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Non sarà una Conferenza qualsiasi quella che si terrà a Roma sabato 20 e domenica 21 aprile. Nello scenario della “Guerra Grande” (copyright Lucio Caracciolo) o, se si preferisce, della “Guerra Mondiale a pezzi” di cui parla Papa Bergoglio, la situazione in Palestina e nell’intero Medio Oriente ha una parte di grande rilievo.

Nel momento in cui scriviamo alcune fonti americane danno per imminente la risposta iraniana all’interminabile serie di attacchi israeliani alla Repubblica Islamica. Attacchi che hanno colpito in Libano, Siria, Iraq, Yemen, oltre che sul territorio nazionale dell’Iran. L’ultima di queste azioni è avvenuta il 1° aprile, quando Israele ha bombardato l’ambasciata iraniana a Damasco uccidendo 8 persone, tra queste il generale Mohammad Reza Zahedi.

Inutile ricordare come l’attacco ad una sede diplomatica sia un atto particolarmente grave, il segno di una volontà di guerra senza limiti. Ed è proprio questo lo snodo cui ci troviamo di fronte. Da oltre sei mesi Israele sta compiendo un autentico genocidio a Gaza, ma nessuno degli obiettivi strategici del governo sionista, tantomeno l’annientamento della Resistenza palestinese, è stato raggiunto. Proprio per questo Netanyahu, peraltro in grave difficoltà all’interno, prova a venirne fuori alzando la posta con il passaggio ad una vera e propria guerra regionale che ha come obiettivo direttamente Teheran, oltre che il cosiddetto “Asse della Resistenza”.

In questo modo, a costo di un rischio incalcolabile per tutti, il governo israeliano punta ad ottenere il pieno sostegno di Washington. Ma, al di là della gravità dei possibili futuri scenari, capire la situazione mediorientale è oggi di primaria importanza. Sta qui il contributo prezioso che potrà arrivare dalla conferenza di Roma. Essa non sarà né un convegno di propaganda, né un meeting di mera solidarietà. Sarà, invece, un Forum per scavare nella storia e trovare le cause antiche e recenti del conflitto tra il popolo palestinese e Israele.

Un Forum per fare luce sui suoi plurimi aspetti storici, culturali, spirituali e geopolitici. I partecipanti non ascolteranno i trombettieri della superiorità dell’Occidente, né i furfanti che vi raccontano di trinariciuti terroristi che odiano l’unica “democrazia in Medio Oriente”. No. Essi ascolteranno un’altra storia, le voci di chi in Palestina, in Medio Oriente e nel resto del mondo combatte contro il suprematismo imperialista e difende una concezione più autentica di libertà, di civiltà, di democrazia e di pace, concetti privi di senso e ingannevoli in mano a chi li usa per giustificare l’oppressione dei popoli ai quali, oltre a negare il diritto alla propria liberazione, si vorrebbero strappare radici, identità, anima e tradizioni.

Questo Forum è in certo senso lo sviluppo della grande conferenza internazionale tenutasi, sempre nella capitale, alla fine dello scorso mese di ottobre quando i delegati di quaranta organizzazioni antimperialiste provenienti da 25 paesi e da ogni continente dette vita al Coordinamento internazionale “FERMARE LA TERZA GUERRA MONDIALE- Iniziativa Internazionale di Pace (STOPWW3)”. La Conferenza si concluse approvando all’unanimità una Risoluzione tradotta in più lingue che potete leggere qui.

In questi mesi molte sono state le iniziative nei diversi paesi, sia in solidarietà con la Resistenza palestinese che per fermare l’aggressione strategica del blocco USA-NATO-UE alla Russia e in futuro alla Cina. Il Forum del 20-21 aprile sulla Palestina – organizzato dal Fronte del Dissenso – ha il pieno sostegno di questo Coordinamento internazionale, che ha convenuto sulla necessità di un serio momento di approfondimento sulla situazione mediorientale, sia per l’immane tragedia che vive il popolo palestinese, che per la centralità che viene ad assumere in questo preciso momento.

Diverse le ragioni che hanno spinto ad organizzare il Forum. Innanzitutto, la volontà di esprimere la più ferma solidarietà alla Resistenza palestinese, dandogli voce in un Occidente dove continua una brutale e islamofoba campagna di disinformazione, unita alla scandalosa complicità con il massacro in corso a Gaza. In secondo luogo, il Forum ha lo scopo di mettere a confronto i movimenti della Resistenza, palestinese, araba, europea ed internazionale, contribuendo così al dialogo e alla cooperazione di tutte le diverse forze politiche e culturali, laiche e religiose, che si battono contro l’imperialismo e per la liberazione dei popoli oppressi.

Il Forum si strutturerà i 4 sessioni: 1) Il sionismo, la questione ebraica e la natura di Israele; 2) Dopo il 7 ottobre: cosa cambia per la Resistenza palestinese; 3) Il Medio Oriente nella transizione al mondo multipolare; 4) Il conflitto in Ucraina: come fermare il rischio della Terza guerra mondiale.

Tra una sessione e l’altra vi sarà spazio per parlare anche del Congresso Afro-Europeo sulle migrazioni (Bengasi 25-26 maggio 2024), della Delegazione in Donbass di StopWW3 (giugno 2024) e della solidarietà internazionale con la causa palestinese.

Se questi temi illustrano con chiarezza gli scopi del Forum, la lista dei relatori chiarisce ancor di più il livello internazionale dell’incontro. Tra questi (ma la lista è solo provvisoria) avremo: dall’ITALIA: Moni Ovadia, Elena Basile, Fulvio Grimaldi, Filippo Dellepiane, Gaia Fusai, Moreno Pasquinelli, Alessandro De Giuli. Dalla PALESTINA: Azzam Tamini, Mohammad Hannoun, Milad Jubran Basir, Mona Abd al Rahman. Dal LIBANO: Ali Fayyad, Nabil Halak, Khaled Hadadi, Sukkarie Abdul Malak. Dalla GIORDANIA: Ayman Zeidan. Dalla LIBIA: Abdulhadi Lahweej (Ministro degli Esteri dello Stato di Libia). Dal MAROCCO: Said Bakkali. Dal KUWAIT: Hamad Almatar. Dalla RUSSIA: Said Gafurov, Faina Gazdieva. Dalla CINA: Lee Siu Hin. Dalla GEORGIA: Temur Pipia. Dalla GRECIA: Yiannis Rachiotis. Dall’IRLANDA: Gary Daly, Tara Ryner O’Grady. Dagli STATI UNITI: rabbi Yisroel D. Weiss, Christopher Helali.

Il mondo è ad una svolta. La guerra, come ci ricordano ogni giorno sia la Nato che l’Ue, non è più un tabù. E mentre l’Occidente riarma a più non posso, grande ed urgente è la necessità di una risposta popolare che fermi la corsa verso l’abisso. Affinché questa risposta possa esservi occorre accrescere la consapevolezza della drammaticità della situazione reale e di qual è la vera posta in gioco. Per questo chiediamo a tutti i nostri amici di partecipare al Forum.

Come potete immaginare organizzare questo evento, tanto più davanti all’ostilità del governo e dei media, nonché della maggioranza dei partiti del sistema, è cosa molto impegnativa.

La prenotazione è necessaria. Scrivere a: [email protected]

Quale futuro per la Palestina

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Sorgente: Quale futuro per la Palestina | La Fionda