“No a razzismo e odio”: i giornalisti si ribellano alle volgarità di Feltri | Globalist

22 Giugno 2019 0 Di ken sharo

Sandro Ruotolo e Paolo Borrometi si sono auto-sospesi dall’Ordine in protesta contro la presenza del mentore di Libero: “O noi o lui”. Molti giornalisti sono d’accordoUn titolo di LiberoUn titolo di Libero

globalist 20 giugno 2019Un’autosospensione polemica visto lo schifo del giornalista già noto per le sue sortite razziste, omofobi e sessiste e che continua a essere invitato come un qualsiasi opinoinista.Adesso Sandro Ruotolo e Paolo Borrometi hanno decido di autosospendersi dall’Ordine dei Giornalisti dopo le parole di Vittorio Feltri su Andrea Camilleri.Ruotolo e Borrometi hanno inviato una lettera aperta al presidente dell’Odg, Carlo Verna in cui annunciano la decisione di “autosospenderci dall’Ordine Nazionale dei Giornalisti perché ci consideriamo incompatibili con l’iscrizione all’albo professionale di Vittorio Feltri. Proprio noi, che più di altri, ci battiamo per la difesa dell’articolo 21 della Costituzione, riteniamo gli scritti e il pensiero del direttore Feltri veri e propri crimini contro la dignità del giornalista. Le parole di Vittorio Feltri su Andrea Camilleri e le sue opere hanno rappresentato per noi la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Ne va della credibilità di ognuno di noi e della nostra categoria. Adesso basta. O noi o lui”.”Quel ‘terrone che ci ha rotto i coglioni’ per noi figli del Sud è inaccettabile – scrivono Ruotolo e Borrometi nella lettera – Non è in gioco la libertà di pensiero. Sono in gioco i valori della nostra Costituzione. Ogni suo scritto trasuda di razzismo, omofobia, xenofobia. ‘Dopo la miseria portano le malattie’ (rivolto ovviamente ai migranti) o robaccia come ‘Più patate, meno mimose’ in occasione dell’8 marzo (e le diverse varianti dedicate anche a Virginia Raggi, con il ‘patata bollente’) o ‘Renzi e Boschi non scopano’. Poi gli insulti a noi del sud con il celebre ‘Comandano i terroni’ e infine il penultimo, di qualche mese fa, ‘vieni avanti Gretina’ (dedicato alla visita a Roma di Greta Thunberg)”.”L’idea che Vittorio Feltri offre – proseguono – è che si possa, impunemente, permettersi questo avvelenamento chirurgico. E non è un problema solo suo. Almeno, non lo è più. A lui non frega niente: il limite, la deontologia, la misura, il buon senso, diremmo perfino la dignità sembrano saltate da tempo. Noi siamo convinti che resti intatta la bellissima frase che recita ‘Non condivido le tue idee ma darei la vita per permetterti di esprimerle’. Continuiamo a batterci contro la censura e gli editti, ma non possiamo accettare tra noi chi istiga all’odio. Ne va della nostra credibilità”, concludono Ruotolo e Borrometi.Parole che sono condivise dalla stragrande maggioranza dei giornalisti che condannano questa deriva verbale violenta.

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