Gazebo di casapound accanto al portone dei rom a Casal Bruciato- Daniele Leppe 

8 Maggio 2019 0 Di ken sharo
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Daniele Leppe10 h ·  Io non sono un esperto di ordine pubblico. Ma non mi era mai capitato sino ad oggi di assistere a quanti visto oggi a Casal Bruciato. Ad appena 20 minuti dal quirinale, che dista circa 6 km. Una famiglia rom, legittima assegnataria di un immobile comunale, asserragliata dentro casa per le minacce di un’organizzazione fascista che, a sua volta, occupa un intero stabile pubblico! Già questo sarebbe sufficiente a dimostrare la gravità della situazione alla quale abbiamo assistito oggi. Ma la cosa più grave è che la questura e la prefettura abbiano consentito a casa pound di installare un gazebo sotto l’abitazione di questa famiglia, accanto al portone di ingresso dello stabile in cui risiedono, da stamattina ad oggi pomeriggio. Ora, mi chiedo, ma voi, a memoria, ricordate situazioni nelle quali è stato consentito di organizzare una manifestazioni sotto casa di chicchesia? Voglio dire. Un conto è una manifestazione di piazza. Altra cosa è consentire che un’organizzazione neofascista sosti tutto il giorno, con un suo banchetto, sotto casa di una famiglia, con la polizia che controlla gli ingressi e impedisce a chiunque di entrare, a parte gli inquilini e i fascisti. Ora, non mi interessa discutere se in italia ci sia o meno un rischio fascismo. Valuto i fatti. Oggi a Roma le forze dell’ordine, con evidente imbarazzo negli occhi di molti funzionari, hanno tenuto un comportamento, come minimo, compiacente con un’organizzazione che istiga all’odio razziale e minaccia le persone. Questo non mi stupisce. Se abbiamo un ministro degli interni che flirta apertamente con casa pound, non possiamo aspettarci che i questori non siano condizionati, nel loro agire quotidiano, quando si trovano davanti questi figuri. Resta il fatto, incontrovertibile, che quelli di casa pound oggi facevano quello che volevano senza che nessuno glie lo impedisse. Verso le 18 gli è stato anche consentito di mettersi a testuggine, inscenare un piccolo corteo, circondati dalla polizia, intonare i loro slogan di odio, per poter andare via impuniti, come se nulla fosse! Una vergogna indicibile. È bene, però, precisare una cosa. Non c’era oggi una periferia in piazza contro i rom. C’erano, si o no, 50 persone. Il resto è mistificazione. È altrettanto utile evidenziare che la nostra presenza, quella dei democratici, degli antifascisti, della sinistra sociale, di Asia, dell’Intifada, di Nonnaroma, di alcuni compagni della Cgil, di sinistra italiana / la sinistra, di potere al popolo, di Stefano Fassina, Marco Palumbo, Marco Furfaro, Claudia Pratelli, dell’anpi, e tanti altri ancora, non è stata una presenza inutile, di semplice testimonianza. I fascisti si sconfiggono nelle piazze e nei quartieri, contendendogli gli spazi, incoraggiando coloro che da soli non avrebbero avuto il coraggio di schierarsi, interrompendo la loro narrazione sui quartieri di periferia conposti da poveri italiani sfrattati che scendono in piazza contro gli immigrati e i no ago. Insomma, facendo lotta politica e cercando di ricostruire un’egemonia culturale che, ahimè, oggi non abbiamo più. Per queste ragioni domani, alle 16.00, saremo di nuovo in piazza, a difendere tutti noi, la nostra idea di democrazia progressiva, il diritto alla casa, l’antifascismo, la libertà di tutti/e. Non lasciateci soli (ps oggi in piazza con noi c’era Zerocalcare, che non manca mai in queste occasioni, è giusto riconoscerglielo)

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