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L’esercito ucraino costretto a ritirarsi in alcune zone del fronte settentrionale, nella regione di Kharkiv, dove la Russia ha lanciato una nuova offensiva venerdì scorso. ‘Ridurre le perdite’ l’obiettivo per un esercito stremato a cui mancano più gli uomini che le armi. Usa: ‘Situazione difficile, siamo preoccupati’, mentre il segretario di Stato Blinken a Kiev promette l’arrivo di altre armi. ‘

‘Ritirata strategica’

«In alcune zone, vicino a Lukiantsi e Vovchansk, in risposta al fuoco nemico e all’assalto della fanteria, le nostre unità hanno manovrato verso posizioni più favorevoli per salvare la vita dei nostri soldati ed evitare vittime», sostiene lo stato maggiore ucraino attraverso i social network. L’eterna questione tra ‘ritirata strategica’ e sconfitta. Resta la forza dell’attacco russo che secondo il Consiglio di sicurezza di Kiev vedrebbe impegnati fino a 30.000 soldati sono impegnati nella regione di Kharkiv.

Risposta Ucraina a colpi Atacms sulla Crimea

L’Ucraina ha lanciato la notte scorsa un massiccio attacco aereo sulla città portuale di Sebastopoli, in Crimea, e su diverse regioni russe: lo ha reso noto il ministero della Difesa di Mosca, come riporta la Tass e in Italia, l’ANSA. Coinvolto anche i missili guidati di precisione a lungo raggio Atacms forniti dagli Usa, e anche (più occultamente), dall’Italia. Secondo il ministero della Difesa russo, sono stati abbattuti 10 Atacms e l’attacco è stato in gran parte ‘sventato’.

Pentagono ‘preoccupato’

«La situazione sul campo di battaglia in questo momento in Ucraina è difficile», ammette il portavoce del Pentagono. «Gli ucraini continuano ad adottare misure per difendere il proprio territorio e faremo tutto il possibile per fornire loro le munizioni e i rifornimenti critici di cui hanno bisogno», ha aggiunto. «Inutile dire che questa pausa nell’assistenza alla sicurezza non sia stata utile», ha sottolineato riferendosi allo stallo al Congresso sui nuovi aiuti. «E Mosca ha sfruttato la situazione sul campo di battaglia e sta cercando di fare progressi». Situazione certamente preoccupante, ripete, e riferisce l’ANSA.

Ma torniamo a Kharkiv

Dati più complessivi dicono che i reparti russi entrati il 10 maggio nel territorio della regione di Kharkiv conquistando in 48 ore una dozzina di centri abitati e oltre 110 chilometri quadrati di territorio suddivisi in due diverse aree di penetrazione. Le ultime notizie -da Analisi Difesa-, riferiscono che i quartieri occidentali e settentrionali della città di Vovchansk sono caduti sotto il controllo delle forze russe mentre l’esercito ucraino ha dichiarato che la situazione a Vovchansk è ‘sotto controllo’ ma ha dovuto ritirarsi in nuove postazioni.

Troppi i pesanti attacchi degli aerei russi che sganciano «da cinque a sette bombe ogni tre minuti», sostiene un ufficiale ucraino citato dal New York Times.

Quasi al ‘Si salvi chi può’

La TASS riferisce che sono in corso combattimenti nelle strade della cittadina, a soli 20 chilometri a nord del capoluogo Kharkiv e dove sono rimasti solo 200/300 residenti dei 17mila prima del conflitto secondo il governatore regionale, Oleh Suniehubov. Lo stesso governatore ha riferito inoltre che sono saliti a 7.531 i civili (inclusi 568 minori) evacuati finora a seguito della nuova offensiva russa nel nord della regione. «Le persone continuano a essere mandate via, ma ogni giorno, ogni minuto diventa più difficile».

Ucraini e Associated Press

Secondo le autorità locali ucraine, citate dall’Associated Press, il destino di Vovchansk potrebbe rispecchiare quello di Bakhmut e Avdiivka, città da dove gli ucraini sono stati costretti a ritirarsi. «Ma la partita in questa città potrebbe chiudersi molto più in fretta perché le truppe ucraine non sembrano in grado di resistere all’offensiva nemica per inferiorità di truppe e mezzi (e forse anche di morale dei combattenti), e perché la fanteria russa è già in città», la valutazione di Analisi Difesa. Secondo funzionari ucraini citati sempre dall’AP, oltre alla carenza di munizioni.

Institute for the Study of War

Secondo l’Institute for the Study of War, think tank americano vicino alle posizioni neocon e quindi saldamente schierato al fianco della causa ucraina, le forze armate russe puntano costituire una zona cuscinetto tra il confine russo e quello ucraino come priorità rispetto a un’invasione più profonda nella regione di Kharkiv.

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