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Fiumi esondati, pioggia e mareggiate: il maltempo imprigiona mezza Italia – La Stampa

Undici regioni colpite dalla perturbazione. Nel Salernitano due giovani calciatori colpiti da un fulmine: salvi

TORINO. La mappa dei fiumi che esondano, delle campagne allagate, dei paesi evacuati e delle strade chiuse al traffico si allarga su undici regioni. Più di mezza Italia fa i conti con il solito incubo maltempo: dalle slavine in alta quota agli alberi abbattuti nel cuore delle città, dalle periferie rimaste senza elettricità fino alle colture devastate da piogge incessanti e una valanga di fango.

La Toscana fa i conti con la furia dell’Arno, l’Emilia Romagna è sotto assedio e in Val Martello, in Alto Adige, un violento fiume di ghiaccio è finito tra le case e ha costretto la gente alla fuga. Chi non ha dovuto abbandonare la casa di tutta fretta ora si trova senza corrente elettrica. Al confine l’autostrada del Brennero è stata chiusa per alcune ore e i collegamenti ferroviari sono stati bloccati per le intense nevicate. Dopo una giornata che ha fatto segnare anche 150 centimetri di neve sopra i 2000 metri l’incubo ora è quello delle valanghe. In tante città le scuole oggi saranno chiuse e ai danni infrastrutturali si dovranno aggiungere quelli all’agricoltura e alla pesca: colture devastate e barche boccate in porto oramai da giorni. «Pronti a dichiarare lo stato di calamità – dice il ministro dell’Agricoltura, Teresa Bellanova – La situazione appare davvero molto grave».

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L’incubo della Toscana 
La piena dell’Arno è stata la peggiore dal 1992, ma nel tardo pomeriggio il sindaco di Firenze, Dario Nardella, ha potuto tirare un sospiro di sollievo. Il livello del fiume si è abbassato e la tensione si è allentata. Il rischio di una grande esondazione è stato reale e nella tarda mattinata la portata è arrivata a quota 2.148 metri cubi al secondo. Il colmo nel pomeriggio si è spostato a valle, verso l’Empolese. Il peggio si è temuto a Pisa ma l’Arno nel frattempo ha esondato nel territorio di Pontassieve e a Lastra a Signa. Anche l’Ombrone, altro fiume che attraversa la Toscana, ieri ha superato gli argini nel Grossetano dove circa 2000 persone sono state evacuate. E ad aggravare le cose ci si è aggiunta anche una potente tromba d’aria.

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Emilia Romagna 
A farsi potentissimo e minaccioso ieri è stato il torrente Idice, che ha tracimato nelle campagne di Budrio, non lontano da Bologna. In poco tempo nella zona si è riversato più di un milione di metri cubi d’acqua e per questo sono scattate subito le operazioni di evacuazione. A preoccupare, comunque, sono anche altri corsi d’acqua, su cui da giorni si sono concentrate le attenzioni della Protezione civile. A iniziare dal Reno, che ha seminato paura lungo le sponde di tutto il suo corso.

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Un ferito nella Capitale 

Il Tevere è sorvegliato speciale: per il momento si mantiene all’interno dei suoi argini ma le previsioni annunciano criticità per le prossime 36 ore. A Roma sono stati oltre duecento gli interventi effettuati dai vigili del fuoco: allagamenti, sottopassaggi bloccati e voragini lungo le strade. Il rischio di crollo di grossi tronchi ha costretto il Comune a chiudere il cimitero del Verano ma sabato sera un albero è precipitato su un’auto: il conducente è finito in gravi condizioni in ospedale ma per fortuna, dicono i medici, non corre pericolo di vita. Anche sul litorale la giornata è stata difficile. Dopo le mareggiate che hanno danneggiato Fregene, Santa Marinella, Civitavecchia e Ladispoli. A Gaeta è stata danneggiata “La Signora del Vento”, il veliero italiano più grande dopo la Amerigo Vespucci, che ha rotto gli ormeggi per effetto delle correnti violentissime.

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Nord e Sud sott’acqua 
Il Piave è in piena e così in Veneto c’è un’altra preoccupazione. «Tutta la Regione è in ginocchio – dice il governatore Luca Zaia – In difficoltà ci sono diverse zone: il Polesine e il Trevigiano, Chioggia, Caorle e Jesolo. Ma anche le aree di montagna». Nel Nord Ovest sono state due le emergenze più gravi: a via Bandete, vicino a Ventimiglia, ci sono 150 famiglie isolate per la chiusura di una strada su cui rischia di crollare la parete rocciosa. In provincia di Cuneo sono ancora 4mila le utenze che restano ancora senza energia elettrica. Nel Centro-Sud l’allerta è scattata in Campania. Diversi quartieri di Napoli si sono ritrovati ieri allagati e una potente bomba d’acqua ha coinvolto il Casertano. A Villa Literno una donna anziana è stata salvata dalla sua casa, mentre nel Salernitano due giovani calciatori sono finiti in ospedale, raggiunti da un fulmine che si è abbattuto vicino al campo durante la partita domenicale.

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Sorgente: Fiumi esondati, pioggia e mareggiate: il maltempo imprigiona mezza Italia – La Stampa

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