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Tra i due litiganti le donne e i fondi per i centri antiviolenza vengono dopo | L’HuffPost

Ieri in una in un’intervista a Repubblica abbiamo scoperto che il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle Pari opportunità è preoccupato del clima d’odio, nonché della pericolosa deriva sessista nel nostro Paese e ha accusato Salvini per gli “attacchi sessisti a Carola Rackete”.Spadafora se n’è accorto dopo una settimana?Giusto in tempo per far saltare la conferenza stampa sul Piano antiviolenza, che è stata prontamente cancellata, causa rissa di governo.Così nulla si sa del modestissimo stanziamento di 37 milioni di euro per finanziare il Piano antiviolenza del 2018, fermo al palo da oltre un anno, nonostante in Italia venga uccisa, per mano di un uomo, una donna ogni tre giorni.Ma le donne vengono dopo, o peggio, vengono usate strumentalmente in quelle che molti commentatori definiscono eufemisticamente “scaramucce” come è avvenuto in questo ennesimo scontro tra Lega e 5 Stelle.A dimostrazione che la violenza contro le donne, come ogni altro aspetto della loro vita, da quello economico a quello occupazionale, non sono mai stati nelle agende dei nostri governi, ancor meno nel governo del cambiamento.Per dire, la Spagna ha stanziato un miliardo in 5 anni per contrastare la violenza, pari a 200 milioni l’anno.Spadafora nell’intervista su citata dice anche che nel 2019 verranno stanziati 2 milioni: l′1% della Spagna, dove andiamo?In Francia la violenza maschile contro le donne è un tema centrale tanto da stare in prima pagina di Le Monde. In Italia non riusciamo a far partire i risibili finanziamenti destinati al Piano per contrastare femminicidi e violenze.Sia chiaro, le preoccupazioni tardive del sottosegretario Spadafora sono certamente condivisibili, un vicepremier e ministro degli Interni sessista rappresenta un pericolo per le donne.È infatti molto pericoloso quando la politica anziché contrastare la violenza anche verbale contro le donne e mettere in campo strategie per sconfiggerla, la fa propria.Le parole sono pietre, in questo caso massi, e questa modalità da parte di un ministro della Repubblica di concepire l’azione politica non solo svilisce le donne, ma genera un profondo arretramento culturale e soprattutto sdogana chi dovrebbe essere contrastato e rieducato.I risultati della becera propaganda e dell’istigazione a commettere atti di disriminazione e di violenza contro le donne li vediamo tutti i giorni nei social e non solo.Il tema dunque non va assolutamente sottovalutato, il populismo che si nutre di questa forma di linguaggio restringe la libertà e la democrazia di un Paese, per tutti. Non solo per le donne.Resta il fatto gravissimo che restiamo ancora in attesa che il governo batta un colpo sui destini del Piano antiviolenza e che venga finalmente attuato.

Sorgente: Tra i due litiganti le donne e i fondi per i centri antiviolenza vengono dopo | L’HuffPost

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