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Cile, disordini e proteste non si fermano Bilancio di 15 morti e oltre 2.600 arresti – America Latina – ANSA

Piñera: ‘Siamo in guerra contro un nemico potente e implacabile’. Amnesty denuncia violazioni deidiritti e provvedimenti restrittivi arbitrari (ANSA)

Il governo cileno ha annunciato che continuano disordini e gravi incidenti fra manifestanti e polizia, il cui bilancio è ora di 15 morti e 2.643 arresti. In una comunicazione effettuata dal Palazzo della Moneda, il sottosegretario agli Interni Rodrigo Ubilla ha precisato che 11 delle morti sono avvenute nella regione di Santiago del Cile, tutte coinvolte in incendi e saccheggi, principalmente in centri commerciali; le ultime tre a La Serena, Coquimbo e lungo la statale 5 Sur. Rispetto alle 24 ore precedenti, comunque, “si è notata una diminuzione significativa dei fatti violenti associati a saccheggi, vandalismi e delinquenza”.

Per la terza notte consecutiva, intanto, nella capitale e in tutta la sua regione, è stato in vigore il coprifuoco. Così come ad Antofagasta, La Serena, Coquimbo, Valparaiso, Rancagua, Talca, Concepcion e Valdivia. Centinaia di soldati presidiano le strade delle città, per la prima volta dal 1990, quando il Cile tornò alla democrazia dopo la dittatura di Augusto Pinochet. Quasi 1.500 le persone arrestate, di cui circa 650 nella sola Santiago.

Amnesty denuncia violazioni dei diritti e arresti arbitrari – Amnesty International ha sollecitato il presidente cileno Sebastián Piñera a garantire il rispetto dei diritti umani durante lo stato d’emergenza, sottolineando che questa decisione, con cui si affidano alle forze armate funzioni di mantenimento dell’ordine pubblico, non fa che aumentare i rischi che si commettano violazioni. Lo si legge in un comunicato dell’organizzazione a tutela dei diritti umani. “Già nei giorni scorsi, nel contesto delle proteste contro l’aumento del prezzo dei trasporti pubblici, le forze di sicurezza hanno impiegato forza eccessiva e sono stati segnalati arresti arbitrari di manifestanti”, denuncia Amnesty. “Invece di reprimere le proteste, il governo cileno dovrebbe trovare soluzioni alle richieste provenienti dalle proteste e indagare su tutte le denunce di violazioni dei diritti umani segnalate nel corso delle manifestazioni”, ha dichiarato Erika Guevara-Rosas, direttrice di Amnesty International per le Americhe.

Pinera: ‘Siamo in guerra contro un nemico potente’ – “Siamo in guerra contro un nemico potente e implacabile, che non rispetta nulla o nessuno”: lo ha detto lunedì il presidente cileno Sebastian Piñera, condannando nuovamente le violenze avvenute durante le proteste di questo fine settimana contro l’aumento delle tariffe. Piñera, durante un incontro con i media, ha insistito sul carattere “organizzato” delle proteste sottolineando che “unico scopo” dei responsabili “è quello di causare il maggior danno possibile”.

Sorgente: Cile, disordini e proteste non si fermano Bilancio di 15 morti e oltre 2.600 arresti – America Latina – ANSA

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