvocati Gianluca Mongelli, Giuseppe Passarelli, Raffaele Errico e Michele Laforgia. Le accuse formulate all’inizio dell’inchiesta dal pubblico ministero Lanfranco Marazia erano, tra le altre, di gestione illecita di rifiuti e getto pericoloso di cose: gli avvocati difensori sono riusciti a dimostrare però che le cose non stavano così. Bisognerà chiaramente attendere il deposito delle motivazioni per comprendere fino in fondo il ragionamento della Corte, ma appare altamente probabile che i giudici abbiano ritenuto che i difensori avessero pienamente ragione quando sostenevano che non vi era la certezza che quegli odori cattivi provenissero proprio dalla discarica.

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